Comunicato Stampa
Si è svolta con grande successo nella frazione rionerese di Monticchio Sgarroni, nella mattinata di Sabato scorso 18 Luglio presso i boschi della Riserva Naturale Orientata “Grotticelle”, la quarta edizione dell’interessante evento “Oh che bel Castello !” promosso ed organizzato, come ogni anno, dal dinamico Comitato Festa Patronale “Beata Vergine Maria Immacolata Concezione” di Monticchio Sgarroni e patrocinato dal Comune di Rionero e dalla Regione Basilicata.
L’evento, anche quest’anno riservato a ragazzini e ragazzine della fascia d’età tra i 6 ed i 14 anni, ha racchiuso al suo interno quel giusto mix tra gioco, leggenda e conoscenza della storia locale riscuotendo, ancora una volta, un buon successo come dimostrato anche dalla buona partecipazione di presenti.

La manifestazione si è aperta con l’avvincente “caccia al tesoro del Folletto Frugolino” svoltasi tra i suggestivi sentieri dei boschi della Riserva Naturale Orientata “Grotticelle” di Monticchio Sgarroni che ha visto cimentarsi i giovanissimi partecipanti suddivisi in due squadre e con la “caccia al tesoro” che si è poi conclusa ai piedi dell’antico Castello di Monticchio, noto anche come Castrum Monticuli e risalente al X° secolo, dove il giornalista e ricercatore storico Francesco Preziuso ha raccontato ai giovanissimi partecipanti all’evento tutta la storia dettagliata del Castello di Monticchio mentre, in seguito, il componente del direttivo del comitato organizzatore Angelo Sabato ha narrato invece la leggenda locale del guerriero normanno di origine danese Fjarilsvan noto come Folletto Frugolino.
Una storia importante, ma al tempo stesso poco conosciuta, quella del Castrum Monticuli la cui edificazione risale all’epoca pre-normanna ed esattamente al X° secolo e con lo stesso castello che risulta essere ancora più antico anche degli altri castelli della zona di Melfi (XI° secolo), Lagopesole (XII° secolo) e Venosa (XV° secolo).
La realizzazione del Castrum Monticuli avvenne attraverso tre differenti fasi di costruzione tra il X° ed il XIII° secolo e proprio ai piedi del castello, a partire dal XI° e fino al XV° secolo, sorgeva il primo nucleo abitativo di Monticchio che prese il nome di “Casale con le mura merlate” proprio per la presenza, alla sua sommità, del castello e con lo stesso villaggio che subì, nel corso dei secoli, vari smottamenti e terremoti su tutti quello devastante del 5 Dicembre 1456 che costrinse gli abitanti ad abbandonare definitivamente il villaggio.
Vari sono anche gli avvenimenti storici che hanno interessato il Castrum Monticuli infatti il primo risale al 1072 e vede come protagonista Abelardo, figlio primogenito del conte normanno Umfredo d’Altavilla, il quale dopo aver sconfitto presso la cittadina pugliese di Troia le truppe di Roberto il Giuscardo si spinse verso l’Ofanto cercando di occupare la Valle di Vitalba, il Vulture ed il Castrum Monticuli ma, in seguito, lo stesso Roberto il Giuscardo attuò una efficace controffensiva riconquistando così il Castrum Monticuli.
Nel 1279 Enrico VII°, figlio primogenito del grande imperatore Federico II° di Svevia, incontrò all’interno del Castrum Monticuli alcuni uomini della sua terra che, una volta estratta la spada, lo ferirono in modo abbastanza grave alla coscia giustificando il gesto come conseguenza ad una vicenda inerente ai diritti e ai servigi che erano soliti destinare a lui come gabelle della Corona e che lui se li teneva indebitamente.
La vicenda non finì qui visto che, gli stessi, attesero il Giovedì Santo del 1279 e dopo aver suonato le campane ad armi inseguirono Enrico VII° a colpi di pietra tanto che, la gravità della vicenda, portò addirittura Carlo I° ad aprire un’approfondita inchiesta del cui esito, però, non se ne seppe mai nulla.
Ad oggi, di quello che era un tempo l’antico Castrum Monticuli, rimane un’alta torre a base pseudo-quadrata con tre ambienti abitativi sotto i quali sono presenti una serie di archi a sostegno di una cisterna mentre al di sopra della struttura muraria emergente si conserva un arco acuto ghierato risalente al XII° secolo tamponato e poi rafforzato da una muratura di sostegno esterna risalente all’epoca angioina.
La prova certa dell’antichità del Castrum Monticuli è dimostrata anche da una ricerca storica approfondita condotta nel 1898 dal grande meridionalista, politico e storico rionerese Giustino Fortunato jr. (1848-1932) e dalla quale emerse che nel X° secolo, e per la precisione nell’anno 957, la struttura del Castrum Monticuli venne data in donazione dal Principe di Conza Tandolfo ai benedettini stanziati nella Badia di Monticchio e che, per tutto il periodo Medioevale, fu sempre oggetto di conquista dei vari feudatari della zona.
La mission principale di questo interessante evento, che si ripete ormai a cadenza annuale dal 2023 grazie all’impegno del Comitato Festa Patronale “Beata Vergine Maria Immacolata Concezione” di Monticchio Sgarroni, è proprio quella di far conoscere, in modo particolare alle giovani generazioni, la storia locale che spesso viene purtroppo poco divulgata.