Jobs Act – maggiore produttività per le aziende

 

Palazzo ENI Roma
Palazzo ENI Roma

Si è svolto a Roma venerdì 19 febbraio 2016, presso il Centro Congresso dell’ENI – nella sala Cortemaggiore – il workshop “Jobs Act: maggiore produttività per le Aziende e più sicurezza per i lavoratori”. L’obiettivo è stato quello di consentire ai seniores ex ENI di approfondire l’esame del decreto sul lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti e sul decreto di riordino degli strumenti contrattuali nel perimetro entro cui ENI si muove. L’Avv. Domenico Noviello si è soffermato sui punti principali del Jobs Act – la riforma del lavoro – voluta fortemente da M. Renzi, agevolando una ripresa momentanea dell’occupazione che, ha anche prodotto i due decreti attuativi fondamentali stravolgendo il mondo del lavoro. Il contratto a Tutele crescenti : tutti i nuovi dipendenti di una azienda saranno assunti con il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti, tutele che cresceranno in relazione all’anzianità di servizio. L’obiettivo è quindi di fare che questo sia la modalità base di assunzione che vada a rimpiazzare tutti i tipi di contratti atipici e quelli a progetto. Chi ancora lavora con quella formula contrattuale verrà inserito in una “gestione transitoria”, al termine della quale verrà assunto con la nuova formula contrattuale.

Art. 18 – Sabato 7 marzo 2015 il contratto a Tutele crescenti entra in vigore, cosi come la riforma degli ammortizzatori sociali e la rottamazione definitiva dell’articolo 18.

Mansioni flessibili – Sarà piu’ facile far passare il lavoratore da una mansione all’altra, compreso il demansionamento, in caso di riorganizzazione, ristrutturazione o conversione aziendale.

Riforma CIG – Non si potrà più autorizzare la Cig in caso di cessazione definitiva di attività aziendale. Ci saranno nuovi limiti di durata sia per la cassa integrazione ordinaria (che ora e’ di due anni) sia per quella straordinaria (che e’ di quattro).

Ernesto Calluori
Ernesto Calluori

L’Avv. Paola Branciforte, andando a esaminare il testo la cui norma recita “in caso di modifica degli assetti organizzativi aziendali che incidono sulla posizione del lavoratore, lo stesso può essere assegnato a mansioni appartenenti al livello di inquadramento inferiore“. In caso di licenziamento, il dipendente avra’ un indennizzo pari all’anzianità di servizio. L’ASPI lascia il posto alla NASPI e il nuovo assegno di disoccupazione che non e’ un contributo monetario, ma consiste in un “ voucher” che consente alla persona disoccupata di partecipare a corsi di formazione professionali in maniera gratuita.

L’Avv. Domenico Polizzi, ha sostenuto che con il nuovo testo che introduce il “Controllo a Distanza”, quella che era l’eccezione diventerà la regola. Il datore di lavoro avrà la “facoltà” di installare e utilizzare impianti e strumenti dai quali derivi anche un controllo sull’attività del lavoratore esclusivamente per la sicurezza e per la tutela del patrimonio aziendale. Tale disposizione consente al datore di lavoro di verificare la modalità di utilizzo degli strumenti ricevuti dal lavoratore, senza vincolo sindacale.

Dalla platea sono pervenute alcune domande esplicative o di maggiore chiarificazione a supporto su quanto illustrato. Chi scrive, è intervenuto sul tema, manifestando che in tutta questa rivoluzione è mancato il coraggio alla verità per dire ai cittadini che in Italia l’occupazione è stagnante e a pagare sono sempre e solo i lavoratori. Non è questa la risposta giusta in un Paese che continua ad avere una disoccupazione altissima. L’unico risultato sarà stato quello di aver liberalizzato i licenziamenti. Il vero Jobs Act di cui l’Italia ha bisogno è il taglio del costo dell’energia che è del 30% superiore rispetto ai concorrenti europei. Serve la lotta alla criminalità e alla illegalità. Serve una legge fatta di molte cose, di tutte quelle che non sono nel Jobs Act di Matteo Renzi.

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