Omaggio a Antonio Capuano

Arrivati a Francavilla nel maggio ’83 ci istallammo provvisoriamente all’albergo Mango con l’intenzione di trovare casa in paese. Con la mia compagna e futura moglie Dominique si veniva dalla Svizzera per occuparci del progetto Parco Nazionale del Pollino ed in particolare per operare in seno all’Agenzia di Consulenza Tecnica.

libro "autore allo specchio " Antonio Capuano
libro “autore allo specchio” Antonio Capuano

Questa era composta da due sociologi (Dominique ed io), da un architetto e da un naturalista. Il nostro compito era quello d’informare e sensibilizzare i Sindaci dei comuni facenti parte del progetto, gli Assessori, gli insegnanti, i responsabili associativi e la popolazione in generale sul progetto del Parco e in particolare su di un tipo di sviluppo rispettoso dell’ambiente e delle particolarità economiche e socio-culturali del territorio.

Senza trascurare gli amministratori comunali, abbiamo subito messo l’accento sul lavoro con i responsabili associativi attivi nel campo dell’economia, della vita sociale, culturale, ambientale, … che ai nostri occhi erano coloro che avrebbero in prima linea operato nel futuro Parco del Pollino, interessato e implicato buona parte della popolazione dell’area.

Silvio Guindani

Fu cosi che nel mese di novembre del 1983 creammo, con 30 associazioni del territorio il « Consorzio per la promozione del Parco Nazionale del Pollino » al fine di favorire al più presto l’istituzione del Parco, l’approvazione del Piano Territoriale di Coordinamento e, non da ultimo, la creazione di una Comunità Montana che raggruppi i 13 comuni facenti capo al Progetto Pollino quale futuro ente gestore del Parco.

Trovammo casa al numero 13 di Piazza Viceconte proprio sopra il negozio di Antonio Capuano con cui diventammo subito amici. Si andava sovente nella sua cartoleria per discutere con lui dei problemi dell’area del Pollino e del Mezzogiorno, comprare del materiale et fare centinaia di fotocopie destinate ai Comuni ed sopratutto alle Associazioni.

Antonio ci parlò spesso della sua vita e del suo impegno politico e sociale per la promozione del Mezzogiorno e della sua comunità. Un esistenza ai nostri occhi fatta di sacrificio, generosità e altruismo come testimoniano i suoi scritti ed in particolare il volume « L’Autore allo specchio ».

Fu appunto lui, con Nino Formica sindaco di San Paolo Albanese e coordinatore del progetto che ci introdusse nella problematica economica, sociale e culturale della zona con entusiasmo e convinzione. Problematica che ci guidò per tutto l’arco del nostro soggiorno sul Pollino.

Monte Pollino “il pino loricato”

Esso ci incoraggiò a lavorare con le associazioni e la popolazione in generale convinto come era che bisognava incominciare « dal basso » senza troppo implicare il « mondo politico » che a suo modo di vedere non dava la priorità a questo modo di procedere. La malattia del campanilismo non era per niente coerente con l’idea di un Parco intercomunale fondato sull’apporto solidale e disinteressato di tutti i suoi membri.

Antonio ci parlò spesso del suo soggiorno lavorativo in Svizzera quale manovale in un cantiere edile ma mai in termini negativi. Eppure erano gli anni ’60, caratterizzati dallo statuto precario del lavoratore « stagionale » senza diritti e con solo doveri: soggiorno limitato in Svizzera, prestazioni sociali ridotte, divieto di cambiare lavoro e luogo di domicilio nel corso della stagione come pure proibizione del ricongiungimento familiare. Anni brutti di iniziative politiche xenofobe anti-italiane. Ma per fortuna, lo statuto di stagionale a preso fine nel 2002.

Come tanti in quel periodo, alloggiava « in vecchie baracche di tavole. Tre persone per ogni stanzetta di quindici metri quadri. In quel piccolo spazio dovevamo cucinare, mangiare e dormire. I servizi igienici erano per tutti in un capannone a parte. » (L’Autore allo specchio, p.17). Ma Antonio, nella sua riservatezza e modestia, mai ci ha parlato della Svizzera in termini negativi.

Abbiamo rivisto Antonio e tutti gli amici di Francavilla e della zona del Pollino nel 2016. È stato un immenso piacere. Dopo più di trent’anni di assenza siamo stati accolti con le braccia aperte e non c’è stato mezzo di poter offrire un solo caffé. Tutti facevano a gara per farci sentire a nostro agio, quasi a casa nostra. Antonio ci offrì le sue ultime pubblicazioni.

Antonio Capuano Autore del libro

Quanta strada ha percorso dopo il suo soggiorno in Svizzera! Che impegno sociale, culturale, letterario fantastico! Ed è rimasto modesto senza troppe pretese e sempre al servizio degli umili e nullatenenti!

E sopratutto al servizio del Meridione in un periodo difficile dove i movimenti populisti, fascisteggianti e xenofobi imperversano in Italia e in tutto il mondo!     Bravo Antonio, tieni duro, siamo con te.

Viva il Pollino, viva Francavilla, viva il Meridione!  Un abbraccio

One thought on “Omaggio a Antonio Capuano

  1. Condivido pienamente gli elogi ad Antonio Capuano che se li merita in toto. Ho conosciuto molto bene Antonio e credo che, negli anni, abbia dato molto alla collettività francavillese (in termini di diffusione della cultura, di conquiste sociali, di tutela dell’ambiente e di valorizzazione del nostro territorio, ecc.) anche se, poi, sia da parte dei politici che della gente comune ha ricevuto ingiustamente molta indifferenza. Ricordo sempre di quando mio padre, nella sua qualità di Sindaco, negli anni ’70 lo premiò pubblicamente per la sua attività, nonostante che fossero avversari politici e che Antonio esprimesse, da semplice cittadino, varie critiche ( spesso costruttive) all’operato dell’Amministrazione “Aratro e Croce”……………………….
    Altri tempi !!!
    Vincenzo Viceconte

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