Diva Perversa di Biagio Arixi (Graus Edizioni 2020, pagg.128)

letture d’estate  di Armando Lostaglio

“Amore è tutto ciò che aumenta, allarga, arricchisce la nostra vita verso tutte le altezze e tutte le profondità” (Franz Kafka).

Armando Lostaglio

Da questo verso del grande scrittore di Praga prende le mosse uno dei libri più “roventi” ed accattivanti usciti in piena estate: DIVA PERVERSA, l’autore è Biagio Arixi, scrittore e poeta di origine sarda, che ha vissuto gli anni più intensi della vita culturale e mondana della Roma capitale mondiale del Cinema e non solo, fino a circa venti anni or sono.

I suoi romanzi sono spesso un condensato di ironia e di eleganza, ma anche uno specchio di quel tempo nel quale ogni tendenza culturale passava da Roma e di riflesso dall’Italia. Arixi incontra e diventa amico ed in un certo senso protagonista di quello che si chiama “jet set internazionale”: immenso il repertorio di immagini con attori ed attrici, pittori ed intellettuali, da Moravia a Barocco, dalla Melato a Nureyev alla Falk a Gil Cagnè, al poeta Dario Bellezza (che lo definisce uno dei più grandi poeti italiani viventi) ed il pittore lucano Gaetano Dimatteo (nel cui atelier d’arte avemmo il piacere di conoscere il poeta sardo).

Alcune opere di Arixi sono state tradotte anche in altre lingue, e ben quattro suoi romanzi sono registrati negli Stati Uniti per adattamenti cinematografici. Ed è proprio una diva del Cinema la Diva perversa di questa sua ultima fatica. Con grazia e seduzione, speranza e caducità, Arixi mette in scena i vizi e le virtù di chi arriva così in alto nella considerazione di registi di livello internazionale, partendo da origini modestissime, in un villaggio dell’Est. La chiama Greta Bertini, in omaggio a due miti della storia del Cinema di tutti i tempi: la ineguagliabile Greta Garbo e Francesca Bertini, prima musa del cinema muto.

Cosa rappresenta davvero una diva? Sarà un ideale o un donna che fa dell’edonismo la sua cifra pubblica. La Greta di Biagio è un ideale vivente di seduzione, non disgiunto da tiri mancini che la vita non manca di assestare. E così l’autore delinea i confini di un ego femminile in continua estensione in un edonistico incanto. Cerca se stessa in una prova continua della propria femminilità e volontà di sentirsi sempre all’altezza del ruolo che talvolta – suo malgrado – deve interpretare.

Biagio Arixi

Il libro dello scrittore sardo è avvincente, vi è persino un richiamo al maestro Hitchkock con l’attacco di stormi sui cavalieri. Biagio Arixi sfida le pulsioni più recondite mediante una scrittura velata di poetica e non è mai volgare: leggerezza e candore che emanano un eros percettibile e voluttuoso. Eros come ossimoro fatale.
Si conclude nel finale un viaggio bellissimo, con i fuochi di un eros elegante. Come sempre Biagio disegna trame di gioia sensuale, con tinte di vaga malinconia. Sarà solo in età matura che la ancora bellissima diva, dopo anni di torpore, vivrà un inatteso risveglio sessuale, figlio di un riscatto vitalistico, che nella percezione del baratro del tempo si risolve in un eros esaltato, in bilico fra la decadenza morale e annientamento per fortuna non realizzato.

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