Quaranta anni fa la morte di Enrico Berlinguer

Prospero Piesco, un nostro compianto cittadino, lavoratore onesto ed elettore del Partito Comunista Italiano, nonno di Fernando Chiurazzo, si trascinava un reato compiuto durante il periodo fascista, perchè aveva rifatto la scala esterna della sua abitazione in via Solferino, quando si va al Timpone a Francavilla sul Sinni. Dopo la guerra per cancellare l’annotazione al casello giudiziario necessitava sostenere una causa e perciò il compagno Piesco si rivolse all’avvocato Mario Ferrara che era un politico democristiano.

L’avvocato gli disse che lo avrebbe difeso se l’avesse votato, cioè se avesse votato per la Democrazia Cristiana. Zio Prospero non si piegò davanti al difensore rispondendo: “Avvocato, difendimi ti darò l’onorario ma non accetto la tua richiesta. Sono un Comunista e il voto lo darò sempre e solo al mio partito. Non mi vendo per un piatto di cicercole.”

Ho riportato questo aneddoto che è l’emblema dei comunisti di una volta, l’etica che avevano i comunisti che imponeva loro un certo comportamento, proprio nel giorno della morte di Enrico Berlinguer, perchè come è stato un grande Comunista Prospero Piesco nel suo agire locale, così è stato un grande Comunista Enrico Berlinguer nel contesto politico italiano, europeo e mondiale.

La grandezza, l’intuito politico, la statura morale e il carisma del segretario Berlinguer, portarono il Partito Comunista Italiano a essere un partito democratico che seppe prendere le distanze dal partito Comunista Sovietico, sollevare la questione morale e indicare la via dell’austerità per affrontare la crisi economica a favore della classe operaia. Indirizzò il Partito dal punto di vista strategico verso il compromesso storico insieme a uomini della DC, tra cui Moro e Zaccagnini, perchè, dopo i fatti sanguinosi del Cile di Salvatore Allende, l’unità delle forze popolari, progressiste e cattoliche era fondamentale per governare i processi di cambiamento della società di allora.

In politica estera si battè per il superamento dei due blocchi, quello della NATO e quello di Varsavia. Insieme ai Comunisti francesi e spagnoli ideò l’Eurocomunismo come forma di governo del mondo Occidentale. Nel campo dei diritti civili fu determinante per la legge sul divorzio e quella per l’aborto.

Il lavoro, la delusione che provava di fronte al fallimento di molte sue intuizioni, lo portarono alla sua fine la sera del 7 giugno 1984 a Padova dove tenne l’ultimo comizio. Il giorno 11 giugno morì in quell’ospedale.

Enrico Berlinguer

Enrico Berlinguer ricoprì il suo ruolo con uno stile inattuale e bellissimo che si manifestava in una misura umana, in un ritegno personale, in un autocontrollo retorico, in una mancanza di ruffianeria. Oggi, di fronte a una politica aggressiva, più informale, meno solenne ma anche meno dignitosa con infime scaramucce quotidiane che vengono servite a urla e sganazzoni, uno come Berlinguer sembra una figura irreale, quasi un’invenzione narrativa.

Era un Signore con uno stile tutto signorile pari a pochi uomini del dopoguerra. Ecco perchè ancora oggi

BERLINGUER, TI VOGLIAMO BENE!

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