Giornata mondiale del migrante e del rifugiato – Policoro 24 gennaio 2015

CONVEGNO A TEMA ORGANIZZATO DALL’UFFICIO “MIGRANTES” E CARITAS DELLA DIOCESI DI TURSI – LAGONEGRO, PRESSO LA CITTA’ DI POLICORO

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Migrantes2015 E’ una realtà pregna di umanità quella che stiamo vivendo nella società attuale, dove il flusso migratorio costituisce il più vasto movimento di persone mai verificatosi nei tempi passati e che coinvolge individui, associazioni di volontariato ed, in primis, la Chiesa, che, oggi, più che mai, abbatte le frontiere e si rivela madre di tutti, senza distinzioni, perchè tutti figli di Dio e fratelli in Cristo.

E’ questo il tema che si è prefisso il Convegno tenutosi a Policoro, nel quale, in modo dettagliato, si è fatto il punto sul flusso migratorio, in entrata ed in uscita, nella Regione Basilicata.

Sono emersi dati molto interessanti, quali i LUOGHI DI MAGGIORE CONCENTRAZIONE riguardo all’immigrazione (il Metapontino e il Vulture – Melfese) e le STAGIONI, caratterizzate dai popoli emigranti con le relative attività svolte:

ANNI 70: nord – africani (commercio) ANNI 90: albanesi (agricoltura)

ANNI 2000: romeni (assistenza)].

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E’ emerso, da una prima relazione, che la situazione odierna richiama la nostra mente al passato:

i migranti di oggi siamo noi nel passato.

A motivo di questa riflessione ci sentiamo spinti a rafforzare i rapporti con i cosiddetti “stranieri” e bandire dai nostri comportamenti, pregiudizi e luoghi comuni, che fanno sbiadire i buoni rapporti interpersonali e cadere nell’indifferenza.

La Caritas non è elemosina, ma è amore, e oggi, più che mai, Cristo si presenta con il volto dello “straniero”, con il volto del fratello bisognoso.

IMG_1834L’evento di LAMPEDUSA ha risvegliato nei cuori una sorta di umanità a livello mondiale che soltanto Papa Francesco poteva suscitare.

Lampedusa costituisce la porta dell’Europa, per l’emigrante: è una concretezza, una realtà, ma anche un simbolismo per ognuno di noi che, nella vita, ha sempre una porta da attraversare.

(Lampedusa è candidata al premio Nobel per l’accoglienza).

Il nostro Vescovo, S.E. MONS. Francesco Nolè, ha chiuso il convegno, ribadendo e sntetizzando alcuni concetti fondamentali del nostro vivere cristiano:

  • l’altro, sia che viene sia che va, è una persona;
  • ogni individuo, come immagine di Dio, chiede e dà rispetto;
  • la Chiesa, popolo di Dio e fatta di persone, è madre dell’altro, ma, individualmente, anche fratello;
  • il nostro vivere è una questione di mentalità, di stile di vita, nei confronti di tutti gli altri e non soltanto degli extra-comunitari;
  • il nostro vivere sia sempre caratterizzato da un cuore grande che accoglie tutti e dona amore a tutti;

Il “Sinodo della famiglia” ci induca a riflettere sul concetto di “Trinità” che è connotato dal rispetto tra le parti e che è da applicare nei vari contesti familiari e sociali.

Le testimonianze di alcuni fratelli “stranieri” ci hanno comunicato come la Basilicata si stia muovendo nel verso giusto, per un cammino di accoglienza ed integrazione sempre più dignitoso.

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