Aria di cambiamento al B&B la Voce del Fiume

Brienza. Al B&B la Voce del fiume di Brienza si respira aria di cambiamento e di novità. Con la riapertura post-covid si inaugura una nuova stagione che preannuncia soggiorni esperienziali coinvolgenti e innovativi.

La Voce del Fiume – Brienza

 

 

Si riparte al conseguimento di un target di nicchia con le nuove proposte per l’estate 2021. I nuovi soggiorni emozionali saranno targati RRA, (acronimo di Rocchina Rosetta Adobbato), logo utilizzato per la mia professione di avvocato e di consulente finanziario, che oggi acquisisce un nuovo significato.

RRA sta a significare “Riparare e Riusare per l’Ambiente” e dà vita ad un nuovo progetto che affonda le sue radici nel campo della sostenibilità e trova la sua mission nello slogan

“Per sopravvivere agli strappi della vita, è necessario imparare a ricucirli. Per imparare dai nostri errori bisogna ricucire il passato. Per salvare il pianeta bisogna salvaguardarlo!”

Il Covid, paradossalmente, ha illuminato tanti punti oscuri. Abbiamo visto come i confini con la natura non rispettati portano a tante malattie, se non interveniamo con comportamenti responsabili e con scelte rispettose dell’ambiente e della natura, potremmo autodistruggerci.

Anche il mondo della moda è profondamente legato allo sfruttamento della natura. Quando deforestiamo per la viscosa o per la pelle, rompiamo equilibri ecologici importantissimi. Occorrerebbe ridurre l’acquisto di abiti nuovi. Questa azione farà bene non solo all’ambiente, ma anche a noi! Rivedere i nostri acquisti in un’ottica non consumistica ci porterà a dare più valore a quello che abbiamo e ci aiuterà ad indirizzare le nostre scelte d’acquisto verso beni di valore.

La Voce del Fiume – Brienza

Non abbiamo bisogno di un nuovo capo di abbigliamento per ogni occasione. Le nuove parole d’ordine post-covid dovrebbero essere: ridurre, riusare, riparare, rammendare! Questi sono termini un po’ desueti nell’epoca del consumismo basato su un modello culturale ed economico costruito sul ciclo breve delle cose, ma acquistano nuovo valore nella economia post-covid.

Nella convinzione che si può riparare una cosa per farla tornare come nuova, riprende vita un concetto scomparso dall’attuale modello culturale e sociale ma ben radicato ai tempi delle nostre nonne, che con le loro mani operose si ingegnavano a fare tutto e a conservare tutto, anche perché ogni cosa aveva il suo valore soprattutto perché faticosamente sudata e conquistata!

Rocchina Adobbato

Sulla base di queste premesse e delle nuove esigenze emerse con la pandemia, La Voce del fiume che ha fatto della sostenibilità la sua mission aziendale e il suo stile di accoglienza, puntando sin dall’apertura sul rispetto dell’ambiente e del territorio, oggi lancia una nuova declinazione del concetto di sostenibilità che ha una funzione rivoluzionaria e anticipa nuove tendenze.

La sostenibilità sta anche nella durata delle cose. Se vogliamo salvare il pianeta e salvaguardare l’ambiente dobbiamo rivoluzionare anche il nostro rapporto con il guardaroba, in un’ottica più sostenibile. Una rivoluzione che parte dal rammendo e dal riuso. La cosa più ecosostenibile che possiamo fare è semplicemente non buttare quello che già abbiamo, ma ripararlo. Nel mondo capitalista odierno il consumismo detta le regole anche nel settore della moda. Se si strappa un abito o si smaglia un golf, è ormai comportamento consolidato quello di buttare e ricomprare. E invece tutti i vestiti vanno amati e conservati il più a lungo possibile, per il bene del Pianeta.

alba “la voce del fiume” Brienza

Non occorre essere delle esperte con ago e filo per garantire lunga vita agli abiti, tutto si può recuperare ed aggiustare per non buttare. E così come abbiamo imparato (o, per meglio dire, stiamo imparando) a rispettare il cibo, a non sprecarlo, a comprare consapevolmente, a puntare sulla filiera corta, sull’home made, sul biologico, possiamo imparare ad applicare gli stessi principi nel campo dell’abbigliamento e della moda.

In un’epoca in cui si parla tanto di resilienza, impariamo ad aggiustare i nostri abiti, non ci arrendiamo al primo buco o al primo strappo, anche questo è un atto di resilienza! E’ su queste basi che prende vita il progetto RRA (Riparare e Riusare per l’Ambiente) con l’offerta di nuovi soggiorni esperienziali che propongono anche laboratori di cucito, di riparazione e riuso dove si imparerà a ridare una seconda vita alle cose seguendo i suggerimenti delle mamme e dalle nonne. E saranno proprio loro le insegnanti dei laboratori. Si potrà imparare a ricamare su una macchia, su uno strappo, ad attaccare un bottone, a sostituire una cerniera. Impariamo a tenere nel cassetto un kit di cucito e magari a metterlo anche nelle nostre borse per un rammendo al volo.

La natura ci ringrazierà!

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