Il nemico dell’ uomo è l’uomo stesso

L’ imbarcazione con a bordo circa duecento profughi, partita dalla Turchia, tra sabato e domenica scorsi si è spezzata in due a causa del mare mosso a pochi metri dal litorale di Cutro (Crotone). Sono state salvate circa 80 persone, ma si temono quasi cento morti, tra cui molti bambini e donne. Di fronte alle strazianti immagini viste sui mass media e al dibattito aperto in Italia e in Europa sul fenomeno immigratorio ci viene da chiedere: “Il nemico dell’uomo è l’uomo stesso?“. La risposta a questa domanda ce l’ha data Philippe Claudel, accademico, scrittore e regista francese nel suo romanzo “Dopo la guerra“, in cui con cinque racconti tratta il tema del Male e come le esperienze e le ferite inflitte dalla Storia incidono sul destino degli uomini anche decenni dopo.

Con la guerra in atto in Ucraina, l’autore ci fa dire dai suoi personaggi che tutte le guerre nuove ci ricordano quelle passate. Lo scenario non cambia davvero, se non le armi sempre più sofisticate e mortali. L’artefice delle guerre è l’uomo, che non cambia, è costante nella sua stupidità e rabbia: vuole affermare la sua superiorità, espandere il suo territorio, esportare la democrazia e la civiltà occidentale. L’uomo in sostanza non smette di essere il nemico di se stesso su questa nostra “Madre Terra”.

Nel libro l’autore ripercorre tutte le storie e crea una connessione tra di loro. Parte dagli avvenimenti tragici recenti, senza andare molto indietro nella storia dell’umanità. La Germania nazista è il Paese che si è avvicinato di più all’abisso del male assoluto. Ricordiamoci inoltre della Unione Sovietica di Stalin, della Cina di Mao, dei Khmer rossi in Cambogia.

Secondo me la lista può essere estesa agli Stati Uniti d’America e ad altri Paesi. Chi non ricorda le bombe atomiche sganciate in Giappone alla fine della seconda guerra mondiale, la guerra in Vietnam con le crudeli immagini della bambina bruciata dal gas Napalm, la guerra contro Saddam Hussein da cui scaturì la nascita dello Stato Islamico con le conseguenti azioni terroristiche in tutto il Mondo, la caduta di Gheddafi in Libia, gli attacchi in Siria, Afghanistan, Serbia , Pakistan, Somalia? Mentre scriviamo, nel Mondo si combattono 59 conflitti.

Ecco perché Papa Francesco dichiara a voce alta che è in atto una terza guerra mondiale invocando instancabilmente la pace. Da questa situazione conflittuale, Dio non voglia, potrebbe innescarsi un attacco nucleare da parte delle potenze in possesso di questi ordigni di distruzione. Albert Einstein dopo la seconda guerra mondiale disse: “Non so come sarà la terza guerra mondiale, ma la quarta sarà combattuta con pietre e bastoni“.

Ritornando agli immigrati, alle migliaia e migliaia di morti in mezzo al nostro mare Mediterraneo, possiamo ben dire che l’uomo è nemico di se stesso se non sa stroncare il traffico illegale di esseri umani che, in fuga da guerre, carestie, miseria e sfruttamento, mettono a rischio la loro vita e quella dei loro figli; se non favorisce le Ong a soccorrere i naufraghi in mezzo al mare; se non accoglie gli stessi quando sbarcano; se ritiene che le vittime sono i colpevoli.

Le parole di Gesù Cristo riportate nel Vangelo di Matteo (25-31 ss)ero straniero e mi avete accolto … non toccano il cuore e non inducono alla riflessione quegli uomini che si comportano come nemici dell’umanità perpetrando il Male.

One thought on “Il nemico dell’ uomo è l’uomo stesso

  1. L’ottimo articolo dell’amico Antonio Fortunato sulla triste vicenda richiamano alla mente le parole del Ministro Piantedosi indegne, disumane e inadeguate al ruolo ricoperto.
    Al titolo : ” Il nemico dell’uomo è l’uomo stesso” aggiungo l’altro ” Homo omini lupus ” che fuori dall’ambito filosofico, l’espressione è utilizzata per sottolineare la malvagità e la malizia dell’uomo che ha il medesimo valore di “Mors tua vita mea”.. La frase è la palese rappresentazione dell’egoismo umano in opposizione ai rapporti umani.
    Gramsci, in una nota dal cercere ricorda che ” l’uomo è un lupo con l’uomo, la donna è ancora più lupo con la donna “.

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