Armando Lostaglio
Una immensa carriera che ha lambito anche la Basilicata
Aveva da poco compiuto 90 anni, il 3 novembre scorso: ci lascia Monica Vitti, validissima interprete del nostro tempo, orgoglio del Cinema tanto amata nel mondo.

Forse l’ultima diva-non-diva. Resterà il ricordo nelle decine e decine di film di una fra le attrici più acclamate ed eclettiche della storia del cinema. Monica Vitti, nome d’arte di Maria Luisa Ceciarelli, vanta una carriera fra le più brillanti (il suo esordio a soli quindici anni) che però non l’ha mai vista primeggiare come una vera diva, secondo tradizione. Forse a causa o in virtù del suo carattere versatile, in teatro come in televisione e soprattutto nel grande cinema.
E persino come scrittrice e regista. Originale il suo libro “Il letto è una rosa” (Mondadori), del 1995. La ricordiamo in un gremitissimo auditorium del Centro sociale di Rionero, quando nel 1996 venne a presentarlo. Una serata indimenticabile, per la sua affettuosa condivisione verso un pubblico che le dimostrava una incommensurabile stima. E lei, con la sua inconfondibile voce, rispondeva ad ogni curiosità, mentre il Cineclub “De Sica” le consegnò una targa e una pergamena con una poesia a lei dedicata.
Un ricordo del tutto personale ci porta a Napoli, fine anni ’80: la Vitti è al tavolo di un noto ristorante con Walter Chiari ed altri loro amici. Ci avviciniamo per un ossequioso saluto. Lei si alza e ricambia, salutando con un bacio i bambini che erano con noi. Un sorriso per nulla formale. Lo stesso che l’ha caratterizzata sulla scena, così come nella vita.
A MONICA
Ecco imprevista la tua Eclisse
silenziosa
e il tuo segreto lungo
cammino nella tua Notte.
Alla fine della tua magnifica
Avventura.
Tacita e sola.
Ma hai saputo anche ridere
e farci ridere
apertamente sensuale
con la tua Polvere di stelle
nei capelli così biondi
e ondulati
e negli occhi tuoi
grandi e brillanti.
Donna piena di segreti :
la tua voce rara
è come un mare mascosto
in una conchiglia ricamata.
Ieri sei andata via.
Ma sei tutta ancora qui
e sorridi ancora
splendida tra i fiori
e le fontane barocche
della tua città
che cantano per te.
Aldo Marzi

