Voto, ergo sum!

referendumChi vuol leggere nella vittoria del NO l’esito del referendum dimostra di non saper o voler vedere la realtà: qui ha vinto una volta di più e di troppo l’astensionismo.

Non solo chi come me ha votato SI, ma tutti abbiamo perso e senza onore, perché i referendum si vincono e si perdono nell’urna.

Chi pensa che appoggiare un esito equivalga ad esprimere un pensiero a conti fatti non fa che pesare sull’astensionismo. Libero di esprimersi così in quanto cittadino, ma non sta esercitando il proprio voto.

Mi spiego meglio:  in un momento storico per il nostro Paese in cui ci impongono governi e si mette  mano alla Costituzione in maniera così pericolosa, il popolo italiano avrebbe dovuto riaffermare con forza il proprio diritto all’autodeterminazione, indipendentemente dall’esito. Tanto più che chi ci rappresenta, senza mandato per altro, e chi è stato garante (?!) delle nostre istituzioni per più di una legislatura ci hanno invitato a non votare! Loro, che dovrebbero rappresentare gli organi principe della nostra democrazia, ci hanno detto di non esercitare un nostro sacrosanto diritto, perché la decisione presa era corretta.Altra cosa sarebbe stata se ci avessero invitato a votare NO e quindi a servirci di uno strumento sancito e protetto dalla Costituzione per appoggiare una loro scelta. Così non si è avallata una legge, ma un pericoloso modus operandi di chi ci governa e non stupisce che venga anche da Napolitano, visto che l’artefice di questi tre governi illegittimi è lui, perché l’Europa poco o nulla avrebbe inciso se il nostro Presidente anzi presidente, con la minuscola, avesse fatto quello per cui era stato eletto, ovvero il garante della Costituzione, quindi l’unico re Giorgio che riconosco è Armani.

Aida Mele
Aida Mele

Scegliere NO con i numeri di un referendum riuscito non è assolutamente equivalente a boicottarne il quesito tramite astensionismo. Nel primo caso il risultato è ottenuto dall’esercizio di una volontà mentre nel secondo dal mancato esercizio della stessa. E che non si parli di “questioni di lana caprina”, perché qui si è di fatto data ragione a chi non ci vuole al voto, a chi vuole decidere a prescindere da noi cittadini. Io accetto una sconfitta, ma non accetto una mancata battaglia.

Chi mi ha risposto con il solito ”tanto non cambia niente” o “tanto decidono loro” mi ha reso più odioso il risultato: perché non cambierà MAI niente finché non vorremo che succeda, perché decideranno SEMPRE loro finché non lo faremo noi. Lagnarsi senza impegnarsi è inutile oltre che sciocco.

La democrazia è veder passare una legge che non si vuole, ma che la maggioranza ha confermato, è vedersi rappresentati da chi non si è scelto, ma che è stato eletto, perché la forza della democrazia è sapere che tutto può cambiare, se la maggioranza cambia, e che c’è sempre un’altra possibilità, perché la democrazia vive di scelte e le scelte si possono fare perché esiste il diritto al voto. Se noi vi rinunciamo, con esso rinunciamo alla democrazia, quella stessa che ci è stata consegnata con dolore e lotte. La democrazia è il bene più grande che ciascuno di noi ha avuto dai propri padri e dai propri nonni. Disprezzarla è disprezzare chi ce l’ha data.

 

  1. Mi permetto di dissentire, chi non si reca alle urne per un referendum abrogativo, non si è astenuto, ha voluto rafforzare le ragioni del “no”. Qui si continua a confondere il voto ad elezioni politiche o amministrative, dove sì chi non vota si è astenuto e a delegato, con il voto referendario, dove, non casualmente, i Costituenti hanno previsto un quorum validativo. (“Dopo aver analizzato le situazione per rilevarne i vantaggi, il generale deve creare le circostanze che contribuiscano a realizzare i suoi obiettivi, schierando le truppe nel modo più opportuno”. Sun Tzu).
    Se poi la regola deve essere:” chi la pensa come me ha capito, chi non la pensa come me non ha capito” quello è un altro gioco.
    Chi ha votato ha sicuramente capito, chi non ha votato non ha capito il problema? Non saprei, magari metà e metà
    P.S. mi si chiarisca il concetto di Governo illegittimo e di mandato
    “Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i ministri”. (Art. 92 Cost. )
    « Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato » (art 67 Cos.. )

  2. Egregio Signore, non mi presto a nessun gioco, non ho dato giudizi e non mi sono arrogata il diritto assoluto di essere nel giusto, ho semplicemente esercitato il mio diritto ad avere un’opinione e ad esprimerla. In quanto ai rimandi c’è qualcosa che non torna: possiamo anche citare il precedente di Scalfari se vuole, ma almeno lì la scelta fu fatta sulla base di un’elezione avvenuta, mentre non mi risulta che Monti, Letta o Renzi siano mai stati scelti attraverso la volontà popolare, sia pure in minoranza. In quanto allo svolgere funzioni senza vincolo di mandato, esso non ne presuppone un’assoluta assenza. Noi siamo un’anomalia nel panorama delle democrazie, se ha seguito anche solo un po’ la stampa estera all’indomani della nomina di Monti, avrà anche letto dei dibattiti che ci sono stati e dei seri dubbi sollevati. Nessuno può negare che siamo difronte ad una sicura forzatura della lettura della Costituzione.

    1. Ovviamente era Scalfaro e non Scalfari. Ho sempre bisticciato con questi cognomi, un’eterna confusione di vocali.

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