Il dolore: ma anche le riflessioni.

Il disastro della discoteca di Corinaldo (Ancona) ha provocato dolore e sgomento negli Italiani, perché di fronte alle vittime innocenti di adolescenti e di una giovane mamma non si può restare indifferenti. Al dolore si associa in tutti noi la rabbia e l’indignazione sapendo che non si può morire per ingordigia di denaro e mancanza di rispetto delle norme di sicurezza e più in generale il rispetto della legalità.

discoteca
discoteca Lanterna Azzurra

Come al solito in queste tristi circostanze sentiamo dire dalle autorità “non devono più accadere simili disastri“. Ma, non è stato, non è e non sarà mai così. Infatti, solo per ricordare le volte che abbiamo sentito una frase del genere negli ultimi tempi, ricordiamo alcune sciagure.

Nel cuore del Parco Pollino nel mese di agosto sono stati travolti alcuni escursionisti da una piena violenta nelle Gole del Raganello mentre praticavano il rafting in condizioni meteorologiche di allerta. Una decina di loro persero la vita, tra cui anche una bimba che non poteva praticare tale attività per motivo di sicurezza.

In una villa costruita abusivamente in Sicilia, su cui insisteva un’ordinanza di demolizione perché edificata sul letto di un torrente, hanno trovato la morte tante persone tra cui ragazzi, a seguito dell’esondazione dello stesso.

A Jesolo, una ragazza di 15 anni è stata violentata sulla spiaggia alle cinque del mattino dopo aver trascorso la nottata in discoteca del 24 agosto scorso.

L’elenco potrebbe continuare. Dopo lo sgomento e il dolore pero’ è il tempo di fare alcune riflessioni. Premetto che non voglio fare il solone e il moralista e neanche puntare il dito contro quei genitori che piangono i figli. Senza ipocrisia ritengo che in molte circostanze una parte di responsabilità è proprio dei genitori che senza volerlo con i loro comportamenti non fanno il bene dei figli.

Ci rendiamo conto che se abbandoniamo nel cuore della notte i nostri figlioli adolescenti senza affidarli a persone responsabili in locali gremiti in cui si consumano alcolici e anche altre sostanze, si va incontro a situazioni imprevedibili con risvolti a volte tragici? E’ comportamento responsabile quello di una mamma che manda la sua figliola in discoteca fino all’alba sapendo purtroppo che c’è il “lupo cattivo”? E’ comportamento corretto quello del papà che porta la sua bambina a praticare uno sport estremo?

Paolo Crepet
Paolo Crepet

Crepet, il noto psichiatra, ripete in continuazione che i genitori devono svolgere il loro ruolo con consapevolezza, devono saper dire NO quando è necessario, devono essere dei modelli per i figli e mostrare autorevolezza. I genitori non devono essere gli amici dei figli. Anche le Autorità devono agire affinché non succedano più certi episodi. Prima cosa devono disciplinare gli orari dei locali pubblici e quindi anche quello delle discoteche. Non possiamo assistere impotenti alla continua “mattanza” di giovani il sabato notte quando ritornano a casa dopo una nottata di sballo.

Ho fatto queste riflessioni perché desidero e auspico che le famiglie e la società intera conducano una vita più serena, senza rincorrere ogni volta nuove mode e il consumismo più sfrenato. Una società che rispetti i valori di giustizia, solidarietà, concordia e convivenza civile guardando l’altro e curando la nostra “Madre Terra“. Riporto dalla Bibbia: Proverbi 13:24 Chi trattiene la sua verga odia suo figlio, ma chi lo ama è colui che in effetti lo cerca con la disciplina;22:15 La stoltezza è legata al cuore del ragazzo; la verga della disciplina è ciò che l’allontanerà da lui; 29:15 La verga e la riprensione sono ciò che dà sapienza; ma il ragazzo lasciato senza freno farà vergogna a sua madre.

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