40 anni dalla scomparsa di ROSITA MELO, autrice argentina di tango, con origini di Rionero in Vulture

Rosita Melo (nata Clotilde Mela Rosa Luciano) è stata una pianista, compositrice e poetessa argentinouruguaiana. È l’autrice del famoso vals criollo (Valzer creolo) “Desde el alma” per il quale è conosciuta come la prima donna compositrice ispanica rioplatense, ampiamente apprezzata in tutto il mondo.

Desde el alma

Riconosciuta nel mondo, ma molto meno nella sua terra di origine, Rionero in Vulture, e in Basilicata, che avrebbero dovuto, nel suo 40° anniversario della scomparsa, dedicarle un adeguato omaggio. E’ ignorata, come molti suoi figli illustri del secolo scorso.

Rosita Melo era nata a Montevideo il 9 luglio 1897; figlia più giovane degli immigrati Michele Mela e Rosa Luciano, partiti proprio da Rionero a fine ‘800, con il primo figlio Giovanni. Fu battezzata nella cattedrale della capitale. Nel 1900 la famiglia si stabilì a Buenos Aires.

Rosita aveva tre anni. Fin da bambina, mostrò talento per la musica: suonava a orecchio il pianoforte. Ad appena otto anni, viene iscritta al Conservatorio Thibaud Piazzini dove, successivamente, riuscirà a diventare insegnante di pianoforte e di concerto.

Il suo nome verrà trasformato da Mele a Melo, nome d’arte che la renderà famosa nel mondo. Il 23 febbraio 1922 sposò il giovane poeta e scrittore Victor Piuma Vélez che avrebbe scritto i testi di tutte le sue composizioni. Il suo brano più famoso (dicevamo) è il “tango valsDesde El Alma, che compose a soli 14 anni, era il 1911. “Il tango è un pensiero triste” sosteneva il musicista Enrique Santos Discepolo. E triste è la storia che c’è dietro questa composizione. Rosita aveva avuto in adolescenza un disguido con la mamma e attraverso questo brano le chiede perdono.

Le parole di questo tango trattano dell’amore di una figlia verso la mamma.

“Proprio per il tema che tratta è stato definito patrimonio culturale immateriale dell’umanità. Non c’è orchestra che non l’abbia suonata. E’ un brano riscoperto che fa parte ancora del repertorio delle orchestre moderne.”

Lo afferma Maria Albano, ex commissaria lucana per le pari opportunità, che alla Melo ha dedicato pubblicazioni. Ed in Sud America aveva conosciuto sua figlia, Emilce. In Desde l’Alma c’è la visione appassionata quanto malinconica della vita. Il tema dell’anima ferita dà l’incipit alla canzone e ne segna in sottofondo le strofe.

Il regista Homero Manzi nel 1948 volle quel brano nel film “Pobre mi madre querida”: protagonista della pellicola Emma Gramatica, una delle prime dive italiane del secolo scorso. Il regista chiese però che il testo avrebbe dovuto parlare dell’amore tra un uomo e una donna e non tra madre e figlia, come l’aveva concepita Rosita.

Rosita Melo

Nel 1993 la canzone verrà utilizzata per una coreografia intitolata “Vino fino tinto” nello spettacolo “Momix in Regreso” presentato al teatro Metropolitan di Buenos Aires. La sua carriera è costellata di opere che spaziano dal tango al valzer e creoli, pasodobles e polke. Le sue poesie sono state pubblicate su diverse riviste e nel libro “Antología de poetas jóvenes” accanto a quelle della celebre Alfonsina Storni.

Rosita Melo, di origini lucane, è stata insignita tra le tredici donne argentine più influenti del XX secolo insieme ad Evita Peròn, Maria Luisa Bemberg (la regista di “De eso no se habla” con Mastroianni) ed altre protagoniste dell’emancipazione femminile in Argentina. Un onore lucano che varrebbe la pena non dimenticare.

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