Il riflesso – Biagio Arixi

il riflesso… Lo sguardo del corpo che invecchia è lo sguardo di chi non accetta l’invecchiare dei sentimenti e delle passioni”. E’ quanto scrive Andrea Bufo in prefazione al romanzo di Biagio ArixiIl riflesso”, edito da Libreria Croce (pagg.135, 2015, euro 16,00). “Il riflesso” è un intrigante viaggio nella solitudine di un sessantenne, Sebastian, che a ritroso racconta delle difficoltà di lasciar accettare la propria diversità, dei rischi e delle esperienze talvolta deludenti di una vita apparentemente immorale. Eppure fortemente legata alle sue passioni, carnali quanto poetiche, alla continua ricerca di una approvazione umana prima che artistica. L’autore dice a margine che il suo romanzo “porta a galla rimembranze, ossessioni e rifiuti, pervasi da una piacevole liscivia appartenute alla smodata vita del protagonista, in un carosello di peccati di un uomo che credeva nell’amore come nella famiglia”. Certo, un uomo che da una infanzia non proprio felice in Belgio, approderà, grazie alla sue letture e conoscenze, in Italia, fra Capri e Roma. Luoghi da sempre bramati alla esaltazione della bellezza, che il protagonista insegue con i suoi tormenti, sull’onda lunga di testi ed autori immensi, dal “De profundis” di Oscar Wilde a “Morte a Venezia” di Thomas Mann.

Armando Lostaglio
Armando Lostaglio

Arixi imposta la sua inquietudine quasi come una sceneggiatura, il racconto sa muoversi (non senza cadute in luoghi ed espressioni comuni) alla ricerca di un consenso interiore che faccia della propria esistenza un unicum di bellezza, di vanto, di smania e senso ansioso di affetto e famiglia. Proprio al Thomas Mann di Venezia, riportato splendidamente sul grande schermo da Luchino Visconti, sembra volgere il denso affresco umano di Arixi, dove Tazio si incarna nell’adolescente Thomas suo vicino di casa, i cui riflessi dello specchietto (con cui gioca il ragazzino) alludono reciprocamente ad una ludica giovinezza inseguita paternamente e forse in maniera paritaria. Un racconto che nel suo insieme intriga e si snoda fra la rudezza espressiva (mai volgare) di amori mercenari e la poetica ricerca d’amore come in “A single man” di Tom Ford (2009) e qualche anno prima in “Prima che sia notte” di Julian Schnabel (2000) sulla vita del poeta cubano Reinaldo Arenas, entrambi presentati alla Mostra di Venezia. Il racconto di Biagio Arixi, sardo di origine e cantore in anni di salotti culturali e mondani non solo nella capitale, porge una visione meno scontata e comune dell’esistenza per così dire diversa, con un finale ben disposto (alla Frank Capra) che induce e regala attimi di vitale leggerezza.

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