Mentalità abnorme: valutare tutto con il metro dell’avere

 

Don Camillo Perrone
Don Camillo Perrone

È opinione corrente che siamo il “paese degli scandali”: che scoppiano, fanno grande rumore, provocano sacri furori e poi tranquillamente vengono dimenticati .

Il dilagare della delinquenza non è che il frutto ed il risultato d’una profonda corruzione morale, che ha minato le fondamenta stesse del vivere civile proprio per la sua idolatria del benessere e, in particolare, del denaro. È chiaro, infatti, che se il denaro è il valore supremo della vita e se col denaro tutto si ottiene, quello che soprattutto conta è procurarsi con facilità e rapidità la maggior somma di denaro possibile, anche a costo di sequestrare persone e di uccidere chi oppone resistenza.

Afferma Raffaele Cantone – Presidente dell’Anticorruzione: “siamo in un momento in cui tutta una serie di escrescenze tumorali stanno uscendo. Si impone un cambio di cultura della responsabilità da parte di chi sceglie e di chi si occupa di certi ruoli e compiti”. La radice del male è l’avidità; l’avidità del ricco e l’avidità del povero, l’avidità dell’oppresso e l’avidità dell’oppressore. Aver di più non perché ve ne sia bisogno, ma unicamente per aver di più, ecco il desiderio, la febbre, il tormento della nostra vita contemporanea. È una sfrenata libidine di piacere e di ricchezza che ha preso tutti , ricchi e poveri, padroni e operai, perché tutti hanno smarrito il senso della vera vita, tutti hanno spento di sopra al capo ogni luce celeste, hanno soffocato nel cuore la voce di Dio, e si sono attaccati, disperatamente attaccati a questo grumo di terra cercandovi come animali la propria soddisfazione. Il Vangelo non considera né la ricchezza né la miseria. Il Vangelo considera le anime. Sono esse che devono vincere nel proprio interno ogni ingiustizia e gettar così le basi solide del regno della giustizia sociale.

AviditàNella prospettiva di un rilancio della promozione dell’uomo e delle ragioni del bene comune, risalta la necessità di una nuova coscienza morale nell’impegno sociale e politico.

È proprio la mentalità materialistica della vita che ci ha trascinati nella situazione in cui ci troviamo.

Quando l’orientamento dominante della nostra esistenza consiste nell’accumulo dei beni, questi vengono divinizzati e il culto che richiedono è uno dei più cruenti: vittime della bramosia di ricchezza sono i più poveri e i più deboli della società, sacrificati dalla avidità dell’uomo al dio denaro.

Il nostro modo di vivere è caratterizzato da un’orgia consumistica che porta a una crescita illimitata di bisogni da soddisfare, di beni da consumare e accumulare, di traguardi da raggiungere a ogni costo e a qualunque prezzo.

Occorre quindi una radicale inversione di mentalità , di comportamento. Questa rivoluzione deve partire dal basso, da ogni singolo uomo, in ognuna delle scelte individuali e costanti che la vita di ogni giorno ci chiama a operare. Sarà necessario: cambiare il comportamento nei confronti di noi stessi, riscoprendo il vero valore della vita e il senso del nostro essere qui ed ora; riscoprire quell’etica individuale che possa riportare coscienza, moralità anche nelle piccole scelte di ogni giorno; comprendere che non possiamo riempire il vuoto dello spirito perseguendo l’accumulo di beni esteriori e superflui.

Occorre una riforma organica, una rinascita morale. Bisogna impegnarsi in una lotta di liberazione dal marciume.

aviditaMancano all’uomo moderno ragioni ferme e immutabili di vita, valori eterni e non contrattabili che condizionino i valori terreni e contingenti, certezze fondamentali che diano coerenza e intelligibilità alla favola della umana esistenza. Per questo siamo caduti nell’incoerenza, nel frammentarismo della vita, nel compromesso e nella irresponsabilità morale, nel girellismo politico e nella dilagante disonestà pubblica e privata. Ricostruirsi per ricostruire: ecco la soluzione al problema.

 

One thought on “Mentalità abnorme: valutare tutto con il metro dell’avere

  1. “Ricostruirsi per ricostruire”. Sembra una formula magica che permetterebbe (se attuata e secondo l’autore dell’articolo) di risolvere tutti i mali della nostra esistenza.
    Ma non è così. Questa formula è inattuabile, fantasiosa e solo mera chimera per i creduloni.
    L’essere umano non si ricostruirà mai, per il semplice fatto che non ha alcuna convenienza a farlo. Anche la stessa chiesa cattolica ha dimostrato, nel corso dei suoi duemila anni,di non esserci riuscita; basti pensare ai vari Papi che ne hanno fatte di cotte e di crude, agli stessi sacerdoti che con la violenza ai minori hanno convissuto e continuano a vivere avvantaggiati dalla comprensibile omertà degli offesi e delle loro famiglie. Eppure, Papi e sacerdoti, avrebbero dovuto essere i primi a ricostruirsi per ricostruire. I risultati, però, sono molto deludenti.
    Perciò, stiamo con i piedi ben piantati a terra; cerchiamo di vivere il più possibile meglio e nel rispetto degli altri, delle loro idee e delle loro cose. Tutto il resto è fantasia che lascia il tempo che trova e non aiuta a vivere la nostra difficile e affascinante esistenza.
    Cordialmente.
    ermete nustrini

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