Oggi in Matera si è spento l’on. Michele Tantalo

Con Michele Tantalo ( Nini’ per tutti noi) scompare un significativo esponente della vita politica e istituzionale che ha incarnato passioni e valori di intere generazioni vissute in una stagione più matura della democrazia repubblicana.

on. Michele Tantalo

Quindi nel tempo di maturazione di quella modernità che progrediva con l’organizzarsi dei partiti moderni e con la definizione di progetti e programmi orientati allo sviluppo. La Democrazia Cristiana possiamo dire nacque con lui a Matera evolvendo dal primo bozzolo della mutualità e dell’associazionismo cattolici fino a raggiungere vertici di efficienza e di consistenza elettorale. Non è un caso che Tantalo (sei legislature in Parlamento e due presenze nei Governi) raccogliesse intorno a sé molti dei mondi  vitali che erano la constituency reale e composita della Dc.
Noi fummo con lui lealmente in una ricchissima storia di competizioni, di dialettiche e di emulazioni sempre segnate dalla vivacità e autenticità delle passioni. Fu dirigente vero, costruttore di filiere e di assetti politici, amministratore efficiente di strutture pubbliche e interprete delle ragioni di una comunità che chiedeva di essere tutelata e promossa in una regione diseguale per disseminazione e concentrazione del potere. In questo Tantalo divise e uni’, avendo sempre in testa la ragion pratica e ideale della Politica, mai inseguendo prospettive minoritarie o separazioni. Fu leader vero e promosse leaderhip vere se intendiamo la storia come il grande e vitale acquario nel quale tutto si tiene. Fu legislatore (promosse fra le tante la legge per il concorso internazionale per i Sassi) e condivise drammi e speranze del mondo contadino e di ceti medi e popolari alla ricerca di status più elevati e di certezze meno precarie.

on. Michele Tantalo

Non fu solo. Ebbe compagni di strada autorevolissimi (non comodi) che non ebbero mai ragione di ignorare la forza e legittimità dei consensi acquisiti ma anche di solidarietà tenaci, dal sen. Salerno a Bollettieri, a, Schiavone, fino a D’Amelio, a tutti i deputati e senatori lucani che lo conobbero e apprezzarono e a chi oggi lo ricorda non senza un velo di autentica commozione).
Pensiero postumo.
Sarebbe giusto, nell’anno centenario di Colombo, che si trovasse il modo di riprendere il filo di una storia collettiva così importante e decisiva prima che il virus poco coronato della insipienza dissolva tutto nel grande rogo del nulla.

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