Non siamo a Gaza in Ucraina, ma a Francavilla sul Sinni.

Da oltre quarant’anni assistiamo nel nostro paese a cose assurde: per investire i finanziamenti pubblici si buttano giù quelle esistenti e se ne costruiscono altre allo stesso posto e non sempre risponderti alle nuove esigenze.

Partiamo dal Municipio.

Gravemente danneggiato dal terremoto del 1980, invece della demolizione e ampliamento dello stesso è stato ristrutturato con il risultato che l’edificio non è adeguato alle aumentate esigenze.

I campi di bocce che hanno visto tante generazioni trascorrere il tempo libero in armonia con il famoso Bar Brunetto sono stati demoliti per costruirne altri due uno nel 2012 e l’altro nel 2021 utilizzando i finanziamenti dei marciapiedi e del Verde Pubblico. Oggi sono abbandonati e praticato solamente da pochi elementi.

Un finanziamento di 500 milioni di lire nel 1990 fu impiegato per sostituire un’ottima pavimentazione a San Giuseppe e a Sant’Antonio con una non rispondente a chi vi abita. Piazzetta San Giuseppe: rimozione ottimo selciato e posa in opera pietre lisce .

Gli ultimi lavori eseguiti nella Chiesa per un importo di circa un milione di euro non sono stati risolutivi del problema infiltrazioni di acqua giacché vi sono macchie di umidità in tante parti.

In questi giorni abbiamo assistito alla demolizione degli ex bagni pubblici mai andati in funzione, adibiti nel 1982 a scuola materna e poi per deposito, sul cui suolo verrà costruito lo stesso edificio per un importo di 480 mila euro. Per fare cosa? Nessuno lo sa e potremmo andare avanti mentre il centro storico è ridotto in queste condizioni.

 

Case abbandonate e pericolanti.

Campi di bocce fatti e rifatti.

La Befana ci porterà qualcosa di nuovo per il 2026? Dipende da noi cittadini…

One thought on “Non siamo a Gaza in Ucraina, ma a Francavilla sul Sinni.

  1. Interessanti osservazioni, ma riguardo al Municipio non sono affatto d’accordo. Il nostro è un paese che non è interessato a preservare la propria memoria urbanistica e architettonica. Lo si vede negli innumerevoli rifacimenti della chiesa madre, che hanno cancellato via via la sua storia. Oggi è una bella chiesa, ma la sua storia è difficile da recuperare, se vi si entra. Lo stesso disinteresse lo si vede nella casa Ciminelli, credo si chiami così, quella donata al comune per una biblioteca mai nata. Almeno lì. Oggi una delle case più antiche del paese è praticamente sventrata e abbandonata. Abbattere il municipio, cancellando un edificio con pavimenti e linee liberty sarebbe l’ennesimo sfregio. Gli edifici si mettono in sicurezza, non si abbattono. Se si fosse ragionato come sempre si è ragionato a Francavilla, che ne sarebbe stato dei tanti edifici e borghi storici, dai più modesti ai più preziosi, che oggi rendono bella e unica la nostra Penisola? Francavilla aveva ottimi artigiani e alcuni ancora resistono, si dovrebbero recuperare le antiche abilità per ripristinare, riportare alla luce, ridare decoro non abbattere o cancellare una storia urbanistico-architettonica, che pur modesta, è comunque la nostra storia. In quegli edifici hanno lavorato antenati di molti francavillesi e, diciamolo, erano davvero bravi. Conserviamo i portoni, le facciate in pietra, i vecchi vicoli lastricati di pietre di fiume, una comunità ha bisogno di riconoscersi nelle proprie strade e ricordare ai giovani che fra le stesse c’è la storia anche dei propri mestieri. Oggi c’è un intero settore edilizio che si occupa di ristrutturazioni filologiche e coerenti, dal rivenditore di materiali di recupero all’impresa specializzata, sarebbe il caso di adeguarsi ai tempi, per conservare memoria e identità.

Commenta

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi