UNA Generazione pianta gli alberi un’Altra si prende solo l’ombra

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Questo detto che forma il titolo, si presta ad una seria riflessione che si coniuga con i momenti che stiamo vivendo, ponendo a confronto due generazioni: quella “vecchia” e quella “nuova” in contrapposizione tra loro.

Ernesto Calluori

Le generazioni, solitamente, rappresentano una unità di misura legata all’esistenza non alla vita del singolo, bensì, a quella della società. Quante volte usiamo la frase “la mia generazione però“ oppure “alla mia età“ per sottolineare degli elementi sia di costumi che di comportamenti. Da qui emerge che una generazione distingue padri dai figli, i quali diventano padri e generano figli. La contemporaneità ci suggerisce che una generazione ha come dimensione venticinque anni; è questo il tempo adeguato per costituire un nucleo familiare distaccato da quello d’origine, per trovare un luogo abitativo e inserirsi nel mondo del lavoro. Ogni generazione è “ più vecchia “ di quella che la segue e a questa diversità di età si associa all’ esperienza vissuta in un Paese al passo con i tempi, per benessere economico, maturità, e si ha qualcosa da insegnare. La generazione “nuova“ non conosce cosa sia successo prima. Quello che conosce è la memoria di una Italia migliore, raccontata dalla generazione precedente. I giovani più fortunati sono cresciuti nell’illusione di una meritocrazia scolastica. Studi? Avrai un voto alto. Meriti di andare all’università. Avete sbagliato! è l’eco che giunge.

Arriva un’età, e noi “bamboccioni” dovremo averla raggiunta in cui sai cosa vuoi essere o non vuoi diventare. In Italia, l’ascensore sociale è fermo: la dedizione, il talento sono meno determinanti per il miglioramento delle condizioni di vita rispetto alla famiglia d’origine. Poi, avrai un lavoro, una casa, un futuro. Falso! Noi, dicono i giovani d’oggi, non abbiamo né avremo quello che avete avuto voi e, non ci avete spiegato neanche il perché.

Un’idea ce la siamo fatta. La colpa è vostra! Ci avete protetti e sostenuti, ma avete dimenticato di badare al Paese omettendo i veri valori di una Italia che adesso frana. Avete lasciato carta bianca a quella pletora di ruffiani che controllano il potere economico e finanziario del sistema Paese e noi, dopo di voi, saremo una generazione cancellata.

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