Francesco Misiano, il Cinema come rivoluzione

Il cerchio si chiude a Torino, al Salone del Libro, nella città che lo vide nel 1919 deputato e dove quattro anni prima era stato arrestato per aver partecipato allo sciopero generale, aderendo quindi con Rosa Lexumburg e Karl Liebnicht ai moti spartachisti. Un rivoluzionario della prima ora è stato il calabrese Francesco Misiano, la cui attività di intellettuale di politico e soprattutto di visionario del cinema degli albori è stata presentata a Torino, dal titolo “Opere letterarie Avventure di Celluloide” , a cura di Eugenio Attanasio e della Cineteca della Calabria.

Francesco-Misiano

Cinema come rivoluzione dunque, in quanto questo personaggio, ignoto ai più, è stato un protagonista del cinema in Europa, a partire dalla fondazione a Mosca delle industrie cinematografiche sovietiche e la propria Casa di produzione, la Mezrabpom. Ma chi era esattamente Misiano? Nato nel 1884 ad Ardore vicino Reggio Calabria, trasferitosi a Napoli e iscritto al partito socialista italiano, lo ritroviamo a Berlino nel 1918 dove si muove al fianco di Rosa Luxemburg.

Condannato per diserzione nel dicembre 1921, fuggi’ dall’Italia. Definito da Gabriele D’Annunzio “vilissimo e traditore”, risulta inviso e scomodo anche per i suoi stessi compagni di partito che nel 1930 ne chiedono l’espulsione. Eppure, senza la sua capacità ed intraprendenza, non si sarebbe potuta aprire quella grande stagione del cinema russo di cui furono protagonisti grandi autori come Eizenstein, Pudovkin, Ekk, Protazonov. La mitica “Corazzata Potemkin” varchera’ i confini della Unione Sovietica grazie al lavoro di distribuzione delle società fondate proprio dal calabrese Misiano.

Fu deputato socialista e poi comunista della scissione, sovversivo e pacifista, ma soprattutto Misiano fu uomo libero e sognatore grazie al nascente mondo della celluloide. È stato un protagonista della storia della cultura del Novecento europeo, prima della seconda guerra mondiale. Nel suo perigrinare toccando anche la Svizzera, Misiano riuscì a portare a Mosca la “fidanzata d’America” la celebre Mary Pickford e il marito Douglas Fairbanks Jr, ambasciatore di Hollywood nel mondo. Era il luglio del 1926, in una giornata memorabile per la mondanità cinematografica della Russia bolscevica. Il pubblico russo si scatena di fronte all’arrivo dei due divi americani, e le scene girate a loro insaputa confluiranno nel film “Il bacio di Mary Pickford“.

Francesco Misiano

Nel 1933, quando il nazismo prende il potere, Misiano accoglie nella sua Casa di produzione, registi, sceneggiatori ed intellettuali in fuga dal nazismo, i quali trovano nella sua Società di produzione la possibilità di esprimere il loro talento e di fare cinema in piena libertà. Ma con il passare degli anni, i suoi rapporti con il regime stalinista andranno per lo più peggiorando. Quel calabrese sognatore si spense a Mosca nel 1936 a soli 52 anni, per una grave malattia, mentre imperversava il terrore staliniano. Una storia di grande valore per il cinema europeo e non soltanto: Misiano uni’, nel segno del cinema, mondi lontani che regimi e guerre di potere hanno tenuto e tengono ancora in costante conflitto.
Come a dire : i regimi nefasti passano, ma il cinema e la sua intrinseca cultura rimangono, patrimonio universale.

Commenta

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi