Armando Lostaglio
Il Presidente Luigi del Fante dell’Accademia Internazionale Medicea di Firenze ed il Direttivo hanno contribuito alla riuscita dell’evento in Abruzzo.
Intervistando il Rettore, Michele Coppola, artista eclettico e filantropo, si scoprono volontà espansiva della stessa Accademia che porta la propria esperienza in ambiti regionali peculiari. L’evento intercetta la storia e riporta L’Aquila indietro di qualche secolo, quello che ha luogo a Santo Stefano di Sessanio presso la sala del Palazzo Civico. L’importanza manifestata dai Medici in Abruzzo, in particolare a Santo Stefano è storica ed ha aiutato lo sviluppo del paese. Per parlare dell’evento abbiamo ascoltato Ottaviana Giagnoli Biallo, Presidente della Deputazione d’Abruzzo dell’Accademia Medicea. L’Accademia è un’Istituzione importante che in mezzo secolo di storia ha premiato moltissimi personaggi in diversi campi della cultura.
Uno degli ultimi premi consegnati è stato al professore Ruiz dell’ESA. Una scelta, quella dell’Accademia, di perseguire la cultura che negli anni dimostra di portare moltissime ricadute sui territori.
Come nasce l’evento?
L’evento nasce perché l’Accademia Internazionale Medicea, istituzione fiorentina nata nel 76, ha alcune articolazioni territoriali tra cui quella aquilana. Noi come Accademia quest’anno siamo stati contattati dal Museo dei Medici di Firenze – che sta promuovendo le giornate medicee – per organizzare insieme l’evento. Così, da una fruttuosa cooperazione, è nata questa iniziativa che si spera essere la prima di molte altre.
Perché Santo Stefano di Sessanio?
Santo Stefano di Sessanio è il simbolo dei Medici in Abruzzo, non nascondo che a livello nazionale c’è stata gioia e commozione all’idea di tornare qui a Santo Stefano per la presentazione della raccolta di ritratti. E’, sotto molti aspetti, un ritorno a casa. Dunque, Santo Stefano è stata la scelta più naturale dato che ha sulla porta il prestigioso stemma mediceo.
Cosa può dirci dell’opera che verrà presentata?
La storia della raccolta è meravigliosa, inizialmente ne vennero prodotte molte ma con il passare del tempo le pagine venivano strappate e rivendute, così facendo le copie integre sono diventate sempre meno fino ad arrivare ad essere una, quella che verrà presentata domani.
Quale ruolo crede che questo evento giochi per l’Aquila?
Questo evento riannoda i fili della lunga storia dei Medici all’Aquila e io credo che possa avere un’ottima ricaduta sul territorio. I Medici hanno fatto la ricchezza del borgo di Santo Stefano e l’hanno aiutato nella crescita nel 700. Il racconto che sentiremo è quello di un filo che si ricongiunge, unendo la storia della famiglia dei Medici con quella dello sviluppo del circondario aquilano e della Baronia.
Il rettore Coppola chiude il nostro incontro accennando anche alla bellezza di altri territori come la Campania e la Basilicata, ricche di storia e di arte, ed universalmente aperte, nel verso di Emily Dickinson: Il cervello è più grande del cielo, perché può contenerlo.


