Armando Lostaglio
L’11 e il 12 novembre si è svolta a Napoli la quarta edizione del Nostalgia Film Festival, il primo in Italia e interamente dedicato al cinema iraniano. Nato a Milano nel 2019, quest’anno si è svolta in edizione itinerante: oltre alla tappa partenopea, è proseguito il 15-16 e 17 novembre al teatro Ateneo de La Sapienza di Roma per concludersi nei primi di giorni di dicembre a Milano.
Questa quarta edizione è stata un caleidoscopio di facce, storie, suoni e colori dalle mille sfumature, il racconto variegato di un paese controverso qual è l’Iran che affonda le sue radici nella più ricca e antica storia che si possa ricordare.
Tre le sezioni in concorso: cortometraggio, documentario e lungometraggio con opere che hanno messo in luce i principali aspetti di un popolo in bilico tra ironia e tragedia: il dramma dei rifugiati e dei loro viaggi clandestini narrati in Game Over, la complicata vita della squadra femminile iraniana di futsal nel documentario Malek’s girls e l’ironico racconto delle surreali lezioni universitarie ai tempi del Covid nel divertente cortometraggio Entropy di Bamdad Aghajani e Arian Navabi. Un’opera geniale realizzata da studenti che hanno vissuto in prima persona le grottesche situazioni narrate. Goli’s greatest adventure di Elika Mehranpoor, menzione speciale nella Sezione cortometraggi, è invece il tenero e nostalgico racconto di una bambina alla scoperta dei ricordi d’infanzia del padre, che ha inumidito gli occhi del pubblico iraniano presente in sala.
Il vincitore, nella stessa sezione, è stato The ride della regista iraniana trapiantata a Londra, Tara Agadashloo nel quale convergono i temi dell’incomunicabilità di coppia, il razzismo e la prevaricazione
del singolo che richiama quella di un popolo su un altro sintetizzata nella frase finale della protagonista “Tu mi colonizzi!”. A tal proposito merita una citazione Don’t breathe di Milad Nasim Sobhan che racconta in maniera metaforica la persecuzione: ambientato in un luogo indefinito sottolinea come questa non sia vizio di qualcuno ma abitudine di tanti. Un cortometraggio ricco di poesia e tensione,
recitato benissimo, che avrebbe meritato di più. Kak Iraj del regista Jamshid Farajvand è il miglior documentario: la storia di un personaggio reale quanto iconico che vive in Kurdistan, immerso nella natura, riciclando televisori e gomme d’automobili che utilizza in maniera originale e inaspettata. Un’opera di sole immagini, bellissima la fotografia, finalista al BCEFF festival 2022. A chiudere il podio dei vincitori, nella sezione lungometraggi, è Nargesi di Payam Eskandari: un uomo con la sindrome di Down cerca di vivere a pieno la sua vita in una società che lo vuole confinato nella sua camera e relegato nel ruolo di “mongoloide” a dispetto del suo animo libero e gioioso. Una storia amara e meravigliosa che ha conquistato il pubblico anche grazie all’interpretazione del bravissimo Hossein Eskandari.
Il Nostalgia Film Festival con le sue opere ha aperto una finestra su un universo di persone e fatti, reali e di finzione, raccontati con onestà e autenticità. Il direttore artistico Amir Kaveh è fortemente grato al Direttore del Dipartimento Studi Orientali dell’Università La Sapienza di Roma prof. Franco D’Agostino per l’impegno e il sostegno al Festival indipendente iraniano. Hanno portato il proprio contributo il CineClub De Sica di Rionero ed il Cinit Cineforum Italiano con sede a Venezia.
Per gli appassionati e i cultori il cinema iraniano torna nella città partenopea l’8-9-10 ed il 15-16-17 dicembre, sempre nello spazio di Area 35, con mostre fotografiche sempre dedicate all’Iran, in occasione della seconda edizione della rassegna NeapolisPersia

