Quegli eventi sismici e meteorologici funesti severo monito alla Basilicata

Rigopiano: epilogo macabro e raccapricciante. In questi giorni drammatici ci siamo emozionati e abbiamo tirato un sospiro di sollievo per le vite salvate a Rigopiano, a partire da quelle dei bambini, e anche sperato in altri “miracoli” da parte dei corpi militari e civili impegnati nelle operazioni di soccorso. Purtroppo la speranza ha lasciato spazio solo al dolore per le tante vite spezzate.

Oggi vogliamo ricordare tutte le vittime della tragedia di Rigopiano e Campo Felice, con un pensiero solidale alle popolazioni del Centro Italia, messe a dura prova dai tragici eventi sismici e meteorologici.

Come se non bastasse, oltre alle forti scosse di terremoto che hanno colpito l’Italia, già provata dagli eventi sismici di agosto, le copiose nevicate hanno aggravato la già precaria situazione sul territorio nazionale e dell’Italia centrale in particolare. Una situazione drammatica e di grande difficoltà per la popolazione, acuita dalla congiunzione dei due fenomeni e malgrado gli sforzi senza riserve dei soccorritori che molti giorni hanno lavorato a 1200 metri di altezza senza sosta sul luogo della tragedia. E ora un vivo ringraziamento per la loro abnegazione per operare in condizioni estreme tra neve, detriti e strutture dell’albergo. I veri eroi sono loro che rischiano l’incolumità per cercare di salvare chi è rimasto intrappolato in quell’ albergo ormai invisibile all’occhio umano.

Amatrice e il terremoto

Non solo vigili del fuoco: soldati, carabinieri, poliziotti, finanzieri, soccorso alpino, croce rossa, protezione civile. E ora il via alle indagini e procedure per accertare tutte le responsabilità relative a queste tragedie. E’ il caso di dire: “videant consules”.

In Procura della Repubblica di Pescara ci sono già tutti i tabulati del servizio meteorologico del giorno 17 e 18 gennaio, giorno del disastro con i dati che indicavano pericolo: “codice arancione”, cioè elevata criticità. Il Paese avrebbe dovuto già trenta o quaranta anni fa apprestare un piano di prevenzione generale per tutto il territorio italiano a rischio di terremoti. Insomma, la disgrazia può accadere dovunque e comunque, ma dove sono stati realizzati i piani di prevenzione è dimostrato che danni alle persone e alle cose sono state minori in occasione di nuovi terremoti o valanghe rispetto ai precedenti. Ora il difficile lavoro della prevenzione, c’è una diffusa rimozione del cruciale problema della vulnerabilità sismica di edifici e infrastrutture.

Sono necessari maggiori controlli e un monitoraggio costante riguardo alla nostra Basilicata ove ben 126 comuni sono a rischio sismico e il 5,9 per cento della popolazione risiede in aree a rischio frana. Questi i dati più preoccupanti per la nostra Regione.

Riflettori quindi puntati sullo sfasciume idro-geologico lucano. Il territorio regionale lucano e la sua prevalente orografia montano-collinare in concomitanza a forze naturali avverse ed a passati sfruttamenti indiscriminati del bosco, oggi più che mai impongono con urgenza interventi sistematori. Scaturisce quindi che lo studio di una frana va condotto in termini sia qualitativi sia quantitativi senza trascurare tutte le possibili interazioni. Ogni frana è il risultato di molteplici condizioni fisico-ambientali che interagendo tra loro interferiscono sulla stabilità di un territorio.

Si fa riferimento alle complicanze geologiche sia intese come caratteri strutturali singenetici e tettonici, sia morfologici litostratigrafici, petrografici e mineralogici, agli aspetti geotecnici, agli aspetti climatici e antropici, accanto alla continua pericolosità dell’evento e al rischio che il dissesto si verifichi è possibile ora attuare una prevenzione attiva.

Occorre coordinare le competenze in materia di difesa del territorio lucano, si ritengono opportuni programmare interventi di messa in sicurezza, e fare pianificazione territoriale ed è fondamentale avere banche dati sempre aggiornate.

don Camillo Perrone

Ciò richiede un impegno istituzionale (dal governo nazionale agli enti locali alle tante agenzie interessate) per il monitoraggio dei territori e la programmazione di interventi di risanamento idrogeologico. Occorre la responsabile solidarietà di tutti, la massima prudenza, tenere presenti i possibili pericoli derivanti tra estrazioni petrolifere e terremoti.

In conclusione, dal modo con cui la nostra generazione saprà operare un cambiamento di mentalità, di vita morale, di costume civile, di prassi socio-economica, rinunziando a gesti demagogici, a discorsi strumentali, a strategie di potere, saprà costruire un nuovo quadro sociale, in cui davvero vengono validamente affermate la dignità e la fondamentale uguaglianza di ogni uomo, la sua salvezza, Così si raggiungerà il vero benessere per tutti e per ciascuno.

 

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