Chiara Lostaglio
Un week end di straordinaria musica. L’incantevole Cava del Sole di Matera il 15 e il 16 luglio si è accesa di suggestioni musicali ad alto battito con i concerti di Mika e dei Planet Funk + Placebo.
Per il suo unico appuntamento nel sud Italia, Mika ha scelto Matera esaltandola con la sua incandescente energia.
L’artista ha portato in scena uno spettacolo colorato, ricco di emozioni.

Dal palco sbocciavano fiori che raggiungevano anche il pubblico secondo l’invito May your head always bloom; dal pianoforte si aprivano scenografie come pop up creando atmosfere caramellose da luna park. Ci siamo ritrovati tutti a cantare e ballare come in un gioco collettivo mentre l’artista, attraverso le sue canzoni, raccontava mondi uscendo direttamente dal suo libro di fiabe. Con il suo giocoso entusiasmo, Mika parla al fanciullino che è in noi, perché lui stesso è un Peter Pan glamour, dagli abiti luccicanti e gli occhi buoni. Lascia il palco per scendere ed abbracciare il suo pubblico e invita una ragazza non vedente, a cantare Stardust con lui.
D’altronde We are golden. Correndo come un clown dentro i nostri sogni adolescenziali, per più di due ore, Mika ha tirato fuori il luccichio dorato che brilla in ognuno di noi.
Scenario totalmente diverso il giorno dopo: è l’ora dei Placebo e dei Planet Funk.
Sono stati questi ultimi a fare da fastoso opening per il concerto della band di Molko e Olsdal.
“Ogni fine è solo l’inizio di qualcosa di nuovo. Tutto è possibile se ci lasciamo andare. Questo nuovo lavoro nasce sempre da una matrice dance, ma possiamo definirlo musicalmente innovativo, un album con forti connotati di indie electronic”
Queste le parole con cui i Planet Funk (Marco Baroni, Alex Neri, Domenico Canu, Alex Ulhmann), hanno presentato il nuovissimo brano The World’s End, a vent’anni dal loro primo celebre successo Non Zero Sumness e un nuovo album di inediti, il primo dopo la scomparsa di Sergio Della Monica storico fondatore della band.
“Sono molto felice di essere qui con voi in un posto meraviglioso, la città preferita di Pasolini”. Ha esordito così Brian Molko infervorando subito gli animi.
Immersi in una scenografia psichedelica, il cantante insieme a Stefan Olsdal e i magnifici musicisti, hanno creato suggestioni sonore uniche ripercorrendo i loro successi e presentando il nuovo album Never Let Me Go del 2022 che ha venduto oltre 14 milioni di dischi in tutto il mondo.
Era il lontano 1996 quando esce l’album di debutto, Placebo, e un altro grande della musica, Michael Stipe, in veste di produttore cinematografico, li invita a recitare nel film glam rock Velvet Goldmine di Todd Haynes (1998) del quale scrivono anche il main theme. Da qui in avanti è un susseguirsi di successi e conquiste: Black Market Music nel 2000, Sleeping with Ghosts nel 2003, Meds nel 2004, Battle for the Sun nel 2009, Loud Like Love nel 2013. Una band potente che ha rivoluzionato il sound del rock grazie alla fusione tra i riff delle chitarre e i suoni sperimentali dell’elettronica, cui il frontman ha dato un’impronta artistica unica con il suo stile da icona magnetica e la sua forza vocale.
Il gruppo ha chiesto ai loro fans di mettere da parte i cellulari per vivere il qui e ora e potersi connettere a loro profondamente.
È ciò che è successo. I Placebo hanno stretto a sé l’intera Cava del Sole infiammandola in un abbraccio rock.
Un abbraccio che si è esteso fino al cielo con Happy birthday in the sky dedicata all’amica Jane Birkin con cui duettò in Smile e venuta a mancare proprio quel giorno.
Where is my mind? È lì in un momento irripetibile, con i piedi in aria e la testa a terra. È il mio sublime spreco di tempo preferito.

