Fuga di “Cervelli e Braccia” dal belpaese

Ernesto Calluori

I termini emigrati, emigrazione che sembravano aboliti nel linguaggio corrente, invece, sono riemersi con drammatica evidenza: i disperati africani sbarcano in Italia, ma gli italiani emigrano verso tutti i continenti.

Infatti, a prescindere dall’emergenza pandemica, la fuga coinvolge tutti: persone giovani, anziani, cervelli e braccia. Espatriano ricercatori, ingegneri, tecnici architetti, medici ma anche operai, muratori, camerieri, addetti alle pulizie. La fuga è verso la Germania, la Francia, l’Inghilterra, la Spagna, la Svizzera, Stati Uniti e Sud America.

Sono i tradizionali paesi dell’emigrazione italiana dei nostri nonni di un numero impressionante di abitanti simile alla stessa cifra degli italiani nella Penisola. Si comprende meglio tutto se si guarda al paradosso della Lombardia. La regione più sviluppata e più ricca d’Italia è quella dalla quale parte il maggior numero di persone e di giovani. L’Italia si impoverisce ulteriormente per la partenza di giovani e lavoratori con alte e diverse competenze professionali.

Partono sia i laureati qualificati che vanno ad insegnare in prestigiose università europee ed americane, sia gli operai rimasti disoccupati per la chiusura di tante fabbriche, grandi e piccole. La gente del Sud espatria di meno anche perché, in gran parte, si trasferisce nelle regioni settentrionali. Disoccupazione, precariato, sotto occupazione, povertà spingono ad emigrare oggi come allora. Certamente, non si parte più con la valigia di cartone ma con il trolley, non più su navi e treni ma sugli aerei. Molti non usano il termine “emigrazione” per definire il fenomeno, ma, “mobilità internazionale” anche se di emigrazione si tratta per la necessità di trovare un lavoro.

Nel Paese soffia aria di elezioni in vista del voto e i tempi attuali non consentono di esercitare le solite strumentalizzazioni dalle tante false promesse elettorali da campagna elettorale. Alla manovra economica del governo, faccia seguito un piano per salvare il Paese, facendo ripartire il Sud al fine di evitare un autunno caldo da porre un freno alla fuga dei “cervelli e braccia”e alle disuguaglianze sociali esistenti.

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