Pd Francavilla in Sinni su misure per fondo ”piccoli prestiti”

Nei momenti di crisi economica non basta la buona volontà, nei momenti di crisi economica le operazioni “fumo negli occhi” che speculano sulla necessità e/o sulla “disperazione”, in questo caso degli esercenti l’attività di impresa o la libera professione, sono molto gravi e da censurare.

A chi se ne rende artefice, o semplicemente complice, va il nostro biasimo soprattutto se tale operazione non ha per fine ultimo il sostegno a categorie in difficoltà ma serve, probabilmente, a sviare l’attenzione sulle proprie di difficoltà.
Il 20 MARZO 2020 la Giunta Regionale di Basilicata delibera di istituire un fondo denominato “Piccoli prestiti per il rafforzamento ed il sostegno delle micro imprese lucane”, di delegare la parte operativa a Sviluppo Basilicata e di pubblicarne l’avviso (DGR n. 197 del 20/03/2020).

Colpisce l’assenza del generale BARDI così come che, pur dovendo attendere la data del 31 marzo per essere ufficiale, come da pubblicazione sul Bollettino Ufficiale Regionale, la delibera circolava a partire dalla data del 24 marzo anche sulla pagina Facebook del consigliere di Forza Italia Francesco Piro, il quale, poco consapevole del ruolo istituzionale che la sua carica riveste, “suggeriva implicitamente” anche a chi rivolgersi per farsi istruire la pratica pubblicizzando la pagina di una società di consulenza di Potenza.

Consigliamo Piro di non affrettarsi a rimuovere il post, che è stato opportunamente “salvato”; abituati ai suoi commenti, spesso poco istituzionali e poi rimossi, ci siamo opportunamente cautelati.
Nella teoria, se pur favorevoli alla misura deliberata dalla Giunta Regionale, riscontriamo gravi incongruenze nel merito; dal 9 marzo con le restrizioni nazionali e poi regionali, è fatto divieto ad esercenti e professionisti di lasciare la propria residenza per questioni di lavoro, fatta eccezione per una sparuta minoranza.

Il bando prevede tra le spese ammissibili opere murarie ed assimilabili, macchinari, impianti, attrezzature, hardware, automezzi, programmi, portali web, brevetti, consulenze ecc. ed obbliga ad allegare schede tecniche, preventivi, visure catastali, certificati d’agibilità, autorizzazioni sanitarie, attestazioni redatte da professionisti. Questa documentazione facilmente “processabile in tempi di pace” non lo è, oggi, in piena odissea COVID-19.

Il “lucano medio”, quello laico perchè sprovvisto di “santi in paradiso”, quello che rispetta le prassi, quello che può attivarsi solo dalla pubblicazione del bando il 31 marzo, rischia di non avere la documentazione in regola il giorno 16 aprile, giorno d’inizio della presentazione “a sportello”, modo elegante per dire che chi prima arriva meglio alloggia. Con le restrizioni in atto, difficilmente sarà possibile recarsi presso consulenti, ingegneri, imprese, architetti, commercialisti, fare sopralluoghi, esplicitare le proprie esigenze per ricevere preventivi o suggerimenti tutto questo perchè BISOGNA RESTARE A CASA quale profilassi ed è fatto divieto di uscirne se non per esigenze primarie.

Pur capendo le difficoltà dell’attuale governo regionale, che nei molti mesi passati da quando si è insediato ha prodotto poco e male ed ha bisogno di operazioni di facciata, sospettiamo, attingendo all’adagio “pensar male è peccato, ma molto spesso si indovina”, che si voglia favorire gli “amici degli amici” seguendo collaudati schemi clientelari.

DIMETTETEVI, LIBERATE I LUCANI DALLA VOSTRA INCAPACITA’

Commenta

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi