Un muro abusivo

E’ trascorso più di un mese da quando ci sono giunte le prime notizie dalla Cina che riguardavano qualcosa di contagioso che avrebbe potuto interessarci e che avremmo potuto sperimentare da vicino.

Flora Febbraio

E’ stato così, abituandoci gradatamente a ricevere notizie ora vaghe, ora gravi con il sapore che quella gravità ci avrebbe non solo sfiorato. Tanti cittadini cinesi di ritorno in Italia, dai loro paesi dì origine dove si erano recati per festeggiare il loro capodanno, cominciarono a metterci in allarme e si cominciò a parlare di allontanare i bambini dalle scuole. La solita tiritera: Sono gli altri, gli ultimi a provocare guai! Ancora una volta siamo stati smentiti: non i bambini cinesi, ma una coppia di turisti provenienti dalla Cina, in visita a Roma e poi una elegante manager in businnes class pare abbia sorvolato il cielo europeo proveniente dalla Cina per atterrare sul suolo lombardo e distribuire inconsapevolmente l’ormai famoso COVID – 19. E le ragioni di mercato hanno contribuito a distrarre la nostra attenzione, producendo confusione, insieme ad una discorde comunicazione. Ora siamo tutti in quarantena e ogni giorno mi sembra di ascoltare un bollettino di guerra: casi di contagio in aumento esponenziale, non è ancora stato raggiunto il picco, il numero dei morti riguarda anziani con altre patologie, no anzi anche un medico di 61 anni, no anche … , il numero delle persone guarite ancora poche.

Per convincere i più disobbedienti alla quarantena veniamo informati in modo pressante e, giustamente aggiungo anche, con le immagini dei sanitari che lavorano allo stremo e ci mostrano gli ammalati intubati e soli nei loro letti senza il conforto della vicinanza di un loro caro neanche attraverso un vetro. Così ci troviamo a combattere una guerra non dichiarata, come in trincea. Purtroppo sappiamo che potrebbe essere solo la prima. Esperti del cambiamento climatico e dei suoi equilibri che scandivano l’alternarsi delle stagioni, ci ammoniscono da tempo. Siamo stati sordi e continuiamo ad esserlo. La natura abusata ha subito mutamenti negli ambiti della biodiversità e ne osserviamo abbondantemente gli effetti, un inverno particolarmente dolce, quasi mi fa rimpiangere quelli di una decina di anni fa, rigidi umidi nebbiosi. Altro semplice effetto? Insetti mai visti, proliferano in abbondanza. Le cause, dove cercarle? Conosciamo tutti le origini, ma imperturbabili continuiamo le nostre corse, non ci facciamo mai bastare il tempo, pressati dal fare in fretta, dal produrre di più; “non ci sto dentro” è un eufenismo che si sente spesso per giustificare il surplus di produzione o introito. E si corre imperterriti verso un muro che di certo non sarà di gomma. E ci si scalda vigorosamente, ci si punta l’indice accusatore senza mai provare il minimo senso del limite, ognuno si sente in dovere di indicare ricette o urlare slogan, mai nessuno offre un pizzico di cenere per coprirsi il capo.

Che cos’è? E’ l’effetto della democrazia? Sì, penso di sì. E non me ne dispiace perché anche se è imperfetta, è sempre la migliore fra tutte le forme che conosciamo per governare una collettività. Si è giunti anche a lodare i provvedimenti delle autorità cinesi nel caso del contagio a Wuhan, ma gli estimatori dei poteri forti hanno dimenticato che in Cina non c’è Democrazia e che se si possono permettere di parlare a sproposito è perché in Italia vige la Democrazia. Allora dov’è il nodo che impedisce un giusto equilibrio? Come un ritornello mi risuonano nella mente le affermazioni dei filosofi padri della democrazia su cui si sono fondati i tanti principi dei valori democratici che nel bene e nel male ci hanno fatto conoscere il benessere, magari con discrepanze e tante falle. Non si può negare. Mi sovviene anche un altro tema che non riuscivo a comprendere quando la mia professoressa di Filosofia spiegava Platone. Allora capivo bene e mi piaceva solo il mito della caverna. Poi col tempo ho capito anche il resto, non lo nego che ce ne ho messo, e cioè che la corruzione è individuabile ai diversi tipi umani. E sì, in un sistema democratico è facile scivolare, soprattutto quando i furbi di turno spesso facili insaziabili spregiudicati se ne impossessano. E purtroppo per troppo lungo tempo ne abbiamo subito le conseguenze che ci ritroviamo proprio in questi giorni a toccare dolorosamente con mano: il COVID ci ha fatto sbatter contro il muro (ancora?) di gomma.

Flora Febbraio

La sanità lombarda, ed è tutto dire, lavora in emergenza continua. Solo per fare un esempio. La corsa di sei mila persone e oltre, verso il sud prima che entrasse in vigore il “coprifuoco” “tutti a casa”, che muro si prospetterà e si parerà davanti se i viaggiatori si riveleranno portatori del virus?. Non voglio pensare il peggio, già l’ansia mi prende e non dormo già di mio. Mi auguro una cosa, cioè che certi signori e signore della politica non usino gli errori commessi in questa occasione perché troppe voci hanno emanato note stonate, per racimolare voti. Si vergognino un po’ tutti e dato che è periodo di quaresima, soprattutto i difensori dell’identità cristiana, si coprino anch’essi il capo di cenere umilmente ponendo fine al becero tentativo di diffondere confusione. Il bene comune si realizza con lo studio, la ricerca, il dialogo, l’ascolto nel silenzio per costruire la sintesi che quasi sempre a fatica poi si trova nella pur imperfetta democrazia. Questo è il mio primo augurio per questa terribile emergenza. Molti dicono che ce la faremo, che l’Italia ce la farà e ne uscirà meglio di prima. Mi auguro che ciò che scrive il professor Massimo Cacciari nell’ultimo numero dell’ Espresso, sia davvero e potrà riscontrarsi poi nella realtà la fotografia del compleanno del 10 Marzo 2040. Io, molti di noi adulti, forse non ci saremo, ma dobbiamo contribuire a ricreare davvero l’ orgoglio italiano, per i nostri figli, per i nostri nipoti dai quali abbiamo in prestito, in custodia la nostra Terra. Auguri a tutti.

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