Per salvare il mondo mettiamo al centro i poveri

Don_Camillo_Perrone

L’amore preferenziale per i poveri: esigenza del Vangelo di carità. Il tema in sé è entusiasmante ed affascinante. L’apertura all’amore riempie di gioia. La preferenza preoccupa se comporta una esclusione, ma premia se dice un’attenzione particolare a chi ha di meno. La povertà va lottata, i poveri vanno amati. I poveri sono uomini ricchi della stessa dignità di tutti, ma privi di un bene essenziale e quindi vivono in condizioni che creano marginalità tali da esigere solidarietà.

Ciò premesso diciamo che un’altra economia è possibile e doverosa, un altro modo di gestire denaro e potere. Mettendo al centro l’uomo e l’utilità sociale, così come ha sempre insegnato la dottrina sociale della Chiesa.

Papa Francesco torna a denunciare un sistema capitalistico che genera povertà e scarto.

Incontrando recentemente i 1.200 imprenditori, provenienti da 54 Paesi del mondo, che stanno sperimentando l’economia di comunione, ha sottolineato che “quando il capitalismo fa della ricerca del profitto l’unico suo scopo, rischia di diventare una struttura idolatrica, una forma di culto”.

L’antidoto è la condivisione, fare del denaro un mezzo, rimettendo al centro i poveri, perché l’umanità abbia un futuro.

Intanto il capitalismo continua a produrre gli scarti che poi vorrebbe curare. Il principale problema etico di questo capitalismo è la creazione di scarti per poi cercare di nasconderli o curarli per non farli più vedere. Una grave forma di povertà di una civiltà è non riuscire a vedere più i suoi poveri.

Il Papa a Lampedusa

Orbene il sistema economico che Francesco propone fin dal suo primo incontro con i movimenti popolari e poi in tutta la sua riforma delle finanze vaticane, nell’esortazione “Evangelii gaudium” e, soprattutto, nell’enciclica “Laudato si’” è un sistema che rimette al centro la dignità della persona.

Che non fa dei poveri i semplici destinatari di qualche provvedimento di emergenza, ma fa sì che non vengano generati briganti e vittime.

Il capitalismo continua a produrre gli scarti che poi vorrebbe curare. Come gli aerei che inquinano l’atmosfera “ma con una piccola parte dei soldi del biglietto pianteranno alberi, per compensare parte del danno creato”, o le società dell’azzardo che finanziano campagne per curare i giocatori patologici che esse creano, e pensa al giorno in cui le imprese di armi finanzieranno ospedali per curare i bambini mutilati dalle loro bombe, quando “il sistema avrà raggiunto il suo culmine”. Questa è l’ipocrisia!”.

E facciamo inoltre notare che le disuguaglianze sono in aumento. Pochissimi ricchi possiedono sempre di più, mentre aumenta il numero di poveri nel mondo. Le cause sono scelte fiscali inadatte e politiche salariali che acuiscono il divario. E la situazione continua a peggiorare.

Papa Francesco invita in maniera accorata gli imprenditori a non dimenticare i poveri e a lavorare per combattere le strutture di peccato. No al sistema dell’azzardo e all’evasione fiscale.

Occorre pagare le tasse perché non è solo un adempimento legale, ma una forma di solidarietà verso i più poveri e bisogna agire per dividere le ricchezze e sanare le ingiustizie. I 1.200 imprenditori dell’economia di comunione sono come “il sale e il lievito” per contagiare il resto del mondo.

Una sfida alla quale il Papa chiama tutti i cristiani esortandoli a non avere la tentazione della quantità perché tutte le volte che le persone, i popoli e persino la Chiesa hanno pensato di salvare il mondo crescendo nei numeri, hanno prodotto strutture di potere, dimenticando i poveri.

Papa Francesco in un discorso alle Caritas, ha detto: “ vi incoraggio a risalire alle cause della povertà, per cercare di rimuoverle, a operare contro ogni struttura di peccato”. E nella Laudato si’ ci invita a un modello di sviluppo sostenibile e integrale, che privilegi i poveri.

Bergoglio poi, nel messaggio per la Quaresima 2017, ci invita “ ad aprire la porta del nostro cuore all’altro, perché ogni persona è un dono, sia il nostro vicino sia il povero sconosciuto.

La Quaresima è un tempo propizio per aprire la porta ad ogni bisognoso e riconoscere in lui o in lei il volto di Cristo”. In questo contesto (e a proposito) la Diocesi di Tursi-Lagonegro, guidata da S.E. Mons. Vincenzo Orofino, recepisce suddetto messaggio per una proficua attuazione, mentre lo trasmette a tutti i parroci della vasta omonima Diocesi, notificando che mentre in Avvento è stata avviata la mensa a Lagonegro, ora in Quaresima viene avviata a Policoro per persone sole e bisognose. Nelle due suddette città saranno aperti due magazzini per la distribuzione di beni alimentari. Tornando al discorso di prima: stiamo attraversando una fase difficile sul piano economico sociale, che impone un impegno comune delle imprese e di Istituzioni come la Chiesa, da sempre attenta ai problemi della comunità locale. Si rende necessario una vera capacità di ascolto e di lavorare in rete con il mondo delle imprese e per restituire dignità al lavoro.

Umanesimo ed evangelizzazione, distribuzione e non solo produzione di ricchezza rappresentano concetti e fattori per promuovere sviluppo, solidarietà, bene comune nella dignità del lavoro.

 

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