Vittorio Vertone espone a Bari

Armando Lostaglio

L’artista lucano Vittorio Vertone, con la sua nuova corrente artistica denominata RAPIDISMO, espone a Bari dal 21 aprile prossimo (vernice ore 18:30) presso la Passepartout Gallery di Pierpaolo De Paulis in via Pavoncelli 12. Vi rimarrà fino al 6 maggio 2018, con oltre 30 opere della sua recente produzione pittorica. Anche queste opere si avvalgono della apprezzata tecnica “DaVinciana” degli albumi di uovo misti ai minerali policromi. Nel corso della Serata si terrà la Performance Live: ovvero, momenti nei quali Vertone interagisce mediante la musica e ne segue una empatia con lo spettatore-osservatore, sotto i cui occhi nascerà una nuova opera.                                                                                                                                                        Nel corso della serata, si terrà una lotteria per aggiudicarsi il Dipinto numero 627 della 48^ performance live dell’artista. L’incasso poi sarà devoluto in beneficenza.                                                                          

Vertone ha da poco stipulato un accordo con la prestigiosa Galleria Orler di Venezia (attiva dal 1944), che curerà la promozione dei dipinti su un piano internazionale. Ma in cantiere vi sono altri rapporti di diffusione delle opere di Vertone come con la Iceman Production, agenzia interessata al mondo del show-bussiness, e sono in atto essenziali contatti con un noto ristorante di Milano ed un celebre stilista Italiano. A Matera, Vittorio Vertone ha ottenuto il premio nel concorso I QUATTRO ELEMENTI in vista di Matera Capitale della Cultura. 

Vittorio Vertone

                                                                                            Ma qual è la definizione di Rapidismo? Gli abbiamo chiesto.                           

“Questa arte esprime il continuo conflitto epocale tra la natura della terra, la natura dell’uomo ed il progresso, il consumismo nello stile di vita. Le sue tele ispirano movimenti lenti e sensuali, tinte inebrianti, esaltando il nutrimento dell’animo che i colori di “gaia” ci rimandano; tele realizzate in controsenso, adoperando il gesto veloce ed istintivo inconscio.”

Tecniche antiche già sperimentate da Leonardo, che si avvalgono di applicazioni moderne?

“Certo, come gli albumi di uovo e terre policrome, tecniche antiche che hanno fatto la storia dell’arte. Si conia così il termine “rapidismo”, auspicando un movimento artistico che l’artista intende coniare come fondante. La continua accelerazione dell’umanità e del pianeta, l’intensificazione dei ritmi di vita ed il “consumismo” dei valori di spirito, ai quali si contrappone la natura dell’uomo e della terra che si riappropria dei suoi spazi, inglobando elementi come il cemento; l’artificio dell’uomo e l’aridità dei sentimenti: è questo lo scopo dell’arte in questo tempo, stupire, denunciare, provocare, riportandoci al legame naturale con Dio.”

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