San Paolo Albanese testimone del rispetto della natura e della biodiversità

La passeggiata ecologica a San Paolo Albanese ieri, 22 maggio 2022, è la testimonianza del rispetto dei valori della natura e della cultura nella Giornata mondiale della biodiversità.


Donne, uomini, anziane, anziani, giovani, bambini, tutti insieme, con fatica ma anche con determinazione incrollabile, sono saliti dagli 800 metri dell’abitato fino agli oltre 1200 metri dal monte Carnara.

Hanno camminato per circa due ore e per circa 6 km, attraversando i sentieri della querceta, della cerreta e della specie endemica di farnetto d’alto fusto del Bosco Capillo, rinfrescandosi alla fontana “kroi kacamites” e per poi proseguire e raggiungere più sopra la splendida fioritura della peonia peregrina, altro endemismo di eccezionale valore naturale, culturale e antropologico.

La peonia, in questo posto magico della tradizione arbëreshe dei Sanpaolesi, unisce alla sua bellezza e alle sue proprietà ecologiche la storia, le tradizioni, la cultura dei profughi venuti dalla Morea oltre mezzo millennio fa’. Per la comunità etnico- linguistica arbëreshe il fiore è chiamato “banxhurna” e fa da riferimento sentimentale, affettivo, patriottico delle origini, nei canti, negli aneddoti, nelle storie, che la tradizione locale tramanda di generazione in generazione.

Banxhurna è fiore di gioia, di amore, di pace.

La nutrita presenza di appassionati del camminare all’aria aperta, della campagna, della montagna, del racconto delle origini del luogo, delle conoscenze del “genius loci” ha avuto come compagni di escursione anche la partecipazione dei soci delle sezioni CAI di Basilicata (di Lagonegro, Potenza, Vulture e Matera).

È stata un passeggiata carica di emozioni, di esperienze condivise, culminate nella sintesi della sperimentazione concreta dell’alto valore ecoantropologico rappresentato dalla “banxhurna” nella comunità arbëreshe Shën Palit. L’esito della passeggiata ha rafforzato questo valore e stimolato a non vedere solo il fiore, ma anche la sua storia e ad assumere l’mpegno di proteggerla: di conservarla, tutelarla e valorizzarla con una visione e con un’azione interdisciplinare.

Oggi si parla della emergenza ambientale, dei cambiamenti climatici, della transizione ecologica, dell’economia circolare, persino delle aree interne e dei piccoli borghi. Nei nostri territori, le nostre comunità sono sempre vissute in simbiosi con l’ambiente, ma i paesi si sono svuotati.

Il grido d’allarme: “San Paolo Albanese muore“, del 1982, non è servito a smuovere coscienze.

Lo spopolamento è proseguito imperterrito, portandosi via braccia e menti. Ora c’è più che mai il rischio della spoliazione, della colonizzazione, della mercificazione, anziché della valorizzazione delle risorse. La loro svendita o la loro banalizzazione, che è la vera trappola mortale.
Abbiamo urgente bisogno di presìdi di difesa degli ecosistemi naturali e culturali e “banxhurna ka Karnara“, tra questi.

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