Libero commento alla Via Crucis di Papa Francesco

Dopo due anni di chiusura, causa pandemia, il Papa ritorna a fare la Via Crucis al Colosseo e chiama a portare la croce diverse tipologie di famiglie e di gruppi sociali, fin qui nessuno ha avuto da ridire.

Papa Francesco

L’”anomalia”, se così si può definire, è nel far portare la croce a due donne, una russa e l’altra ucraina, amiche da sempre e infermiere nello stesso ospedale. Viene da chiedersi: che cosa c’è di strano in questo? A mio avviso nulla.

La cosa strana, invece, è il commento di alcuni “saccenti”, che hanno definito l’accaduto come un “affronto” ai cittadini dell’Ucraina, che combattono per difendere la loro libertà.

le due infermiere russa e ucraina alla Via Crucis

Io invece ho letto questo gesto del Santo Padre come un esempio per dimostrare al mondo intero che, se si è realmente in Cristo, con Cristo e per Cristo, non c’è odio fra i popoli o fra le genti di diversa nazionalità o fede.

Se ognuno dei cristiani si abbandonasse pienamente a Gesù per le proprie decisioni, cioè se meditasse prima di agire, come Papa Francesco fa, forse non avrebbe da dubitare sulle decisioni da Lui prese perché, con i Suoi esempi pratici, ci richiama all’Amore che Dio ha avuto e che ancora ha per noi, nonostante, con i nostri ragionamenti umani, stiamo dimenticando il Divino che è in tutti e in ciascuno.

Papa Francesco

Anziché riprendere Papa Francesco per questa scelta d’Amore, perché non richiamiamo alla fratellanza i Patriarchi russi, che nelle loro cerimonie religiose incitano all’odio e alla guerra? Non dimentichiamo che Gesù ha detto: ama il tuo nemico e prega per lui. Ognuno di noi “cristiani”, dovrebbe, non dico amare ma, quanto meno pregare per i propri nemici (e ciò che ci sta proponendo Papa Francesco).

Ricordarsi che Dio ci ha dato un bene, di gran lunga più importante dei beni materiali, che è la vita e con la vita ci ha donato la sapienza, l’intelligenza e la conoscenza, beni questi che ci hanno permesso di essere ciò che siamo, senza dei quali vivremmo ancora nelle caverne.

Invito tutti, pertanto, a ringraziare Dio in qualsiasi condizione ci troviamo, sia essa gioiosa o di dolore estremo, e a non confidare troppo nelle decisioni umane, perché è solo e soltanto Lui, Dio, che può cambiare il nostro pianto in gioia vera. Confidando in Lui possiamo ritrovare il giusto equilibrio tra l’umano e il Divino che è in noi, Lui ci ha creati, saprà bene come “guidarci”.

Confidiamo nel Signore, Egli ci ha indicato la vera via per la risurrezione e proviamo ad essere un po’ meno polemici, o “sacerdoti del tempio” (i quali hanno preteso di sapere ciò che fosse giusto ma, in realtà, hanno pensato solo ai loro interessi terreni).

Ricordiamoci più spesso che: è vero che siamo diversi dalle altre specie animali, per la nostra capacità di elaborare il pensiero, ma anche che: sappiamo essere più feroci e crudeli, perciò, non arrovelliamoci nei nostri pensieri, piuttosto riaccendiamo la fiamma dell’Amore Divino che in noi e viviamo da cristiani, cioè espressione vera di Cristo.

le due infermiere russa e ucraina alla Via Crucis

Ognuno può farlo, ve lo dico per esperienza vissuta, lasciar vivere Cristo in noi è gratificante più di ogni esperienza terrena, perché ci consente di vivere in modo naturale ogni esperienza della nostra vita, senza strafare. Alzarsi la mattina e dire al Signore: ecco, oh Dio, mi hai donato questo giorno, fa che io possa viverlo gratificandoti, in ogni mio gesto, secondo la tua volontà.

Non è un pensiero da prete o da consacrato, ma di ogni cristiano.

Questo è quanto io rivivo ad ogni Via Crucis, è un insegnamento che mi svela, di volta in volta un aspetto della passione di Cristo e mi proietta verso una Luce che rischiara il mio spirito oscurato dai tanti peccati commessi.

Auguro all’umanità tutta una Pasqua di risurrezione in Cristo.

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