8 Anni senza Sandro Berardone. Le toccanti testimonianze dei suoi amici

Un grazie di cuore a tutti, per aver ricordato affettuosamente e teneramente Sandro. Marquez scriveva: “La vita non è quella vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla. Grazie per aver coltivato il suo ricordo come si fa con le cose preziose. Senza il ricordo e la memoria noi non saremmo nulla. Attraverso le vostre testimonianze abbiamo ritrovato e riabbracciato momenti importanti, veri della vita di Sandro, una vita impregnata di idee, valori, pietas, impegno, coerenza, passione e responsabilità.

Sandro Berardone

Grazie, per averlo ricordato non solo per le innumerevoli qualità, ma soprattutto per il legame intimo ed indissolubile con la sua gente e il territorio, nel quale ha volato con le liane del coraggio culturale e della passione politica, in nome di un’autenticità assoluta che non ha mai tradito.

Enza Berardone

Un grande amico. Un testimone autorevole della secolare identità del Serrapotomo, del Sarmento e del Sinni. Tre fiumi diventati “solenni” nella sua azione programmatica, politica ed amministrativa. Ogni passo era accompagnato da responsabilità e da lungimiranza. Ho una memoria vivida dei nostri incontri, delle nostre scelte e delle nostre “complicità” che erano tutte orientate a difendere un’area considerata marginale che voleva emergere. Lo piango con affetto, con dolore ed una grandissima nostalgia. Ciao Sandro il tuo esempio ci orienti sempre

Vito De Filippo

Ho avuto la fortuna, durante la mia militanza, prima nei Democratici di Sinistra e poi nel Partito Democratico di conoscere uomini che, allora giovane militante, sono stati da esempio di una classe dirigente pura, uomini capaci di dare alla politica credibilità, una classe dirigente che sapeva interpretare un territorio e disegnare il

suo futuro, erano uomini capaci di arrabbiarsi, di sbattere i pugni, uomini capaci di appassionare una generazione.

Tra questi uomini c’è Sandro Berardone, “Sandrino”, così lo chiamavano gli amici, un protagonista di una stagione politica che non tornerà più e che manca profondamente alla nostra Regione, uomo del Senise e amato dalla sua gente, un uomo che non si sottraeva a battaglie per il riscatto e la crescita del suo territorio.

Negli ultimi anni della sua vita ho avuto la fortuna di essere nominato commissario della locale sezione del PD di Castronuovo di Sant’Andrea, ho lavorato al suo fianco e come sempre mostrava una mente politica intrisa di visione e unità, termine che oggi rappresenta un lontano ricordo nell’attuale panorama politico.

Uomini come Sandro e Antonio Luogo mancano come il pane all’attuale centrosinistra lucano, spesso, guardando il mondo d’oggi, la mente va a loro e la domanda che penso molti si pongono è la seguente: “chissà se fossero ancora presenti questo scenario di pressappochismo esisterebbe e a quale centro sinistra oggi guarderemmo”. Una domanda che non avrà mai una risposta…..

Ciao Sandrì

Salvatore La Grotta

Sandro Berardone e Enza Berardone

Otto anni fa, come oggi, veniva a mancare Sandro Berardone, un esemplare amministratore ed un protagonista di primo piano nelle battaglie per il riscatto ed il rilancio delle aree interne del Sud della Basilicata.

È stato un uomo di grande rilievo e spessore politico, pragmatico ed operativo, vivendo da protagonista una breve ma intensa storia politica, interpretandola con coerenza, passione e intelligenza.

Il suo altruismo ed il suo impegno politico e sociale sono di insegnamento per tutti coloro che affrontano la vita politica.

Mosè Antonio Troiano

A Sandro Berardone a otto anni dalla sua morte

La fotografia di Sandro mi ha accompagnato nel mio studio di Brussels negli ultimi lunghi anni del mio mandato di parlamentare europeo e poi anche al Senato ed oggi campeggia nella mia casa di Roma.

Avevo sentito Sandro pochi giorni prima della sua morte e lo avevo seguito con ammirazione crescente, con amicizia fraterna e stima profonda, nel suo essere uno dei sindaci migliori del Paese e un politico innamorato della sua missione al servizio della Comunità.

Ecco perché ogni giorno guardando e baciando la sua foto non compivo solo un atto di affetto ma traevo dal suo sguardo un monito una sorta di lezione burbera e dolce, inflessibile.

La politica si fa così, l’amministrazione della cosa pubblica si fa così, altrimenti diventa altro e si scava un baratro incolmabile che la separa dai cittadini.

La lezione di Sandro è più attuale che mai e nei giorni declinanti della lunga crisi che attraversiamo, è un Vangelo che dovremmo tutti imparare e declinare con rigorosa coerenza.

Grazie Sandro, la tua assenza su questa terra è solo fisica, chi vuole può cercarti e ti troverà nelle azioni e negli insegnamenti che ci hai lasciato che travalicano i confini angusti delle piccole cose, del piccolo tratto della nostra esistenza.

Gianni Pittella

Carissima Enza,

devi essere fiera ed orgogliosa per il fatto che in questi lunghi otto anni Sandro è rimasto costantemente al nostro fianco con i suoi consigli e le sue idee sempre protese alla ricerca di progetti che potessero in un qualche modo contribuire a cambiare i destini delle nostre Comunità.

sede Ente Parco Nazionale del Pollino

Aveva come stella polare del suo impegno il bene comune e l’esclusivo interesse delle genti del Pollino che amava profondamente e per le quali si batteva in ogni angolo delle istituzioni a tutti i livelli. Lo ha sempre fatto con determinazione, passione e soprattutto disinteresse perché nel vocabolario politico di Sandro non trovava cittadinanza l’interesse personale.

Attraverso le tue opere che abbiamo qualche tempo fa presentato nell’Ecomuseo del Parco di Rotonda intitolato alla memoria di Sandro, stai tenendo viva la sua bella storia di persona perbene e appassionata che ci ha lasciato, seppur troppo giovane, una testimonianza di vita che abbiamo tutti il dovere di onorare con lo stesso stile al quale Sandro ci aveva abituato.

Mimmo Pappaterra

Non sono tempi facili per la politica e per i politici, soggetti come sono quasi esclusivamente a dileggio o ad adulazione, nel peggior cortocircuito che viene generato dal leaderismo esasperato.

Come fare allora per restituire dignità e fiducia alla politica o, il che è lo stesso, come fare perché i politici siano all’altezza dei tempi?

Guardando agli uomini di un passato, neanche troppo lontano, per trarre insegnamento e affrontare il futuro: questo è per me il miglior modo per ricordare Sandro Berardone nell’anniversario della sua scomparsa.

Sono tante le cose che mi fanno pensare a lui e al suo impegno pubblico: essere esempio per le nuove generazioni con il coraggio delle proprie scelte, amare profondamente la propria comunità e, soprattutto, nutrire la politica con reciprocità: essere un io per un noi, un io con un noi e un io dentro un noi…

Ciao Sandro

Maura Locantore

 

Lo scrissi otto anni fa: la mancanza di Sandro l’avremmo sentita “domani più di oggi”. E quel domani sono gli anni che stiamo vivendo, di un territorio a cui manca la sua guida e il suo gregario insieme, una personalità lungimirante che amava la sua gente, capace di assumersi anche responsabilità che non aveva per il bene della comunità che rappresentava degnamente. Ci manca immensamente. E sarà sempre di più così. Era una mattina di un grigiore soffocante, quell’otto gennaio del 2015. Ricordo tutto dell’istante in cui, al telefono, @pinodisario mi comunicò la notizia. Un vuoto incolmabile resta.

Mariapaola Vergallita

La politica, per quelli come Sandro, è coincisa perfettamente con la propria esistenza. Non c’è altro modo per raccontare il dirigente politico, l’amministratore concreto e visionario legato ad un territorio aspro eppure aperto, ospitale. È stato un onore averti conosciuto e frequentato in tante esaltanti battaglie.

Sabino Altobello

Sandro Berardone

Sono otto anni che Sandro se n’è andato, ma ha lasciato un grande esempio di uomo e politico serio, innamorato del suo territorio e della sua gente, sempre impegnato in battaglie tese alla soluzione dei tanti problemi sociali e di sviluppo territoriale. Lo ricorderò sempre con stima e affetto.

Francesco Dattoli

 

La sua mancanza è tangibile, il suo esempio, invece, sempre presente nell’agire da amministratore del nostro territorio. Grazie Sandro.

Valentina Viola

Otto anni fa, ci lasciava Sandro Berardone, dopo una lunga lotta contro un infido nemico, che ha sconfitto il suo corpo mortale, ma ne ha esaltato le doti di indomito combattente in nome di valori universali, consacrandolo alla storia delle grandi figure. Politico fine, arguto nelle riflessioni e lungimirante nell’individuare gli obiettivi da perseguire in un territorio emarginato ed in perenne aspirazione per la sua emancipazione, ha lasciato scampoli di luce che risplendono perennemente. Ho percorso con lui sentieri ideologicamente diversi, per poi ritrovarci accomunati in una grande battaglia ideale per promuovere rappresentanze istituzionali a livello provinciale e regionali, che lo hanno elevato a rappresentare questo territorio ed essere fedele interprete delle ansie e delle aspirazioni comuni.Il suo ricordo è vivo ed indelebilmente scolpitonel mio per grandi e comuni battaglie. Egli non è più con noi, ma sono con noi ricordi e testimonianze, che fanno di Sandro una delle voci più rappresentative della storia di questo territorio.

Antonio Amatucci

 

Il politico gentile , l’amministratore capace , l’uomo lungimirante . ha segnato la vita di due paesi e della comunità del Parco del Pollino , con la sua quieta tenacia , senza perdere di vista gli obiettivi .

Beatrice Volpe

Dal 2004 al 2009 ho avuto il piacere di lavorare con Sandro in Consiglio provinciale a Potenza. Facevamo parte dello stesso gruppo. Conservo il ricordo di un amico passionale, generoso, schietto, allegro e sempre con la battuta pronta. Ma altrettanto determinato a difendere con determinazione le istanze del territorio che rappresentava. Un forte abbraccio alla famiglia ed in particolare a te cara Enza

Rocco Pappalardo

Sandro Berardone

Cara Enza,

scrivo a te per scrivere alla famiglia di Sandro, alle comunità di Castronuovo Sant’Andrea e di San Costantino Albanese ed anche alla comunità della Politica, a partire dal nostro Partito, il PD, troppo perso e smarrito, alla ricerca di una identità da recuperare velocemente.

Il mio amico, il compagno, il bravo Sindaco, il Consigliere provinciale, il Presidente della Comunità del Parco del Pollino, l’uomo del popolo e dei territori, Sandro Berardone, scomparso prematuramente 8 anni fa, resta un faro non solo per chi lo ha conosciuto e voluto bene, ma anche per quanti credono nell’impegno sociale e politico.

Un punto di riferimento per la Politica dei valori, degli ideali, del dedicarsi agli altri con etica e rigore morale.

La generosità di Sandro verso gli altri è stata encomiabile, la sua umiltà e la fermezza delle idee, la instancabile capacità di ascolto e di confronto rappresentano insieme una scelta di vita e un metodo di rapportarsi al mondo che ci circonda.

Anche le pietre di quel bellissimo territorio, il Pollino, ricordano il tuo, il vostro, il nostro Sandro Berardone, il suo amore per l’ambiente e per la crescita sostenibile.

Infine, cara Enza, permettimi di aggiungere che, nel nome di Sandro Berardone, della sua integrità morale, la Politica, e il PD, dovrebbero avere uno scatto di reni per riconquistare credibilità e fiducia dei cittadini.

Sandro con il suo impegno civile e istituzionale ha dimostrato che la Politica è partecipazione, è governo, è confronto, è democrazia, è altruismo, è sostegno ai più fragili, è lotta, è LIBERTÀ.

Dopo 8 anni, rinnovo a tui voi i miei sentimenti di amicizia e vicinanza.

Grazie Sandro, per la tua testimonianza di vita e per i valori che hai voluto e saputo personificare.

Riposa in pace.

Peppino Brescia

Si, Sandrino ci manca e manca ai democratici di Basilicata. Aveva speso l’intera sua esistenza per la tutela della montagna, in particolare del Pollino, e per la salvaguardia e rivitalizzazione dei piccoli comuni. Persona onesta, amministratore modello, protagonista delle battaglie per il riscatto ed il rilancio delle aree interne. Vero punto di riferimento politico del suo territorio.

Roberto Cifarelli

Lo ricordo giovanissimo nei miei anni in Basilicata come funzionario del PCI. Uno degli esponenti più appassionati di quella generazione tesa a trasformare la militanza politica a sinistra in capacità di governo, nella costruzione di una nuova classe dirigente.

Piero Di Siena

Ricordo un amico, un compagno politico e una guida per il riscatto della nostra area.

Ciao Sandrino! 

Giuseppe Palazzo

Sandro, a distanza di anni dalla tua scomparsa prematura, sei sempre presente in me!

Mai dimenticherò l’uomo onesto, generoso, leale; il politico attento, illuminato, lungimirante, coerente; l’amico vero!

Il tuo impegno continuo, scevro da personalismi, aveva un solo obiettivo: la crescita della nostra Basilicata!

Franco Fiore.

Con Sandro,non abbiamo perso solo un dirigente politico,attento,bravo.Abbiamo perso un amico,umile,,sempre al servizio degli altri,con una disponibilità unica..Ogni volta che lo vedevo,aveva sempre un sorriso e parole sapiente non solo politicamente ma umanamente..un abbraccio forte,ai suoi cari

Lucio Libonati

Una persona umile, che ha ricoperto diversi incarichi istituzionali, sempre al servizio dei territori. Abbiamo condiviso tante iniziative, soprattutto sui temi dell’ ambiente e del rilancio delle aree montane.

Sandro rimane un esempio da seguire.

Domenico Lauria

Un grande uomo, sempre sensibile ai problemi del territorio, ci manca la sua vera amicizia e la sua tenacia nel fare politica a difesa dei cittadini, peccato il suo percorso era solo all’inizio, con lui nella valle del Sarmento ci sentivamo rappresentati e difesi. Caro Sandro sarai per sempre nel mio , proteggici da lassù perché sarai certamente un Angelo alla dx del padre. R.I.P Amico vero.

Salvatore Di Giorgio

Sandro era un brav’uomo al servizio delle istituzioni. Lo ricordo con grande affetto e stima, che rinnovo alla vostra famiglia.

Marcello Pittella

Un grande amico. Ha lasciato un vuoto incolmabile…

La sua generosità, il suo esempio, il suo impegno vivranno per sempre

Angelo Oliveto

Sandro un grande politico, molto legato alle istituzioni ed un grande organizzatore dell’attività politica di partito. Ho apprezzato le sue grandi capacità politiche in una memorabile campagna congressuale del PD pro Adduce che ci portò a raggiungere un grande risultato. Grande amico riposa in pace.

Giovanni Vita

Sandro racchiudeva tutte le cose buone che un politico deve avere, molto legato al nostro territorio, purtroppo con la sua scomparsa oltre a perdere un amico abbiamo perso sicuramente un politico che avrebbe fatto molto per il nostro territorio, un abbraccio alla sua famiglia.

Rocco Bellusci

Sandro era un amministratore nel contempo concreto ed illuminato, che ho avuto il piacere di imparare a conoscere sin dall’inizio del mio cammino amministrativo, un riferimento per tanti colleghi ed una risorsa propulsiva di un intero territorio.

Un abbraccio ideale a lui ed ai suoi cari.

Andrea Bernardo

Caro Sandro eri avanti anni luce ma purtroppo un tragico destino ha voluto che ci lasciassi prima di aver raggiunto i tuoi obiettivi.

La tua famiglia può esser orgogliosa di aver avuto una persona magnifica come te capace di amministrare dignitosamente due Comunità. ricordo con tanto affetto le tue battaglie sempre con la bandiera rossa in mano e il pugno alto. Ora noi possiamo solo unire le nostre mani e recitare un eterno riposo per te.

Rocco Nubile

 

Abbiamo condiviso una stagione carica di passione e impegno per lo sviluppo delle nostre comunità. Un amministratore serio e concreto, un politico appassionato e leale

Un ricordo affettuoso di Sandro e un abbraccio a te Enza

Nicola Valluzzi

· 

Un carissimo ed affettuoso ricordo per un grande compagno, un capace amministratore, un politico coerente..ma soprattutto di un uomo generoso e leale….

Comune di Grumento Nova Informa  

Riportiamo  il testo  inviatoci dal critico d’arte Giuseppe Appella, illustre  cittadino di Castronuovo S. A.

Testimonianza per Sandro Berardone

Ho conosciuto Sandro Berardone nel 2011, un mese dopo la sua elezione, nonostante lo avessi incontrato anni prima con mio fratello Paolo, il tempo di un saluto e via. Dopo aver creato il MUSMA a Matera, nel 2006, assumendone la direzione, le mie discese in Lucania erano mensili se non quindicinali, perciò frequentavo con assiduità Castronuovo e cominciavo a rilevarne le reali potenzialità e criticità, venute fuori dal 1980 in poi, da quando Leonardo Sinisgalli, in Piazza Castello, aveva risvegliato la vocazione culturale del mio paese di nascita.

Berardone non ignorava questa vocazione, anzi ci faceva affidamento, tanto da chiedermi, in quel pomeriggio del mese di giugno del 2011, in piazza della Civiltà Contadina tagliata da una luce ancora primaverile riflessa nel grande muro rosso della Cerasia: “Cosa possiamo fare per questo nostro paese?”. Non disse: “Cosa puoi fare” o “Cosa intendo fare” per Castronuovo. E sottolineò il “nostro”.

Per uno storico dell’arte di lunga militanza, attento alle parole scritte o da dire, fu una vera sorpresa ma anche un impegno immediato al quale nessuno che ami il proprio luogo di origine e coltivi il culto dei propri cari scomparsi può sottrarsi. La lezione di Cesare Brandi, che era poi quella di mio padre, tornava a indicare la strada: quanto abbiamo raggiunto nelle nostre vite va restituito al proprio paese. Risposi: sono i libri, che formino una biblioteca, grande o piccola non importa, il cuore di qualsiasi luogo, anche il più sperduto. Rimettiamo in piedi la Biblioteca Comunale e poi da cosa nasce cosa.

L’impegno fu immediato: lo stesso giorno guardammo il vecchio comune in piazza Marconi, stabilimmo come sistemarlo, la squadra necessaria per ordinare i libri e come poteva essere gestito. In serata, mi invitò a San Costantino Albanese, dove viveva e aveva operato negli anni precedenti, e, seduti al tavolo del ristorante, come spesso accade, l’iniziativa della riapertura della biblioteca diventò un vero e proprio progetto dove politica e cultura si incontravano per costruire il futuro. Infatti, insieme alla Biblioteca, intanto arricchita da altri 15.000 libri arrivati da donazioni (prima fra tante quella degli eredi di Pirandello-D’Amico), il 20 agosto 2011 nasceva il MIG. Museo Internazionale della Grafica, un unicum del settore oggi noto in tutto il mondo; il 4 giugno 2013 l’Atelier “Guido Strazza” per la calcografia veniva trasferito da Roma a Castronuovo e messo in attività da Piero Cesaroni (esistono più fotografie che vedono Berardone sorridente e soddisfatto dietro ai bambini che scoprono i segreti dell’incisione e sbandierano la prima stampa tirata sotto i loro occhi); il 7 dicembre 2014 il Museo Internazionale del Presepio “Vanni Scheiwiller” che ridava vita a un intero quartiere, la Manca, ormai abitato solo da poche persone.

Tra una data e l’altra, che segnano le tappe di un programma esemplare nella Regione Basilicata e non solo, la sua presenza all’attività del MIG Biblioteca fu costante e partecipe. Intervenne alle Serate della Cultura, attive dal 1980, alle inaugurazioni delle mostre di Mirò, Degas, Renoir, Bonnard, Matisse, Picasso, Calder, Consagra e mille altre iniziative: fra tante, gli incontri con Romano Martinis per parlare di Afghanistan e con Kengiro Azuma per rivolgere la nostra attenzione al Giappone di un tempo, l’inaugurazione della Porta di Sant’Andrea di Antonio Masini, la Via Crucis di Fausto Melotti, la Messa di Pasqua con la tovaglia d’altare di Maria Lai. Avevamo trovato il modo per fermare l’attenzione su un paese di 980 anime, vivo e entusiasta di crescere nella visione di un avvenire migliore.

La morte di Berardone, avvenuta un mese dopo l’apertura del Museo del Presepio, non ha fermato questa visione che, in questi ultimi sette anni, ha ampliato le prospettive e si prepara, per la prossima primavera, a dare una sede idonea al MIG-Biblioteca trasferendoli nel Castello Marchesale. Sede che, nella parte iniziale, porta proprio la firma di Berardone, esempio di come deve essere la politica fatta tra la gente, anche la più semplice, e affidandosi alle competenze necessarie in ogni settore, la cultura in primis.

Giuseppe Appella

Sandro Berardone

Sandro, oltre ad essere stato un politico e amministratore lungimirante, è stato un uomo che si è sempre battuto per le ragioni dei più deboli. La sua mancanza si sente ancora oggi.

Enzo Golia

Sandro Berardone ha lasciato un grande vuoto in tutta la nostra terra. Un grande Sindaco. Un grande uomo.

Ulderico Pesce

Sandro….un politico di razza, un amico della sua terra,soprattutto una bella persona.

Mario Marra

Ho conosciuto Sandro nel 1992 , durante l’organizzazione della Festa dell’Unità dei Parchi Nazionali che quell’anno Botteghe Oscure anzi il Bottegone come lo chiamavamo la volle nel Pollino. Melo fece conoscere Domenico Salvatore in occasione di una trasferta organizzativa a Castrovillari, assieme a Giuseppe Farina e Filippo Gazzaneo, al ritorno si fermammo a Latronico dove Antonio Luongo teneva una riuniond del Pds, da poco fondato a Rimini. La festa si svolse a Viggianello, io la vissi completamente con un gruppo di di giovani attivisti di Avigliano e Potenza come Massimo Dapoto e Giuseppe Melucci, Lucio Libonati in un casolare in un bosco presso Sanseverino Lucano. Ricordo il concerto dei Blues Staff e quello finale di Roberto Vecchioni, l’intervento di Luigi Berlinguer, che l’anno dopo diventò Ministro del Miur con Ciampi ,ma anche un giovane Nicola Zingaretti, presidente nazionale delle Giovanili e un confronto tra coloro che poi qualche anno dopo diedero vita al centrosinistra lucano con Antonio Luongo Pds, Rocco Colangelo del Psi e Peppino Molinari della DC. Quei giorni di Viggianello passarono tra escursioni, pranzi all’aperto, concerti e lavoro negli stand tra risate, divertimento e discussioni politiche, tra cui ricordo un giovane Vincenzo Folino e Domenico Michele Folino che ci vennero a trovare. Bei ricordi indelebili

Leonardo Pisani

È un bel ricordi il tuo di un gruppo eccezionale di persone che con Sandro ebbero un rapporto che si nutriva di un’amicizia che andava oltre la passione politica.

Permettimi di aggiungere a quel gruppo il nome di amico come Antonio Isoldi.

Dell’occasione che hai voluto ricordare non fu solo l’animatore infaticabile ma col tempo divenne uno degli amici più stretti di Sandro e della sua famiglia. Fu a Sandro alla sua cara moglie e a tutti i suoi familiari vicino fino alla fine in modo eccezionalmente continuo e premuroso.

Giuseppe Farina

Sandro Berardone

C’e un’annotazione nei “Quaderni del carcere” di Antonio Gramsci che Elsa Morante amava ripetere: “Tutti i semi sono falliti eccettuato uno, che non so cosa sia, ma che probabilmente è un fiore e non un’erbaccia”. La stessa certezza nutriamo per il seme di lotta, di impegno, di rettitudine, di umanità, di idealità, piantato da Sandro. È fiorito e scampa al tempo. Grazie Sandro.

Francesco Bellusci

8 anni fa ci lasciava un grande uomo ed un grande Sindaco ed io voglio ancora ricordarlo per i tanti esempi che ci ha lasciato in eredità e voglio ringraziare e abbracciare Enza Berardone perché attraverso i suoi scritti tiene in vita il suo operato e la sua grande umanità

Salvatore Cosma

Ci lasciava solo solo materialmente, perché il suo spirito è nell’aria, è in ognuno di noi. Lui è ancora vivo!

Carlo Collu

Penso che non sia stato un caso condividere con il suo paese natio e i suoi amici gli ultimi suoi dolorosi mesi di vita… Riposa in pace

Maria Grazia Guacci

 

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