CineTurismo per operatori Marketing Culturale – Turismo Integrato –

“Si vede al cinema e viene la voglia di andarci”. E’ questo l’input che spinge migliaia di turisti a visitare i set dei film che hanno suscitato maggiore interesse nello spettatore.

Armando Lostaglio

Lo conferma Armando Lostaglio (con “Appunti per un Cineturismo attendibile”) nella sua lezione tenuta, in qualità di critico di Cinema, dei corsi (on line) per Operatore Marketing Culturali e Turismo Integrato: il tema è il Cineturismo. Si è così aperto un dibattito fra i quindici corsisti (di diverse regioni italiane), che ha fatto scaturire una serie di riflessioni, stimoli e spazi di confronto. In particolare, ci si è soffermati sulle impressioni al termine della visione di alcune sequenze dei film: “Gli anni ruggenti” di Luigi Zampa (1962); “Al di là delle nuvole” di Michelangelo Antonioni (1995), e sul cortometraggio “Stronger” di Antonio Petruccelli (2017).

Proseguono, dunque, proficuamente – da oltre due anni – le lezioni di Operatori di Marketing culturale e di turismo integrato, su discipline nuove quali il Cineturismo appunto, ora in maniera on line. Oltre alla Basilicata (collegati anche da Sardegna, Lombardia, Campania e Sicilia) i corsi di formazione OMCTI sono promossi da Formatemp E-Work e Forma Service, curati da Fernanda Ruggiero, la quale svolge anche ruolo di docente, nonché di consulenza di Nuovi Turismi. Fra le discipline sulle quali si adoperano e si misurano con dedizione ricade da anni anche il Cineturismo, organizzazione di eventi e comunicazione.

Il Cinema offre pregevolissime opportunità, tra le tante sicuramente la crescita economica e quella individuale. Un film non ti fa mai sentire solo, insegna bellezza e tragedia, e racconta attraverso immagini e dialoghi l’incredibile viaggio chiamata vita, nei suoi molteplici aspetti. Questi alcuni dei concetti emersi durante le lezioni. Il Cineturismo, dunque, diventa strumento per conoscere e valorizzare posti sconosciuti o conosciuti, riscoprendo radici e valori dimenticati dalla memoria del tempo ed offrendo la possibilità al Paesaggio e all’ambiente, di diventare un interprete suggestivo della storia. Le sequenze del film e del cortometraggio rimandano alla capacità evocativa delle immagini, facendo riferimento al tema principale della lezione: il Cineturismo, ovvero della disciplina che si dedica allo studio della location nella quale si creano interazioni tra il luogo e la storia stessa, diventando quindi luogo di approfondimento da parte di turisti motivati. La location non viene mai scelta a caso, il regista e i produttori lavorano sull’immagine e su ciò che essa è in grado di suscitare. Quindi una valorizzazione del luogo dove viene girato il film, ma anche valorizzazione delle tradizioni storiche, culturali e simboliche appartenenti a quel luogo. Tra gli aspetti più importanti da scegliere in un film c’è quindi la location che apporta una caratteristica fondamentale per il telespettatore: lo porta a sognare, ad immaginare luoghi in cui vorrebbe trovarsi, perdersi. Inoltre la location, rende quel luogo più visitabile, anche dal punto di vista delle ricadute economiche.

Craco

L’immagine, spesso, non ha bisogno neanche di un parlato. La potente capacità narrativa del luogo che è stata oggetto della lezione, che con la sua identità si compenetra con l’opera cinematografica diventando uno scenario perfetto, o talvolta, rivestendo un ruolo da protagonista. Il film è in grado di generare potere attrattivo e suggestione sulla location, offrendo al turista/spettatore l’opportunità di rivivere l’esperienza e l’emozione filmica. Al tempo stesso, un luogo con una forte brand identity è in grado di influenzare significativamente l’atmosfera dell’opera e la percezione emotiva e cognitiva del pubblico. I partecipanti scrivono ancora, degli spezzoni e del cortometraggio visionati, mi ha colpito soprattutto la stretta corrispondenza tra il simbolismo della location ed il messaggio (talvolta metaforico) del film, che definirei come “coerenza evocativa”. In particolare è stata condivisa l’avventura Neorealista del film “La Donnaccia” di Silvio Siano che il paese di Cairano (Av) ha vissuto nell’estate del 1961. E’ davvero impressionante capire come un film, oltre che presentare la storia dei personaggi, possa, in particolar modo mettere in risalto i luoghi in cui avviene la vicenda. Luoghi che possono anche influire sulla storia e le emozioni di ognuno e suscitare in chi guarda la pellicola, il desiderio di andare a toccare con mano quel luogo che è stato il set cinematografico su cui prende vita la pellicola stessa.

SARA TATTI, LUCREZIA LAURIA, FEDERICA LILOIA, FABIOLA ESPOSITO, DESIDERIA CAPOBIANCO, PATRIZIA FASANO, PAOLA FASANO, MANUELA SESSA, NATASCIA ASARA, COSTANZA GALANTE, LUCA MAZZEO

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