Terranova di P. e il suo rito arboreo in onore a S. Antonio

Il 5 Aprile 2018, nel Museo dei Culti Arborei ad Accettura, la Regione Basilicata, il Parco di Gallipoli Cognato e Piccole Dolomiti Lucane, il Parco del Pollino, l’APT, la Federparchi Basilicata, l’UNPLI – Unione Nazionale Pro Loco d’Italia ed i comuni di Accettura, Castelmezzano, Castelsaraceno, Gorgoglione, Oliveto Lucano, Pietrapertosa, Rotonda, Terranova di Pollino e Viggianello, hanno firmato il protocollo che sancisce e unisce i Comuni sopra nominati nei cosiddetti riti arborei.

Terranova di Pollino Festa della Pita

Quello di Terranova si celebra in due fasi, l’ultimo sabato di maggio in cui avviene il taglio e il trasporto, e il 13 giugno in cui si procede all’alzata e alla scalata. Leggendo i vari testi su questi riti viene detto che si celebra il matrimonio tra un tronco, lo sposo, e la cima, la sposa.

 

A Terranova si è perso questo aspetto e tutto il rito viene semplicemente celebrato in onore di Sant’Antonio di Padova, nel cui pianoro, antistante la cappella, viene anche qui consumata l’unione e la sposa adornata con fiori e ghirlande colorate.

Si procede quindi alla scalata per accaparrarsi il primo premio, in genere un agnello, a suggello anche della devozione tra la popolazione e il Santo di Padova. Come tante tradizioni anche questa ha subito negli anni qualche cambiamento ma nella sostanza rimane invariato il rito e per certi versi l’entusiasmo e la voglia di esserci sono addirittura aumentati.

Con questi anche qualche problema in più. È più difficile sparare i tradizionali botti senza patente; non è possibile appendere animali alla cima per la protezione che giustamente questi hanno oggi come oggi.

La Chiesa stessa un po’ è a favore, un po’ tollera, un po’ proibisce. Questa come altre forme di religiosità popolare. Soprattutto mancano i fondi e la pandemia non ha certo contribuito a promuovere manifestazioni del genere.

Si è ripresa comunque in qualche modo la consolidata tradizione, nonostante tutto, e si spera che il 13 giugno prossimo tutto si svolga nell’allegria e nell’entusiasmo di sempre. La religiosità dell’evento è stata un po’ messa da parte a favore dell’aspetto turistico.

Ben venga.

“Il circuito dei riti arborei, patrimonio intangibile dalla forte valenza etnoantropologica, costituisce una innovativa forma di “marketing territoriale”, grazie alla quale creare itinerari tematici, in grado di attrarre importanti flussi turistici, facendo leva sull’unitarietà del fenomeno, pur conservando le specificità e l’originalità di ciascun rito”.

Si legge.

Terranova di Pollino Festa della Pita

La Regione però che ha firmato il protocollo e fatti entrare questi eventi nel circuito dei beni intangibili, non deve però defilarsi, cosa che sta avvenendo, per cause oggettive ma anche, purtroppo, solo per cambio di scudieri e scuderie.

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