Carmen Piccirillo
Proseguono le importanti novità e i prolifici progetti per lo scrittore, artista e personaggio televisivo originario di Biella Enrico Frandino. Di recente, ha riscosso un gran successo per il suo ultimo libro di poesie intitolato “L’Uomo di Cenere”, edito da Ikonos Editore. Definito il “poeta dell’anima”, si è lanciato nel panorama della poesia internazionale, grazie a un successo di vendite pari a dodicimila copie di libri, presentati in Italia e in Europa, presso realtà prestigiose come Capri e Taormina. Frandino scrive sin dall’età di tredici anni; collabora con accademie e istituzioni culturali che lo ospitano in vari convegni.

Tiene, inoltre, corsi di scrittura creativa ed espressione in scuole di vario livello. E’ stato ospite in più puntate del programma televisivo “Eccellenze Italiane” nella rubrica “I rintocchi del cuore” in onda su Odeon tv, e, negli ultimi tempi, in qualità di artista, è stato inserito in gallerie virtuali con visibilità internazionale. Tante sono le tematiche trattate nella poetica e nell’arte pittorica dello scrittore biellese, tra cui l’importanza dell’immaterialità, dello spirito, della fragilità, che crea un connubio vincente con l’inevitabile forza interiore che emerge in alcune fasi esistenziali; la libertà, il misticismo (…)Molte poesie si focalizzano sulla natura, che funge da “specchio” del suo profondissimo animo umano: da musa ispiratrice a forza motrice.

I linguaggi si fondono: la poetica di Frandino descrive ciò che il suo pennello dipinge, e le tele evocano le sensazioni racchiuse nella poetica, creando un dialogo eterno, icastico, tra l’uomo e il creato. Esplorare questo legame, per lo scrittore biellese, significa aprire porte a espressioni diverse, correlate all’epoca attuale e alle diverse sensibilità di chi si affaccia a tali affascinanti mondi. In questi suoi versi, è possibile cogliere l’intensità delle sfumature emozionali che esplicita attraverso le parole, evidenziando il fascino del creato: Che cosa succederebbe se i fiori non si esprimessero più/ che cosa sarebbero i fiori se i colori non si donassero a loro/ e in un crescendo di paradiso scaturisce il bello/ Che cosa sarebbero i nostri giorni se non illuminati dalla luce di un fiore/ che bello sarebbe se vedessi rinascere la mia vita in uno stelo! (…)“La mia poetica- ha dichiarato Frandino- e la mia arte pittorica sono largamente ispirate alla natura, all’ambiente.

Per me la connessione tra uomo e natura è fondamentale. Viviamo un periodo tetro, in cui tutti i valori sono calpestati: è necessario dunque, tramite l’ascolto attento dell’anima, ritornare a un’ ‘ecologia’ dell’interiorità. La natura di cui siamo accerchiati, opulenta di bellezza, può favorire questo suggestivo processo. L’arte, dunque, si connette straordinariamente alla natura: io ho bisogno di essa per creare, e per fondermi con i fiori”.