Lettera a Sant’Andrea di Enza Berardone

Ho immaginato la  tua  solitudine nei  piovosi e  interminabili  inverni del tuo piccolo borgo, non c’erano agi e sprechi da esibire, ma custodivi  già dentro di te preziosi mondi e generosità da donare.

Enza Berardone

Cosa  hanno ammirato, allora,  i tuoi limpidi  occhi, assetati di verità e giustizia, chi riempiva di  gioia il tuo accogliente e immenso cuore. Quali paure  insidiavano  i tuoi giorni  bisognosi di confortevoli  parole  e  gesti coraggiosi.

Ho pensato tanto alla  tua   fanciullezza, pronta, senza alcuna esitazione, a sacrificare  spensieratezza  e leggerezza, per una manciata di ideali, per uno scampolo di verità pura, per un flebile spiraglio di luce, quella che avrebbe  illuminato  le difficili notti e il faticoso cammino.

Sento ancora il suono della tua voce nei vicoli stretti e impervi della manca, la tua risata   contenuta e  sommessa,  vedo le tue rassicuranti mani  stringere  quelle dei soli, degli ultimi, degli abbandonati, una vita, la tua che respira con l’anima, vissuta  a pane, preghiere e vangelo,  chinata sulle piaghe, sul peccato, sulle ferite degli uomini, sui cuori rotti, sulla tua comunità dove povertà  e disperazione danzavano  all’ unisono.

Sant’Andrea Avellino

Hai portato carezze di sollievo, luce, speranza, hai donato la tua giovinezza e i sogni migliori ad un’umanità  smarrita, ingrata, sorda, pronta a tradire, a rinnegare, a barattare  futuro  e  dignità  per pochi spiccioli ed effimere illusioni, ma il tuo passo deciso, fermo si è diretto verso l’agognata Santità, verso l’Amore per Cristo.

Avremmo voluto essere figli migliori, degni di te, capaci di seguire altre rotte, in questo spicchio di folle mondo, in questa  vuota e frivola umanità.

La verità è che siamo  sempre più  soli, fragili, spaventati, confusi, distratti  spettatori di vite arrese al silenzio e alla rassegnazione.

Sant’Andrea  guida i nostri passi verso  sentieri  nuovi, non battuti dall’odio, dall’egoismo e dalla violenza verso mete giuste, sicure, insegnaci ad apprezzare le piccole cose, a curare le ferite della nostra anima, a prenderci  cura del prossimo nel nome di Gesù, ad ascoltare la voce dei più deboli, a custodire la sacralità della vita, ad aiutarla a nascere e a crescere.

Sant’Andrea Avellino

Tu, pastore coraggioso e indomito indicaci la strada  per ritornare a noi, per amare i nostri simili senza attendere premi e riconoscimenti, ad apprezzare la bellezza del cuore. Sii sempre con noi, nella tempesta e nella bonaccia, non dimenticare e accarezza sempre  questo angolo del mondo, culla della tua tenera infanzia, sazio di memoria, storia, ricordi e radici.

Sollevaci da terra, riportaci nel mietuto campo, dove cresceranno ancora  grano e papaveri, insegnaci  a celebrare lo splendore della vita e perdona, se puoi, tutti i nostri inevitabili naufragi.

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