Le primarie del PD non vanno, ovunque.

Il regolamento per l’elezione  del Segretario e dell’Assemblea Regionale del PD di Basilicata all’art.9 (Diritto e modalità di voto) recita così:

Possono partecipare al voto per la elezione del Segretario e dell’Assemblea regionale tutte le elettrici e gli elettori che, al momento del voto, rientrano nei requisiti di cui all’art.2 comma 3 dello statuto, ovvero le elettrici e gli elettori che dichiarino di riconoscersi nella proposta politica del Partito Democratico, di sostenerlo alle elezioni, e accettino di essere registrati nell’albo pubblico delle elettrici e degli elettori

Quindi, chi notoriamente non condivide la politica del PD dovrebbe avere il buon senso di non presentarsi a votare alle primarie per coerenza e per una questione di etica. Si inquina, si condiziona e si turba l’esercizio di democrazia (appunto le primarie) quando si interferisce nelle scelte in casa altrui.

seggio primarie PD

Il fatto che le persone elencate nel comunicato del gruppo consiliare di Francavilla sul Sinni pubblicato sulla la Siritide siano state ammesse al voto alle primarie del 3 dicembre u.s. non può giustificare il tentativo del Sindaco Cupparo di votare. Non si ragiona dicendo perché lo fanno tutti, lo faccio anch’io. Se un’azione non è  corretta, non si fa punto e basta. E’ chiaro che ognuno risponde delle proprie azioni sapendo poi a cosa va incontro.

Una vicenda che mi rammarica, da quello che ho saputo, è  l’invito fatto a molti cittadini di andare a votare a prescindere dai propri convincimenti politici per fare un piacere al “potente” di turno. Succedeva così in paese negli anni del dopo-guerra agli addetti della segheria Palombaro, i quali dovevano votare per la Democrazia Cristiana, altrimenti c’era il licenziamento.

L’arciprete don Carmelo Fiordalisi, parroco, assegnava  i pacchi viveri (gli aiuti americani) a chi consegnava la tessera del Partito Comunista e ai bisognosi che votavano per lo scudo crociato dell’onorevole Emilio Colombo. Negli anni seguenti si è  diffuso il voto di scambio sotto altre forme (posti di lavoro negli enti pubblici, pratiche di pensione di invalidità e  altre  procedure assistenzialistiche) nella nostra Regione dove si registra la più alta percentuale di Italia. Fa male perché  la democrazia e il libero esercizio della volontà popolare vengono mortificati e calpestati con questi comportamenti.

Mons. Carmelo Fiordaliso

Anche nelle precedenti primarie si sono verificati fatti simili. Tanto è  vero che a Francavilla il circolo PD ha raccattato nelle primarie per l’elezione del Segretario Nazionale circa 500 preferenze per Renzi (i votanti sono circa 4000). E’ un fatto molto sorprendente e sconcertante, perché  un circolo esistente solo sulla carta da molti anni, incapace altresì di presentare una lista alle elezioni amministrative del giugno 2016 riesca a riportare più voti alle primarie che alle varie competizioni elettorali.

Le primarie non vanno così come sono disciplinate. Esse suscitano zone d’ombra in tutte le regioni italiane e alimentano la sfiducia nella politica. E’ necessario che venga fatta la riforma dei partiti politici affinché le cose cambino per il bene della Politica e della Democrazia.

Il circolo PD nella seconda parte del suo comunicato su FrancavillaInforma proclama per l’ennesima volta l’intenzione di fare opposizione appena può all’amministrazione comunale  esprimendo un giudizio molto negativo sull’operato della stessa. Non ci credo! Mi sembrano i propositi di Pinocchio. Per tutta risposta i consiglieri comunali in carica sulla Siritide riibadiscono che il dibattito politico-amministrativo non potrà esplicarsi in seno al Consiglio Comunale, perché  il PD di Francavilla non ha rappresentanza nell’organismo  deputato per non aver presentato la lista, come dicevo prima, per  mancanza di presentatori (questa è  bella).

Come possono fare opposizione gli stessi dirigenti che non hanno  presentato la lista? Un Partito Democratico che a Francavilla, paese con una lunga tradizione di sinistra, vince alle elezioni nazionali, europee e regionali non può non rappresentare i propri elettori al Comune.

I dirigenti regionali  che erano a conoscenza di tutta la situazione  sono stati latitanti. A chi è  convenuto una situazione simile? A questi dirigenti (regionali e locali) bisognerebbe dare l’ostracismo; invece sono sempre in prima fila. Tra le altre, queste sono le motivazioni delle astensioni, degli indecisi e del voto ai partiti populisti.

 

Il 4 marzo 2018 si voterà per eleggere il Parlamento nazionale. Si prefigura una situazione di ingovernabilità  che getterà l’Italia nel CAOS, come scrive Paolo Miele nel suo libro o a un altro inciucio Renzi-Berlusconi. Dio non voglia!

 

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