L’orologio della crisi corre veloce

Pensare di portare il Paese ad elezioni anticipate in piena pandemia e nel bel mezzo di una campagna di vaccinazione, alla vigilia del grande finanziamento dell’Europa all’Italia, è pazzesco.

Ernesto Calluori

Soltanto la Meloni propone il voto subito e ci sono dubbi che lo auspichi. Matteo Renzi o ha una soluzione alternativa in tasca, magari concertata con il presidente Mattarella sulla duplice disponibilità di M. Draghi o delle opposizioni a votarlo o ad astenersi.

Solo l’ingenuo Calenda considera la crisi già aperta. Evidentemente non conosce Conte, disponibile a concedere tutto in cambio della sua permanenza a Palazzo Chigi. Una valutazione del Governo Conte due, che lo stesso Renzi ha favorito dopo la crisi aperta da Salvini, non è esaltante.

Giuseppe Conte

Ecco alcuni dati: sul piano sanitario, Il nostro modello pubblico ma anche convenzionato non ha retto all’incursione di una imprevedibile epidemia. La quantità dei decessi è in percentuale alla positività accertata la più alta d’Europa. Qualcuno sostiene che i numero dipende dall’età elevata della popolazione colpita. Può, invece, dipendere dai tagli dei governi precedenti che hanno costretto alla soppressione dei piccoli ospedali e al depotenziamento della sanità sul territorio.

Rimane il fatto che poco o nulla il governo attuale ha predisposto per affrontare in tempo la prevedibile seconda ondata, se non drammatizzare le conseguenze e imporre divieti e lockdown quando è esplosa. Adesso, alla vigilia della presentazione del Recovery plan c’è da chiedersi a maggior ragione, se questo sia il migliore dei governi possibili.

Il piano, già in qualche misura ipotizza cifre da brividi. Per la sanità solo 9 miliardi, cultura e turismo quasi nulla, per i giovani zero assoluto. L’Europa pretende riforme e piani specifici molto dettagliati se non si vuole rischiare di perdere il più grande finanziamento europeo.

Renzi non è certamente uno sprovveduto né pensa di salvarsi con un semplice rimpasto. L’altolà di Renzi appare giustificato e condivisibile anche se l’orologio della crisi corre veloce.

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