Chiara Lostaglio
Si apre con un bel film italiano: Primavera, diretto dal veneziano Damiano Michieletto la 171^ Rassegna venosina del Cinema Lovaglio, fortemente suscitata dalla signora Lidia, col titolo di Amori universali. La prima del 2026 – giovedì 22 e venerdì 23 gennaio – con il film ambientato nella Venezia di inizi Settecento, Primavera che racconta la storia di Cecilia, giovane violinista dotata di straordinario talento, cresciuta nell’Ospedale della Pietà, storico orfanotrofio femminile noto in tutta Europa per i suoi celebri ensemble musicali, composti esclusivamente da ragazze abbandonate. L’incontro con il nuovo insegnante di musica, il celebre Antonio Vivaldi (interpretato da Michele Riondino), sarà per Cecilia (Tecla Insolia) un nuovo corso di vita nel segno della musica.

Giovedì 29 e venerdì 30 gennaio sarà proiettato un nuovo capolavoro del regista iraniano Jafar Panahi, Un semplice incidente, Palma d’oro al Festival di Cannes del maggio scorso; ecco l’importanza di realizzare rassegne: portare al pubblico opere d’arte che altrimenti cadrebbero nell’oblio. Del film di Panahi, data la delicatezza del tema, si potrà dire che vive (purtroppo) della stringente attualità vista la tormentata realtà in cui versa il popolo iraniano.
Giovedì 5 e venerdì 6 febbraio verrà proiettato I colori del tempo diretto dal francese Cédric Klapisch, apprezzato qualche anno fa per il suo Ritorno in Borgogna. Come in quel film, anche nel suo ultimo film vige un ritorno alle radici familiari, con un salto fino alla mitica Belle Époque. Ancora un gioiello cinematografico premiato con il Leone d’Oro a Venezia lo scorso settembre: Father Mother Sister Brother diretto dal geniale Jim Jarmush. Un’autentica lezione di cinema circolare, ipnotico eppure coinvolgente con un cast stellare, a partire da Tom Waits, con Adam Driver e Mayim Bialik, ed ancora Charlotte Rampling, Cate Blanchett e Vickye Krieps. Bastano questi nomi per dare al film la connotazione di capolavoro. Al Lovaglio il 12 e 13 febbraio prossimi.
Rassegna che si concluderà il 19 e 20 febbraio con La mia famiglia a Taipei diretto dal taiwanese Shih-Ching Tsou, anche questo passato da Cannes. Uno sguardo “familiare” sull’Estremo oriente, che da decenni si impone all’attenzione della critica per un cinema drammaturgicamente perfetto. Questo film segue le vicissitudini di una madre single che si trasferisce con le figlie a Taipei, pressata da debiti. La piccola I-jing usa la mano sinistra, cui il titolo originale del film, per cui si sente autorizzata a compiere piccoli furti.
Un’ampia retrospettiva di film da poco usciti che si possono godere nel cinema Lovaglio di Venosa.