La vita ad ogni costo

Beatrice Ciminelli
Beatrice Ciminelli

Mario Melazzini, oncoematologo, in doppia veste di medico e paziente, oggi è presidente dell’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco, e fondatore ed ex presidente di Arisla, l’Associazione per la ricerca sulla sclerosi laterale amiotrofica, la malattia che gli è stata diagnosticata nel 2003. Era venerdì 17 gennaio, quando il medico gli disse: “Caro Melazzini, lei ha la Sla. E io mi fermo qui”. Una sentenza che mette i brividi, che lo allontana dalla famiglia e dagli amici.

A settembre pensa addirittura al suicidio assistito. Ne parla con il suo amico padre Silvano Fausti, splendido gesuita, biblista, noto per essere stato anche il confessore del cardinale Carlo Maria Martini. Come tutti i grandi uomini di fede, padre Fausti non lo giudica, ma gli consiglia di andare via da tutto, di stare da solo. E mentre si congeda, gli dona la sua Bibbia, con un segnalibro nel libro di Giobbe.

Già segnato nel fisico, Melazzini si ritira per diversi mesi in montagna, nella sua casa di Livigno. Per qualche mese il libro di Giobbe rimase sul comodino. Guardando le montagne, pensava con dolore a quello che non avrebbe più potuto fare. Poi iniziò a leggere Giobbe, per rispetto di padre Fausti e cambiò lo sguardo sulla sua vita. Iniziò lentamente a guardare avanti, anche senza sapere come sarebbe stato il domani. Cominciò a toccare con mano l’essenza dell’esistere, per cui Dio ti dona gratuitamente e ti può anche togliere ciò che ti ha dato. Ma poi ti restituisce. La restituzione non va per forza immaginata come qualcosa di tangibile. Comprende che anche con la malattia può continuare a essere utile alla sua famiglia, ai suoi amici, agli altri. Per respirare si aiuta con un ventilatore, per mangiare ha un sondino nello stomaco. Viaggia in carrozzina e dipende dagli altri. Ma questo non gli impedisce di far sentire con la voce che gli rimane la voglia di vivere anche con una malattia che porta alla morte.

Mario Melazzini alla Giornata Nazionale della SLA
Mario Melazzini alla Giornata Nazionale della SLA

Oltre alla riflessione di Giobbe, ce ne è anche una di madre Teresa, che Melazzini ama citare: «Non vivete le vostre vite come foglie ingiallite». Ma, soprattutto, riscopre il Padre Nostro. Con limiti enormi, Melazzini è ancora il protagonista della sua vita. Perché quando scopri di avere una malattia inguaribile, pensi che la tua vita sia finita. Invece, con una malattia inguaribile si fanno strane scoperte. Ad esempio che arrendersi non serve a niente. La vera malattia è nell’anima. E d’inguaribile c’è soltanto la voglia di vivere di un medico, un malato, un uomo.

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