Bruno Fittipaldi
Da tempo dico che il vero problema di Francavilla non è solo la crisi economica o il declino del commercio, ma qualcosa di più profondo: l’omertà. Viviamo in un paese dove troppe persone preferiscono nascondersi, dove la paura di esporsi è più forte della voglia di cambiare le cose. Ognuno pensa al proprio piccolo spazio, al proprio “orticello”, senza guardare al bene comune. E questo atteggiamento non riguarda solo i cittadini, ma anche chi ci amministra.

Un amministratore non dovrebbe governare per un’ideologia politica, ma per il bene della comunità. Eppure, abbiamo visto negli ultimi anni che le scelte fatte non hanno avuto come priorità il futuro di Francavilla, ma spesso altri interessi. Un paese non si amministra con divisioni politiche, ma con progetti concreti che rispondano ai bisogni reali delle persone.
Dopo il Covid, Francavilla è peggiorata sotto tanti aspetti: il commercio è in difficoltà, i giovani se ne vanno, i servizi scarseggiano e il paese sembra sempre più abbandonato. Io l’ho sempre detto: senza un cambio di mentalità e senza un’amministrazione che metta al centro la comunità e non sé stessa, Francavilla continuerà a regredire.
È ora di parlarne, di affrontare i problemi senza paura. Perché solo chi ha il coraggio di esporsi può sperare in un cambiamento.