Armando Lostaglio
Vermiglio diretto da Maura Delpero prosegue nel solco della rassegna di cinema contemporaneo al Centro Nitti di Melfi, per iniziativa della Università Popolare Nitti e del CineClub De Sica – Cinit. Patrocinio Comune di Melfi. Giovedì 9 aprile ore 18:30 Centro F. S. Nitti “Vermiglio” è un film che valorizza al meglio il cinema italiano in una cornice europea.
È un film sull’incanto, dai toni cari al cinema di Ermanno Olmi (L’albero degli zoccoli), netto nel suo realismo. È questo l’aspetto affascinante del secondo film della trentina Maura Delpero, con cui ha vinto il Leone d’argento – Gran premio della Giuria alla Mostra del cinema di Venezia del 2024. Siamo alla fine della seconda guerra mondiale a Vermiglio, villaggio di montagna in Trentino-Alto Adige, storicamente ritenuto zona di frontiera. La guerra è sullo sfondo, in lontananza, se ne avverte il tuono e le conseguenze come in un racconto di Buzzati. In questo villaggio è nato il padre della regista e attraverso l’omaggio alla figura paterna e al luogo di nascita, emerge chiaro il ritratto di una comunità, delle sue gioie sempre spontanee, e delle sue grandi fatiche, amarezze, speranze deluse. E anche, con la stessa amorevole onestà, delle sue ipocrisie, omertà, ottusità. È un film sul confine e sul crinale, fra realismo e sogno, sui contrasti, nel bianco invernale, tra pace e guerra, quiete e tempesta, angoscia e serenità, inconscio e presa di coscienza. Al centro c’è una famiglia dominata da Cesare, maestro di scuola, figura fondamentale della comunità, padre di famiglia. Un film da festival, con ridotte pretese di essere un film di massa, sottotitolato nella sonorità del dialetto trentino. “È dunque un film dell’incanto – sostiene Michele Masciale presidente della Università popolare – La regista riesce a essere realista sulla condizione della donna, sulla famiglia, e non toglie nulla alla delicatezza e, ecco il miracolo che compie la regista, riesce a non Infrangere il fragile cristallo dell’incanto.”
