Franco Esposito in era Covid-19 riceve il Premio “Carlo Levi”

Si sarebbe dovuto tenere il 20 dicembre 2019, presso l’Auditorium del Comune di Aliano, la Premiazione della XXII edizione del Premio Letterario Nazionale “Carlo Levi”.

Manifestazione prima rinviata per motivi organizzativi, successivamente l’Italia e l’Europa fermata dalla pandemia da Covid-19 da rendere impossibile poter consegnare i premi in presenza.

Visto il perdurarsi della pandemia, si è pensato di inviare il Premio per posta, trasformando anche questo tipo di evento in Premio a Distanza (PAD).

Franco Esposito premiato speciale con la seguente motivazione:

“per il sensibile ed interessante contributo dato all’opera leviana  ed alla notorietà di Aliano con il suo lavoro professionale, nonché  per il ruolo influente esercitato in occasione della visita di Carlo Levi ad Aliano nel dicembre 1974, prima della scomparsa dello scrittore e, successivamente, per aver proposto ai familiari di seppellire Carlo Levi nel cimitero della sua amata Aliano”.

Anch’egli, come gli altri, premiato in PaD, ci fa giungere la sua testimonianza fotografica del Premio ricevuto. Se la Premiazione  della XXII edizione del Premio Letterario Nazionale “Carlo Levi”, si fosse tenuta in presenza, Franco Esposito avrebbe voluto condividere la sua collaborazione e relazione di amicizia con il maestro Carlo Levi.

Franco Esposito

Riportiamo qui di seguito le sue parole:

Dopo 45 anni dalla morte, Carlo Levi vive ancora in mezzo a noi nella sua Lucania ad Aliano, dove i suoi “compaesani”, così chiamava i cittadini della Basilicata.

Carlo Levi, nato a Torino, scrittore, poeta, pittore, politico è stato adottato in Basilicata io nato in Basilicata, Editore- litografo, realizzatore della litografia su pietra ( sistemi tradizionali), adottato in Piemonte Torino.

Da questo   incontro voluto e consolidato in una sincera amicizia umana e di lavoro ha fatto si che dopo quaranta anni dal uscita del suo “libro “Cristo si è fermato a Eboli” Carlo     ha tradotto in immagini grafiche alcuni passi del suo libro.

Carlo Levi a San Costantino Albanese

Sono stato un mese a Roma con una tonnellata di pietre litografiche e così abbiamo realizzato una Cartella con sette litografie e una sua testimonianza inclusa nella Cartella,ultimo scritto, come ultimi lavori grafici eseguiti.

Era il dicembre del 74 mentre si celebrava la Settimana Sovietica in Basilicata, Carlo ha eseguito un manifesto per l’Unione Sovietica, una contadina lucana e la Matrioska russa per l’amicizia e la cultura che legavano i due Paesi.

Con una delegazione sovietica siamo andati a San Costantino Albanese, mio paese natale, dove la popolazione ci ha accolto in costume tradizionale albanese accompagnati dalle zampogne.

Il Sindaco e la famiglia Faillace ci hanno accolti nella Proloco per un incontro con la popolazione.

Un pranzo luculiano a base di spaghetti aglio e olio con carne alla brace.

Balli e canti hanno allietato la serata. Ho preso un carbone acceso e dopo averlo spento ho chiesto a Carlo di di lasciare un ricordo.

Ha disegnato nella parete ragazzi in costume, ultimo suo lavoro artistico, ancora custodito religiosamente,sotto vetro nella parete della Proloco.

Per digerire il lauto mangiare abbiamo visitato diverse cantine per l’assaggio del vino novello, seguiti sempre dal suono della zampogna con Ciccio Ciaffandi.

Il giorno dopo 12 dicembre 1974, dopo una breve pausa a Senise nella casa di Mincuccio Faillace, abbiamo proseguito per Aliano, dove la popolazione ci ha fatto una grande festa.

Carlo Levi ha voluto visitare alcune famiglie e poi visita in cimitero, dove erano seppolti suoi amici.

Mi ha mostrato il luogo della fossa, vedi la litografia realizzata con lui sdraiato, il custode del cimitero con la vanga e due bambini con le capre.

Era il luogo preferito di Aliano dove Lui con tavolozza disegnava e scriveva.

E’ stato l’ultimo viaggio, da vivo, nel luogo dove era stato confinato dal fascismo.

Tornato a Roma, si ammalata e il 26 dicembre entra in coma diabetico. Il 4 gennaio muore.

Vengono fatti i funerali alla Casa della Cultura e la signora Luisa Saba, vuole seppellirlo al Verano di Roma.

Ho interpellato i parenti che dovevano loro decidere il luogo della sepoltura e mi hanno dato l’autorizzazione di farlo seppellire ad Aliano.

Ho telefonato al Sindaco di Aliano, Maria Santomassimo, di mandare subito un telegramma richiedendo la salma.

Franco Esposito

Dopo una decina di giorni abbiamo seppellito Carlo Levi nel cimitero di Aliano nel luogo che mi aveva indicato, dove era solito scrivere e dipingere.

Carlo Levi non aveva mai espresso di essere seppellito ad Aliano alla sua morte, ho interpretato io il luogo dove era più idoneo seppellirlo: Aliano, dove egli ha avuto la possibilità, tramite il suo libro “Cristo si è fermato a Eboli” di estrinsecare il suo pensiero, poetico, artistico, sociale ed economico del Mezzogiorno.”

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