Libera Basilicata si incontra e discute alla presenza di don Ciotti

Il Presidio del Vulture-Alto Bradano ha promosso le ragioni del suo impegno

Domenica 28 gennaio, presso la sede del Cestrim di Potenza, si è tenuto un atteso incontro, a cui hanno partecipato gli aderenti regionali a LIBERA – Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, alla presenza del Presidente Nazionale don Luigi Ciotti. L’incontro, fortemente incoraggiato dall’ospite, è risultato molto partecipato dai membri di tutti i 6 Presidi territoriali della Basilicata.

Dopo un’ampia e appassionata relazione di apertura di don Ciotti, animata dal desiderio di sollecitare sempre più partecipate forme di impegno nel condurre le azioni che si rivelano ancor oggi necessarie per contrastare i fenomeni mafiosi e corruttivi, i diversi Presidi hanno offerto ai presenti una ricca rappresentazione di tutte le attività condotte all’interno dei rispettivi territori. Nello spazio concesso agli interventi riservati ai singoli associati, si sono avvicendate diverse riflessioni, che hanno toccato svariati punti contenutistici e di sollecitazione. Tra questi, si riporta una versione ridimensionata dell’intervento pronunciato dallo scrivente, a cui si sono aggiunte altre riflessioni personali, quali espressioni di una vivacità che anima il Presidio del Vulture-Alto Bradano, affidato all’ispirata guida della Referente Donatina Allamprese.

[Omissis] Colgo ora l’opportunità della presenza di don Luigi, per elevare l’allerta su alcuni temi che ci interpellano direttamente.

  1. Ho visto e tutt’ora vedo andare via centinaia, migliaia di giovani dalla nostra regione e dal Mezzogiorno. … Questa emorragia di talenti per ragioni di studio e di lavoro è destinata a proseguire e accrescersi. Le previsioni Svimez sono impietose: entro il 2080 la popolazione meridionale si sarà dimezzata e, nell’ultimo periodo, a lasciare il Sud per il 77% sono stati dei laureati.

  2. All’Università di Basilicata, la popolazione studentesca è passata in pochi anni da 12.000 iscritti all’attuale livello di circa 6.000 e già si ventila l’ipotesi di chiusura di alcuni corsi.

  3. La denatalità procede a passi da gigante, tanto che oggi in regione sono presenti circa 100 giovani per 150 anziani. Nella mia parrocchia, di circa 3.500 anime, equivalente alle dimensioni di un Comune medio presente in Basilicata, nel 2022, si sono registrati 21 battesimi contro 52 morti e, nel 2023, 16 battesimi contro 48 morti.

  4. La crisi di Stellantis, nel distretto industriale di Melfi, ha già fatto registrare migliaia di posti di lavoro in meno e rischia di progredire nella desertificazione occupazionale.

  5. L’effetto inflattivo degli ultimi due anni ha ulteriormente impoverito le famiglie della nostra regione, che certo non brilla per reddito pro-capite. La perdita reale del potere d’acquisto della famiglia lucana è stimata in 5.000 euro/anno.

  6. L’autonomia differenziata in fase di approvazione legislativa rischia di prosciugare le risorse a disposizione per il finanziamento dei LEP, ancora colpevolmente da definire.

  7. Taccio sui numerosi siti regionali inquinati ancora da bonificare.

Per senso di pietà rivolto alla gente lucana, mi arresto nell’aggiungere altre considerazioni quantitative e qualitative che stanno pregiudicando il nostro futuro (per es. situazioni infrastrutturale e sanitaria).

Questo tenore della innegabile disuguaglianza, sta assumendo il sapore della discriminazione.

Per questa ragione non basta più il civismo!

Se non avvertissi drammaticamente la progressione del nostro arretramento, potrei sostenere che avremmo tempo per trasformare la consapevolezza della minoranza che rappresentiamo in una maggioranza, ma questo tempo non ce l’abbiamo.

Se, poi, il civismo presente non saprà evolversi in una cittadinanza efficacemente attiva, anche in senso politico, per recuperare l’urgenza dell’impegno partecipativo onesto e orientato al vero bene comune, non avremo scampo.

Fermarsi al civismo significherebbe continuare ad assistere impotenti al progressivo degrado.

La determinazione delle sorti di chi ha e avrà in mano il potere legislativo regionale e nazionale non può essere affidata alla minoranza degli aventi diritto al voto, in una sorta di tirannia della minoranza, mentre la maggioranza resta silente e si astiene dall’assumersi la responsabilità di una compartecipazione. [Omissis]

Non basta dirsi appartenenti a Libera e rinunciare a costruire e sostenere percorsi politici che ciascuno dovrà liberamente e responsabilmente scegliere.

L’ignavia avalla l’ingiustizia, perché da sempre il più forte, il più potente trova il modo di affermare la propria convenienza, contro ogni ragione di dignità altrui.

Le questioni della rigenerazione della partecipazione politica e della sostanziale discriminazione ai danni del Sud devono essere aperte dentro Libera e devono essere oggetto di attenzione e di considerazione.

Occorre che il tenore della nostra miseria economica, sociale e di sistema venga vista, venga esaminata, venga accolta.

Libera non può ignorare che l’ingiustizia e la sofferenza che essa procura ai più indifesi, non è solo opera di mafiosi, di corrotti, di persone spregiudicate che operano nel nascondimento, ma è anche colpa di persone che da troppo tempo occupano le Istituzioni, tradendo il mandato costituzionale sul quale, per lo più disonestamente, considerati gli esiti, continuano a giurare.

  • Vogliamo parlare del PNRR e di come venga ipocritamente agita la parola “resilienza”? Di come venga ancora offeso il senso della dignità degli ultimi, per i quali resilienza significa fare i conti sempre con minori risorse? Sempre per sottrazione e mai per addizione o moltiplicazione!

  • Siamo disposti a riconsiderare la tagliola della improcedibilità, introdotta dalla balorda riforma Cartabia sulle procedure processuali, che non ha liberato risorse per far funzionare meglio la macchina giudiziaria? Proprio ieri, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, il Presidente Vicario della Corte di Appello di Potenza ha denunciato che nel 2024 si raggiungerà una scopertura del 56% dei posti in organico, che coinvolge anche figure apicali …, nel silenzio ministeriale e nella temuta ipotesi di accorpamento della Corte potentina alla Corte di altra sede.

  • Siamo disposti a rammentare gli effetti della riforma degli appalti pubblici, che consente l’affidamento diretto delle opere (senza alcuna gara o purché minimo confronto) fino a 149.000 euro?

  • Siamo disposti a valutare gli effetti che si produrranno sul piano informativo, silenziando i giornalisti con l’adozione della “legge bavaglio”?

  • Siamo disposti a mettere a tema le misure sperequative nella contribuzione all’imposizione fiscale fra lavoratori dipendenti e lavoratori autonomi/imprese, pur procedendo nel favorire, con il proliferare di forme di condono, chi si sottrae alla responsabilità della solidarietà economica?

  • Che dire, ancora, dell’abolizione dell’abuso d’ufficio? [Omissis]

Di quanta ipocrisia è plasmata la nostra visione di “pacifica” convivenza?

Qui ci sono tutte le condizioni perché si scateni una guerra sociale, col rischio che i poveri e gli indifesi diventino sempre più poveri e indifesi.

Se Libera non si farà carico di condurre questa “operazione verità”, a chi toccherà provare a ricucire le ragioni di una giustizia partecipata e le ragioni di una lotta alla mafia e al malaffare, che si combatte innanzitutto emancipando gli ultimi, per liberarli dal giogo della schiavitù del bisogno?

Sì, proprio dalla schiavitù del bisogno, che Save the Children nella nostra regione ha misurato, consegnandoci una realtà spaventosa, se il 34% dei nostri minori è in condizione di povertà relativa! Un minore su 3 rischia di essere in condizioni di deprivazione, se non già inghiottito nello svantaggio economico ed educativo, oltre che sociale e culturale! [Omissis]

Io questa responsabilità non me la voglio assumere e voi? [Omissis]”

Salvatore Bochicchio

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