Storia e Leggenda sul passato di alcuni quartieri romani

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Tutto questo e molto altro è rappresentato nei 15 Municipi di Roma o toponimi che racchiudono dei segreti svelati attraverso la riscoperta dei luoghi della storia, della memoria e dei personaggi che li vissero rendendoli celebri. Si vive spesso nel proprio quartiere per tutta una vita incrociando segni e simboli della storia del passato senza rendersene conto. Molti nomi di strade, ad esempio, prendono il nome da eventi o da personaggi che non conosciamo.

Ernesto Calluori

E’ il caso della Laurentina, la cui strada portava a Laurentum, famosa un tempo per i frutteti di meli e vigneti che si proiettava su tre strade: la via verso Laurento, la via Pontina e la via Trigoria che andava a Lavinium (ora Pratica di Mare) fondata da Enea. Proseguendo il percorso storico, ritroviamo gli abitanti dell’Acqua Acetosa e di Castel di Decima da cui si giungeva ad Ardea e Lavinio. Mostacciano sorge su di una collinetta sulla quale si leva una torre di avvistamento che insieme a quella dei Brunori assicurava il controllo del territorio delimitato dalla via Ostiense e dai Fossi di Vallerano, Spinaceto e Tor de’ Cenci. Il nome di Tor de’ Cenci venne attribuito da quello della famiglia omonima che, dietro ai palazzoni dell’edilizia economica e popolare edificati negli anni ’70, nasconde i segreti di un passato che ci riporta ad una delle più potenti famiglie romane, quali, i Cenci. La storia di questa famiglia è una vicenda lunga e tragica che appassionò i romani dell’epoca che si sentivano vicini alla giovane e bella Beatrice Cenci, confinata nella rocca di Petrella Salto (RI) assieme alla matrigna, dal dissoluto padre Francesco. Per riavere la libertà si sbarazzò del genitore facendolo precipitare dal balcone con l’aiuto del fratello e dell’amante.

Lo sviluppo urbanistico del IX Municipio che, fino al secolo scorso era una pianura deserta cominciava a vedere il moltiplicarsi delle costruzioni. Con l’applicazione della legge 167 sui piani di Zona, da destinare all’edilizia economica e popolare, ebbe inizio l’avvio degli interventi nel sud-est della capitale fino ad espandersi verso sud-ovest. Oggi, la nostra attenzione si concentra su Laurentino-Fonte Ostiense che nasce con l’attuazione della legge 167 con il piano di Zona 38 da cui prese il nome Laurentino 38. Nel Laurentino ci sono bisogni e aspettative mancate per via del degrado ambientale. I cittadini che vi risiedono sono stati catapultati lì dalle Istituzioni, e tale circostanza condiziona il contorno sociale e di isolamento di totale assenza culturale. Le iniziative per il suo risanamento stagnano come l’acqua dei laghetti formatisi sulle fondamenta degli edifici polifunzionali disposti a ponte. Nell’attesa, solo rane e zanzare gioiscono.

 

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