Una diecimilalire… girato tra Matera e Irsina!

diecimilalireUna Diecimilalire è un film, opera prima, scritto e diretto da Luciano Luminelli e prodotto e distribuito da Ludoarchedo48 Production. Il film ha goduto del patrocinio del Comune di Roma, Comune di Matera, Comune di Irsina, Comune di Potenza e Montescaglioso con il sostegno dell’APT Basilicata, il Patrocinio della Lucana Film Commission in collaborazione con Cinecittà Luce.

Da qualche giorno ha iniziato il suo percorso distributivo in tutta Italia e dove possibile la pellicola viene presentata dal regista e parte del cast composto da Sebastiano Somma, Gianluca Di Gennaro, Ciro Esposito Gerardo Placido, Chiara Conti, Paola Lavini e Jonis Bascir, Fabrizio Buompastore, Giorgia Palmucci e Francesco Colangelo.

A Matera, in questi giorni è in programmazione al Cinema Kennedy, dopo la presentazione dello scorso mercoledì 28 settembre al Cinema Comunale. Una presentazione che meritava davvero una sala gremita anziché la deludente e scarsissima partecipazione ad iniziare dalle istituzioni (Comune di Irsina a parte presente in sala) che non solo non erano presenti ma che non si sono neanche attivate per una comunicazione efficace, come il film avrebbe meritato.

Una Diecimilalire è un film che viene da lontano e che tocca inevitabilmente ogni famiglia lucana.  E’ un film documento sui quindici anni che vanno dal 1960 al 1975 e che hanno visto lo spopolamento delle aree calabro lucane, pugliesi e campane e una migrazione verso il nord della penisola e nelle nazioni oltre confine. Il film nel suo arco temporale arriva ai giorni nostri.download-1

Siamo nel 1960, il protagonista Vincenzo è un giovane intraprendente e volenteroso, all’età di appena undici anni decide di scappare da un piccolo paesino della Basilicata, abbandonando la sua famiglia per rifugiarsi nella capitale da un fratello calzolaio. Sullo sfondo un’Italia nel pieno del boom economico; un passaggio vissuto dal ragazzo come un nuovo inizio e insieme come un vero e proprio riscatto sociale: comincia a lavorare in un bar e consegue una licenza elementare. Tutto sembra scorrere nel verso giusto ma una triste scoperta sconvolge la sua vita. Vincenzo cerca un ulteriore riscatto per sé e per il fratello aprendo un’attività commerciale e consolidando così la sua affermazione sociale nella capitale, ma sempre con il rammarico di non aver vicino la famiglia d’origine e soprattutto il fratello Giovanni.

Torna al suo Paese ormai da uomo adulto, al capezzale del padre morente, portando con sé i ricordi di bambino, da uomo vincente per la sua gente, ma sconfitto nel profondo e vittima del rimpianto per una vita vissuta a metà.

“Con Una Diecimilalire dice Luciano Luminelli  sul palco del comunale, ho cercato di raccontare una storia frutto di tanti ricordi che sin da bambino mi hanno accompagnato. Ho sentito la necessità di parlare di un paese che ormai non c’è più , un’Italia semplice che andrebbe recuperata, fatta di valori e sentimenti autentici. Vincenzo, il protagonista, è l’emblema di quel Paese povero, giovane del sud che trova riscatto nelle grandi città industrializzate del nord’’.

Anna Giammetta e Sebastiano Somma
Anna Giammetta e Sebastiano Somma

Mentre per Sebastiano Somma, che ha ricevuto per questo film il premio come Miglior Attore dalla giuria presieduta da Pupi Avati, è  “Un bel film che parla di sentimenti e che ricorda il primo Tornatore”.

Ed ha proprio ragione Somma. Nel guardare il film abbiamo provato la stessa sensazione. Straordinaria la fotografia, le musiche e la minuziosa ricostruzione storica.

E proprio a Sebastiano Somma, a Gerardo Placido ed al regista Luciano Luminelli, presenti alla prima materana del Film, abbiamo rivolto qualche domanda:

Torna spesso in Basilica per vari ruoli. Cinema, Teatro, ricostruzioni storiche.

Si la Basilicata la apprezzo molto, ci lavoro bene e ci torno sempre molto volentieri. In questo momento, poi,  anche grazie a Matera il territorio  sta beneficiando molto di più di notorietà.

Ad esempio questa estate, dopo che avevo partecipato ad una ricostruzione storica a Miglionico, quando sono tornato a Roma ho parlato molto di questo splendido castello, della gente, delle tradizioni popolari.

Anche il cinema sta facendo molto per farla conoscere. Quando ho girato questo film, nel 2012 il regista ha scelto Irsina e poi i Sassi di Matera sia per i paesaggi e sia perché la Basilicata rappresenta quel Sud da cui si emigrava.

In questo momento tutto possiamo dire tranne che l’Italia non mostri la sua attenzione per questa terra. Forse adesso dovete crederci voi che ci vivete, ancora di più. Perché il futuro di questa terra dipende molto, adesso, da voi che ci abitate ogni giorno.

Ha definito il film “Semplice ma dai grandi valori”. Nell’era dei cine-panettoni premia ancora portare cose così profonde sul grande schermo?

Io ho visto gente commuoversi alla fine della pellicola. Entrare nei sentimenti della gente credo sia sempre una grande vittoria. Trasportare lo spettatore dentro una storia è l’obiettivo di ogni regista. E poi è un film in cui è raccontata una Italia che aveva voglia di crescere. Una Italia appena uscita dalla guerra. Uno spaccato storico, ricco di valori che purtroppo, con il tempo, ci sono sfuggiti di mano. Valori  quali la generosità, i rapporti con la famiglia.

Quindi vedere un film del genere nella sua semplicità profonda risveglia un po’ le coscienze e fa bene. Si, fa bene proprio alla salute.

Luciano Luminelli:

E’ difficile oggi fare cinema?

Oggi fare cinema, indipendente, è difficilissimo ma quando lo si vuol fare non esistono ostacoli insormontabili e si può portare a casa un buon prodotto. Come credo di essere riuscito a fare con Una Diecimilalire.

Ma è più difficile la produzione o la distribuzione di un film?

Alla produzione si può arrivare in maniera artigianale alla distribuzione ci si arriva attraverso le lobby. Pertanto portare un film indipendente nelle sale è cosa veramente ardua. Una mano potrebbe arrivare dalle film commission che purtroppo a volte sono un po’ distratte e latitanti.

E anche nel caso di questo film mi sarebbe piaciuta maggior attenzione dal “Palazzo” dalle Istituzioni che purtroppo non c’è stata.

Gerardo Placido

Nel film interpreta il protagonista in età matura che torna nella sua terra dopo tantissimi anni.  Come si è trovato a recitare questa parte?

Mi ha aiutato molto il fatto di conoscere questa terra. Conosco l’emigrazione e anche l’emigrazione cinematografica. Nel senso che, come il protagonista del film, sono dovuto andare via dalla mia terra per avere quelle opportunità, nel mio caso cinematografiche e dunque lavorative che nel mio Sud non avrei potuto avere. Sono andato via dal mio paese non perché mi mancasse il pane ma perché nel mio paese quelle opportunità che a me serviva non poteva esserci.

Il fatto di girare un film in Basilicata, invece, dà quella opportunità  a quei giovani che vogliono intraprendere questo mestiere e permette di lavorare senza spostarsi a Roma o a Milano ecc..

Questo devono capire le istituzioni. Investendo sul cinema si creano posti di lavoro e si blocca l’emigrazione che è presente in questo mestiere.

Fonte: http://giornalemio.it/cinema/una-diecimilalire-girato-tra-matera-e-irsina/

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