Tribunale di Lagonegro, Enzo Stella Brienza (Basilicata Casa Comune): “Basta tagli che impoveriscono la Basilicata. La giustizia non è un costo, ma un presidio di legalità e sviluppo”

“Dopo Melfi, ora Lagonegro. La proposta dell’Associazione Nazionale Magistrati di sopprimere 87 sedi di tribunale con meno di 10 pubblici ministeri e meno di 30 giudici, tra cui quella di Lagonegro, rappresenta un colpo durissimo per la Basilicata e per l’intero sistema dei servizi nei territori interni”.

Tribunale di Lagonegro

Lo dichiara il consigliere comunale e provinciale Enzo Stella Brienza, esponente di Basilicata Casa Comune.

“Ancora una volta si afferma una visione meramente ragionieristica della giustizia, che riduce tutto a numeri e parametri di efficienza, dimenticando che i tribunali sono prima di tutto presìdi di legalità e punti di riferimento per le comunità. In una regione già fortemente segnata dalla perdita di servizi essenziali, questa scelta rischia di aggravare ulteriormente una situazione già critica”.

“Fa ancora più male – prosegue Stella Brienza – perché arriva mentre si auspicava la riapertura del Tribunale di Melfi. Invece ci troviamo di fronte a una vera e propria doccia fredda, con conseguenze potenzialmente devastanti: con la chiusura di Lagonegro resterebbero solo le sedi di Potenza e Matera, con il rischio concreto di mettere in discussione l’intero assetto del distretto di Corte d’Appello di Potenza e degli uffici collegati, dalla Procura Generale all’UNEP, fino a possibili ripercussioni sulla Direzione Distrettuale Antimafia”.

“Non si tratta solo di giustizia – sottolinea il consigliere di Basilicata Casa Comune – ma anche di economia e coesione sociale. Un tribunale genera indotto, sostiene professionisti, attività commerciali e servizi. La sua chiusura significherebbe ulteriore impoverimento per territori già fragili, contribuendo ad alimentare lo spopolamento e ad allontanare ancora di più i cittadini dallo Stato. Non si possono fare scelte con la mannaia che si scontrano con il principio della giustizia di prossimità. Rendere più difficile l’accesso alla giustizia significa indebolire il rapporto tra cittadini e istituzioni e compromettere la fiducia nel sistema”.

“Per queste ragioni – conclude Stella Brienza – è necessario che la politica, le istituzioni e tutte le professionalità coinvolte facciano sentire con forza la propria voce. Non si può restare in silenzio davanti a decisioni che rischiano di avere effetti così gravi per il futuro della Basilicata. Serve una mobilitazione seria, unitaria e immediata per difendere il Tribunale di Lagonegro e, con esso, il diritto dei cittadini ad avere una giustizia vicina ed efficiente”.

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