“Salva la tua lingua locale” Filippo Di Giacomo – Primo Classificato Prosa Edita 2019

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Il premio letterario nazionale “Salva la tua lingua locale” ha festeggiato la settima edizione della premiazione in data odierna in Campidoglio nella splendida Sala della Protomoteca alla presenza di un folto pubblico in attesa di congratularsi con la numerosa schiera dei partecipanti premiati nelle varie sezioni in gara.  

Antonino La Spina, presidente Unpli, nel suo intervento di saluto e apertura dei lavori, ha sottolineato con passione di come la manifestazione rappresenta un punto fermo nelle iniziative volte alla salvaguardia e promozione del patrimonio culturale rappresentato dai dialetti e dalle lingue locali. Inoltre, ha ricordato   che fra le novità di questa edizione rivive il riconoscimento dedicato a Tullio De Mauro – con l’istituzione del Premio a lui intitolato – illustre linguista che, fino alla sua scomparsa ha ricoperto anche il ruolo di presidente onorario di “Salva la tua lingua locale“. Ha dichiarato, inoltre, l’impegno che svolgono i Volontari della Pro Loco, per tenere vivi i dialetti e le lingue locali, tesi ad alimentare i cordoni ombelicali che questi legano ai territori di provenienza.

Si sono succeduti Bruno Manzi, presidente legaautonomie Lazio e Antonio De Poli Senatore Questore, nei saluti e sull’importanza dei dialetti sul ruolo che giocano le comunità locali e i cittadini, a cui si deve la salvaguardia dei propri dialetti e della loro conservazione. La cerimonia di premiazione ha avuto inizio con: Premio “Tullio De Mauro” – Poesia Inedita -Prosa Inedita – Poesia Edita – Prosa Edita – Musica – Teatro Inedito. Intanto, nel corso della prosecuzione della cerimonia, il presidente della Pro Loco Unpli Basilicata, Rocco Franciosa, commentava il risultato eccezionale della Basilicata e il riferimento era indirizzato al primo classificato – tra i cinque finalisti – Filippo Di Giacomo di Francavilla in Sinni distintosi nella Sezione Prosa Edita 2019. IL MISCUGLIO, autore F. Di Giacomo, veniva premiato con la seguente motivazione:

Filippo Di Giacomo

è sapiente di intuizioni e rapimenti divulgativi e golosità agrodolci, pretesti filosofici (Guerra e Pace, polli e brodo di cipolle) e feroci ricette esistenziali (Legittima difesa, La platica facciale, Io sono komunista), aneddoti esaltati in sapidi o taglienti racconti ironici (Don Firmino, il Kupikupi) ma anche in limercks e funambolismi verbali di sconfinata amabilità. A Filippo chiediamo cosa pensa delle parlate locali e dell’uso dialettale. La sua risposta è secca : “sono fiducioso che i dialetti e le lingue locali non moriranno. Essi, magari, si estingueranno soltanto là dove non ci sarà più nessuno che lì parlerà. La scomparsa sarebbe lo smarrimento della nostra anima, della nostra cultura contadina e delle nostre radici. Ci congediamo e ci complimentiamo con il vincitore del primo Premio letterario del 2019. Ma siamo certi che non finisce quì !

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