Ferrovia Ferrandina-Matera: la strampalata crociata

Mentre i lavori della Ferrandina-Matera superano l’80%, spuntano manifesti anonimi contro l’opera.

I nemici di Matera e il manifesto contro la ferrovia nazionale

Il 31 agosto, il dott. Pasquale Di Lorenzo, Direttore del Consorzio per lo Sviluppo Industriale della Provincia di Matera, ha pubblicato sulla sua pagina Facebook personale la foto di un manifesto pubblicitario 6×3 -affisso in via Dante- privo dell’indicazione dei promotori, recante il seguente testo:

Stop alla Ferrovia Ferrandina Scalo – Matera La Martella – SÌ a un sistema intelligente di 8 bus navetta – 450 milioni di euro risparmiati; 📈 Più efficienza, più collegamenti, più futuro; – INFO & GAZEBO: Sabato 12 settembre ore 9-18.

L’immagine è stata accompagnata dal commento dello stesso Di Lorenzo: «Oggi a Matera è apparso questo 6×3… che dire, non l’ho messo io giuro… e poi i milioni spesi in totale sono molti, ma molti di più…».

Com’era prevedibile, il post ha scatenato una scia di commenti fortemente critici contro l’improvvida iniziativa.

Incolpevole reticenza o contrarietà all’opera?

Sfugge quale sia il percorso istituzionale in base al quale il Dott. Di Lorenzo sia giunto al ruolo di Direttore del Consorzio industriale. Sconcerta, tuttavia, l’incipit della sua esternazione: una classica excusatio non petita, formulata senza spendere una sola parola a difesa del completamento del collegamento ferroviario alla rete nazionale.

Un atteggiamento incoerente per chi guida l’ente dello sviluppo industriale della provincia, ben edotto dei recenti accordi tra le Regioni Basilicata e Puglia, RFI e lo stesso Consorzio per la riqualificazione e il potenziamento dei raccordi ferroviari dell’area industriale (come la tratta Jesce-Altamura). Anziché tutelare le infrastrutture del territorio, Di Lorenzo si è limitato a sottolineare che «i milioni spesi sono molti di più», lasciando trasparire una latente contrarietà all’opera, liquidata con superficialità come un inutile spreco.

Visioni politiche e contraddizioni territoriali

Di Lorenzo, promotore del movimento Matera Si Muove, sostenitore delle tesi sulla Macroregione del Sud (promossa da Adriana Poli Bortone e Gaetano Quagliariello), condivide un ridisegno che non prevede l’abolizione secca delle Regioni -proposta a suo tempo avanzata da Fratelli d’Italia, quando era al 4%, per eliminare inutili centri di spesa- bensì l’accorpamento della Basilicata all’interno di un’entità più vasta.

Una prospettiva che penalizzerebbe la Lucania a favore di territori più popolosi, privandola della gestione diretta delle proprie risorse idriche, energetiche e ambientali e relegando all’angolo perfino le sue rivendicazioni infrastrutturali storiche.

Il ruolo della ferrovia: merci, turismo e sviluppo

L’esigenza di connettere Matera alla rete ferroviaria statale non è un capriccio recente, ma una battaglia di giustizia territoriale avviata il 17 marzo 1879 dall’On. Salvatore Correale, stiglianese, parlamentare lucano per lungo tempo dopo l’unità d’Italia, che pose per primo la questione nel Regno d’Italia.

Chi osteggia la ferrovia dimentica un dato basilare: un’infrastruttura su rotaia non serve soltanto al trasporto passeggeri e turistico, ma è indispensabile per la logistica delle merci. Né le navette su gomma né i collegamenti a scartamento ridotto delle Ferrovie Appulo Lucane (FAL) possono garantire l’infrastrutturazione necessaria alle merci della Val Basento e del Metapontino per raggiungere i grandi corridoi europei fino al Brennero.

Proprio questa visione strategica ha guidato l’impegno trasversale dei parlamentari lucani (prima firmataria Maria Antezza, Cosimo Latronico, Roberto Speranza, Vincenzo Folino, Salvatore Margiotta e Ludovico Vico), cui si è aggiunto il Consigliere Regionale Luca Braia, i quali, durante la legislatura del Governo Renzi, sollecitati dall’Associazione Matera Ferrovia Nazionale, hanno ottenuto il rifinanziamento dell’opera.

La storia insegna che le grandi direttrici dello sviluppo economico passano da sempre per le strade ferrate. In Europa si va esattamente in questa direzione: basti pensare alla Svizzera, che con l’infrastruttura AlpTransit (San Gottardo) ha spostato su rotaia oltre il 70% del traffico merci transalpino per abbattere l’inquinamento e velocizzare i trasporti.

La risposta ai “nemici di Matera”

L’opera è ormai realizzata per oltre l’80% e i lavori procedono speditamente, grazie all’impegno dell’Assessore Regionale Avv. Pasquale Pepe, Presidente Prof.Nicola Pavese e del Presidente onorario Avv.Francesco Di Caro e del Consiglio Direttivo dell’Associazione Matera Ferrovia Nazionale; il traguardo dell’inaugurazione è vicino.

Le critiche sulla localizzazione della stazione a La Martella, distante 5 km dal centro cittadino, ignorano le stringenti motivazioni tecniche legate alle pendenze ferroviarie e la validità dell’indirizzo urbanistico che evita di saturare di traffico il nucleo urbano.

I tentativi di bloccare un’opera a un passo dal traguardo non rispondono agli interessi dei cittadini materani né di quelli lucani, oltre ad essere contro ogni forma di buon senso, che mai deve mancare. Dopo decenni di isolamento, Matera e l’entroterra materano avranno finalmente il loro collegamento alla rete ferroviaria nazionale: un diritto fondamentale per il quale anche 450 milioni di euro rappresentano un investimento insufficiente e doveroso per risarcire il territorio dai ritardi del passato.

Matera, 7 settembre 2026

Avv. Leonardo Pinto

Consigliere dell’Associazione Matera Ferrovia Nazionale

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