A Castelsaraceno due attività culturali Presentazione Silloge l’Unicità della Lucania e … Mostra Quadri ispirati alle Poesie dei Cascini

Come previsto dal calendario dell’attività del comune di Castelsaraceno, Domenica 11 Maggio presso il Museo della Pastorizia si sono svolte, molto apprezzate, due attivita’ culturali: la presentazione della silloge L’unicità della Lucania: un approccio fotografico e poetico di P. e V. Cascini e il vernissage della mostra di G. Bergamin, dedicata ad alcune poesie degli autori.

Ha introdotto e coordinato i lavori il filosofo Vincenzo Capodiferro che ha esordito dichiarando che l’arte è fatta di mani, piedi,… non è qualcosa di disincantato o disincarnato. Il percorso della Lucanità è stato scandito anche nell’impaginazione del testo, in quattro momenti di Lucanità: in formazione, intimista, levigata dall’universalità e radicale. Ha ricordato che il Testo è stato edito con la compartecipazione del consiglio regionale di Basilicata e che le foto appartengono all’editore Monetti, che, ormai, è lucano di adozione.

Luce e suono sono i due pilastri del Reale e così la fotografia si intreccia con il linguaggio. I cugini Cascini ci riportano sempre in un tuffo della loro infanzia, nella Basilicata degli anni Cinquanta. Nella loro poesia parla il fanciullino di Pascoli e L’ES di Freud. La loro poesia parla di terra come radice e fondazione, ma parla anche di mondo come contesto e luogo dell’esistenza umana. Hanno portato il saluto i sindaci di Castelsaraceno Rocco Rosano e Mirko Zorzo, sindaco di Albizzate (Varese) che hanno convenuto che i legami con la propria terra sono una risorsa e che le attività culturali possono determinare turismo di ritorno, ma anche amore per la propria terra d’origine.

 

I saluti sono stati portati anche dalla presidente della associazione Planula I. Iannella e da F. De Lorenzo Feliciana Presidente della Pro Loco. Don Vincenzo Iacovino ha fatto sue le parole del presidente Cicala nella prefazione al testo parola e immagini, luoghi e ricordi, appartenenza e identità. La professoressa Armenti ha ricordato i rapporti personali con Prospero e Valerio ed ha espresso lusinghieri apprezzamenti per il pittore Bergamin, pittore veneto trapiantato a Torino. Gli interventi dell’editore Monetti e del pittore Gianni Bergamin, hanno evidenziato il loro attaccamento alla terra lucana e il rispetto per il SILENZIO che si respira in questa terra e che tanto ispira e la fotografia e la pittura .

I poeti Prospero e Valerio, nella loro conclusioni, hanno ringraziato i presenti in sala e tutti gli intervenuti…..Hanno dichiarato -in conclusione- che il loro legame si alimenta di poesia, ma anche di rapporti umani veri e del piacere di poter parlare dappertutto della LUCANITA’. Le poesie in vernacolo sono state declamate da Valerio, quelle in lingua da Prospero. Le poesie Lucano ..senza lucania e Nd fa jiurno è già Craj sono state declamate da Antonella Panzardi e da Giuseppina Vitale, gli accompagnamenti musicali a cura di Rocco Cirigliano e Alberto Carlucci.

Il prof. Angelo Iacovino, valente pittore locale, ci ha dichiarato che” visitando la mostra di Bergamin, ho avuto la sensazione che il suo lavoro rappresenti il filo rosso di una Storia, che è anche la mia personale.. e che la mostra corredata anche da una poesia di SCOTELLARO e da tante poesie dei Cascini esprime appieno la visione antropologica dell’amore per le proprie Radici. Questo pittore lascia il segno perché è il cantore di qualcosa che sta scomparendo, è un pittore naif… D’altronde Marcel Proust quando scrisse di Gerard de Nerval disse: questa storia che voi chiamate pittura naive, è il sogno di un sogno, ricordatevelo…”

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