Lettera su Palazzo Ciasca a Rionero, dieci anni or sono

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E’ un articolo pervenuto in redazione una decina di anni or sono da un turista a Rionero e nel Vulture, che mantiene intatta la sua attualità.

Gentile direttore, sono stato alcuni giorni fa in Basilicata, per far visita ai parenti  della mia fidanzata, ospite a Rionero in Vulture. Ho visitato ed ho  potuto ammirare   altri luoghi della zona, da Monticchio, a Venosa, a  Melfi.

Rionero in V. – Palazzo Ciasca

Ho pertanto potuto verificare lo stato di degrado urbano che  vige a Rionero. Mi ha colpito moltissimo su tutto, la pericolosità di  un palazzo in pieno centro, (vicino alla imponente Chiesa Madre), un palazzo sicuramente storico, in quanto ho letto dalla lapide che vi è nato il senatore Ciasca. Ho notato, con una certo stupore, una così elevata pericolosità strutturale, talmente fatiscente ad occhio nudo, e poi un traffico sulla adiacente strada praticamente ininterrotto. So inoltre che la città è in un’area fra le più soggette ad eventi sismici. Mi chiedo (ho alle spalle studi di urbanistica) come è possibile che si tenga in piedi un palazzo in queste condizioni, così disastrato seppur appena transennato.

La incolumità pubblica dovrebbe esser garantita, ma non mi pare che questo, attualmente, sia sufficientemente preso in considerazione. Ho voluto evidenziare al vostro giornale (ho letto i quotidiani locali in quei giorni) quanto ho visto, non avendo altri interlocutori, e con meraviglia mi sono posto la domanda sul come mai non ci siano  ancora stati interventi (né privati né pubblici) volti alla salvaguardia del cittadino, prima ancora che della estetica urbana.
La saluto cordialmente. Paolo Coretti – Torino

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