L’età giovane dei Fratelli Dardenne a Effetto notte, il Cinema dei diritti negati (Presente il Vescovo mons. Ciro Fanelli)

Rionero in Vulture – Quasi duecento spettatori (nel pieno rispetto dei protocolli sanitari) sono intervenuti nel giardino di palazzo Fortunato per il terzo appuntamento cinematografico “Effetto notte – Il Cinema dei diritti negati, promosso da ARCI, CineClub “Vittorio De Sica” – Cinit e la Parrocchia SS. Sacramento.

La Rassegna si inserisce nelle iniziative dell’Estate Rionerese promossa dal Comune, dalla Provincia di Potenza e dalla ProLoco, cui partecipano anche Città della Pace e Siproimi. Con il film L’età giovane dei Fratelli Dardenne la Rassegna invita alla riflessione sulle ricadute drammatiche – specie fra i più giovani – del fondamentalismo di radice islamica.

La realtà è quella francese e belga, nelle quali i due cineasti ambientano da sempre le loro storie, intelligibili nell’intero mondo occidentale. Jean-Pierre e Luc Dardenne si concentrano, dopo approfonditi studi sull’Islam, sulla radicalizzazione nei giovani studenti. Il giovane protagonista è Ahmed, studente tredicenne che, a causa dell’indottrinamento di un imam, tenta di entrare nella spirale dell’integralismo musulmano, disposto anche a commettere attentati, sull’onda di un suo cugino e di filmati diffusi da canali di propaganda.

L’attore giovane è uno straordinario Idir Ben Addi il quale, ben diretto dai due registi belgi, regge l’intero film da consumato attore, con punte di estrema vitalità interpretativa. I Dardenne adottano un linguaggio asciutto, senza orpelli; le tematiche sono spesso una lettura spietata del nostro tempo. E il film ha suscitato emozioni nel pubblico rionerese (con presenze anche da altri comuni), a riprova di un forte bisogno di riappropriarsi di spazi comuni per necessari incontri culturali che cinema e teatro sanno offrire da sempre.                                                                                                       

Il vescovo della Diocesi di Melfi, mons. Ciro Fanelli, si è intrattenuto, con la consueta elevata dialettica, sui temi legati al rapporto inter-religioso sostenuto dalla Chiesa, e sulla importanza che film di tale portata possano contribuire ad una maggiore comprensione del fenomeno. La religione strumentalizzata per fini politici e destabilizzanti specie in Europa hanno assunto effetti tragici con gli attentati degli anni scorsi. Esortato nel dibattito da Paolo Pesacane (responsabile ARCI) e da Armando Lostaglio (presidente del CineClub “De Sica” – Cinit), ribadendo l’idea del progetto di riflessione sui temi degli ultimi e dei diritti negati, anche il parroco del SS. Sacramento, don Sandro Cerone, ha espresso elogi sulla importanza di iniziative come queste – sollecitate da giovani parrocchiani come Luigi Sasso – capaci di tenere sempre alta l’attenzione su accoglienza e solidarietà.                                                         

Il film dei Dardenne – premiato a Cannes per la miglior regia – è un capolavoro di semplicità e nel contempo di profondità, come ha evidenziato il vescovo Fanelli, compiaciuto della idea di parlare anche d’estate di simili tematiche, per la conoscenza dell’Altro e dei diritti negati specie nel mondo del lavoro. Proprio su questa scottante realtà sarà imperniato l’ultimo film in rassegna mercoledì 26 agosto (ore 21, Giardino Palazzo Fortunato) con il capolavoro del maestro inglese Ken LoachSorri we missed you, anche questo premiato lo scorso anno al Festival di Cannes.

A.L. Comunicazione CineClub “V. De Sica” Cinit

Rionero in V. 24.8.2020

 

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